
Esonerato, ancora una volta. La carriera di Walter Novellino sembra sprofondata in un buco nero di mediocrità. Il progetto Reggina, che prevedeva proprio il tecnico perugino al timone, è naufragato dopo l'ennesima sconfitta della sua gestione, arrivata nell'anticipo di venerdì sul campo del Torino. Qualcosa si era rotto, e già il rumoroso tonfo interno contro l'Ancona (0-3) aveva portato la fiducia nel tecnico ai minimi storici.
Non si sa cosa stia succedendo, a quella macchina da promozioni che è stato per lungo tempo Novellino. Per anni, assumerlo (in B o C) equivaleva a ipotecare la certezza del salto di categoria. Ed anche nella massima serie, gli ottimi risultati conseguiti con Venezia e soprattutto Sampdoria sembravano valergli il visto per allenare una grande. Quella chiamata però non è mai arrivata, e a questo punto è lecito pensare che probabilmente non arriverà mai (anche se Del Neri sotto questo aspetto insegna..).
Dopo una gavetta tra Perugia, Gualdo (promosso in C1, finale l'anno dopo) e Ravenna, il primo grande risultato arriva nel 1998, con la promozione in A alla guida del Venezia. In A, dopo un inizio stentato sempre alla guida dei lagunari, Novellino compie il miracolo di centrare la salvezza, trainato dall'accoppiata Recoba-Maniero (con il Chino arrivato a gennaio in prestito dall'Inter). E l'anno successivo lo chiama il Napoli, voglioso anch'esso di tornare in A: Walter non delude, e gli azzurri volano in A. Non si ferma però il tecnico, che l'anno dopo sbarca a Piacenza e coglie l'ennesima promozione: rimarrà fino al 2002, poi la chiamata, sempre dalla B, della Sampdoria, finita in purgatorio qualche anno prima e mai riuscita a tornare a galla.
Inizia una storia importante per la carriera di Novellino, che porta subito i blucerchiati in serie A. Dopo un ottavo posto nel 2004 e un incredibile quinto posto nel 2005, la stagione 2005-2006 non segue l'onda degli anni precedenti e viene conclusa in dodicesima posizione. Il campionato successivo è l'ultimo del tecnico sulla panchina blucerchiata, concluso con la qualificazione all'Intertoto. Una squadra tosta, la Samp di Novellino, sempre fedele al suo 4-4-2. E per il tecnico, sembra in arrivo la grande occasione.
L'approdo al Torino, squadra del cuore, segna invece l'inizio della parabola discendente del tecnico perugino: nonostante un progetto di due anni, viene esonerato a 5 giornate dal termine. Ci tornerà al Torino, nel dicembre 2008, richiamato al posto di De Biasi, ma non farà miracoli. E arriva così un nuovo esonero a marzo, col Toro che poi precipiterà in B all'ultima giornata.
La storia recente con la Reggina segna un nuovo fallimento per Novellino, il più grosso probabilmente. Per una squadra dalle grandi ambizioni come quella calabrese, 9 punti in 10 partite e il quart'ultimo posto sono un magro bottino. L'ex calciatore del Milan sta forse sciupando quanto di buono era riuscito a seminare negli anni finora più importanti della sua carriera, e a questo punto è inevitabile fare un pò di sana autocritica e chiedersi cosa non sia funzionato nelle sue recenti gestioni. Ne avrà il tempo, Novellino. E la prossima sfida magari sarà quella giusta per rialzare la testa, e scacciare quell'etichetta di "sopravvalutato" che ormai da più parti gli viene accostata.
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