29 dicembre 2011

Breaking news - 29/12/11



  • Barcellona, Fernando Torres sostituirà Villa: continua senza soste l'adeguamento al Fair Play Finanziario.
  • Del Piero senza limiti: "Nel mio futuro vedo solo Juve". Se su Sky o su Mediaset Premium, è ancora da decidere.
  • Ancelotti a un passo dal Psg. Per la firma, mancano solo i dettagli sulla fornitura giornaliera di fois gras.
  • Adriano fuori dai guai. La ragazza ferita: "Ho sparato io, e se non ricordo male anni fa ero anche a Dallas per sparare a Kennedy".
  • Galliani: "O Tevez, o nessuno. Del secondo si dice un gran bene".
  • Leonardo, contatto telefonico con Pato. Per l'emozione, il Papero si è stirato gli adduttori.

24 dicembre 2011

Buon Natale da BnP!

Chi segue questo blog da tempo, avrà notato certamente un calo importante nella produzione recente. Questo è chiaramente dipeso da tanti fattori, il primo dei quali è la fase di riflessione che sto attraversando per cercare di capire quali migliorie apportare a questa creatura che mi sta particolarmente a cuore, e che per adesso è piuttosto scarna nonostante risultati che dovrebbero invece incoraggiare una maggiore attività.

Rubriche come "da zero a dieci", "amarcord" e le breaking news sono state messe da parte anche per ragioni di tempo, ma ben presto torneranno, e si spera che continueranno a incontrare il vostro interesse. Su questo blog cerco di riversare la mia passione per questo sport, ma un impegno quotidiano purtroppo al momento non mi è possibile e pertanto la prima "mission" che mi impongo è proprio quella di riuscire a invertire questa tendenza.

Per il momento, faccio i miei migliori auguri di buon Natale a tutti coloro che leggono periodicamente le mie opinioni, offrendomi punti di vista discordanti o meno, sempre con educazione (salvo casi estremi) e competenza. Nella speranza che questo possa essere per tutti voi e le vostre famiglie un Natale felice e sereno, vi rivolgo un abbraccio virtuale.

Antonio

20 dicembre 2011

Succede anche questo: l'autogol dello "scorpione"

Sfido chiunque a fare di meglio. In una gara del campionato di Hong Kong tra Sun Hei SC e Citizen AA, il difensore nigeriano della squadra di casa (tale Festus Baise) si esibisce in un colpo acrobatico senza precedenti. Peccato che la porta nella quale è finito il pallone sia stata quella sbagliata..

18 dicembre 2011

Barcellona-Santos 4-0: semplicemente, inarrivabili.


Il Barcellona è campione del mondo. Nella finale del Mondiale per Club a Yokohama, i blaugrana hanno impartito l'ennesima lezione di calcio di questo ciclo glorioso ad unSantos che forse pensava fossero sufficienti Neymar e Ganso per coltivare propositi di vittoria.

Come spesso accade, non c'è storia. Si arriva spesso alla vigilia di un grande appuntamento pensando che nei novanta minuti possa succedere di tutto, ma la realtà dei fatti è che questo Barça continua a viaggiare ad un livello di calcio troppo alto per chiunque, si chiami Real MadridMilan o Santos. Ti aspetti che i brasiliani, infarciti di talenti e con quel fenomeno che Pelè ha definito "più forte di Messi", possano dire la loro nella gara della vita, ma invece abbiamo assistito all'ennesima sinfonia catalana: 4-0, calcio celestiale, ed avversari umiliati da un palleggio che non ha eguali al mondo e credo non ne abbia nell'intera storia di questo sport.

Villa e Sanchez sono out? Poco male. Pep si inventa Dani Alves e Thiago Alcantaraesterni d'attacco nel tridente completato da Messi, e con quei draghi in mezzo al campo il problema delle assenze non nasce neanche. Tutto troppo facile, quando l'ingranaggio funziona a meraviglia a prescindere dagli interpreti, ed è quasi sconfortante toccare quotidianamente con mano tutta la differenza che passa tra loro ed il resto del mondo. Una differenza che spesso negli ultimi tempi si è cercato di assottigliare, ma che il campo ha ripetutamente evidenziato senza lasciare adito a dubbi.

Quando le due compagini vanno al riposo al termine dei primi 45', la gara è già in ghiaccio. Magistrale lo stop di tacco con cui il professor Xavi manda in porta il pallone d'oro (uscente, ed entrante, potete scommetterci) che segna con un tocco da artista del calcio, fantastica l'azione del 2-0 firmato dallo stesso Xavi, elementare il tap-in di Fabregas per il 3-0. Messi nella ripresa cala il poker, poi sono i pali ad evitare una nuova manita, che comunque non avrebbe cambiato di molto il giudizio su una gara senza storia.

Il Barcellona chiude così il suo anno perfetto, il secondo in tre anni. Probabilmente, se non si fosse messa di mezzo l'Inter di Mourinho in quella semifinale del 2010, staremmo parlando di qualcosa mai vista nella storia del calcio, ma già adesso siamo a livelli di rendimento quasi soprannaturali.

Nella Liga intanto il Real ha passeggiato a Siviglia, con un pesante 6-2, volando in testa al campionato. Che si sia ridotto il gap con i blaugrana? Scherzo, ovviamente..


Antonio Capone (twitter - @tonycap83)

13 dicembre 2011

Milito, dal "pallone" al "bidone" d'oro in 12 mesi


Il Diego Milito esultante in questa foto, dopo aver matato il Bayern a Madrid a chiusura di un'annata da fuoriclasse assoluto, non c'è più. O almeno, sembra essersi perso in quella notte che lo aveva elevato probabilmente a centravanti più forte del globo terracqueo, alla quale è seguito un crollo verticale fatto di infortuni, cocenti delusioni, e clamorosi errori che ne hanno macchiato una figura costruita in anni di gol e trasfiguratasi nella magica annata 2009/10.

Il livello di gioco raggiunto dall'attaccante di Bernal nella stagione del Triplete era talmente alto che nessuno in fondo immaginava che potesse ripetersi a quei livelli di eccellenza. E' pur vero però che era difficile pensare che da quel picco raggiunto il 22 maggio 2010, Milito sarebbe sceso in maniera così rovinosa. Il flop al mondiale con l'Argentina di Maradona, che gli preferiva Higuaìn, l'esclusione dalle nomination per il pallone d'oro (fatto clamoroso in sè, ma ne abbiamo già parlato), i continui guai fisici e recentemente anche la fiera del gol sbagliato, con il derby a distanza tra lui e il milanista Robinho su chi la combina più grossa sotto porta: insomma, dopo la notte dei sogni, per il numero 22 nerazzurro sono stati solo guai.

Come ciliegina sulla torta, è arrivato anche il molto poco ambito premio assegnato dalla trasmissione sportiva Catersport, che prende il nome di "Bidone d'oro". Nulla di particolarmente serio, intendiamoci, ma certamente per il morale del Principe questo riconoscimento non è un toccasana: per oltre il 15% dei votanti, il più clamoroso flop dell'anno solare 2011 è proprio lui, "preferito" ad Amauri e Krasic, altri due che non hanno certo lasciato il segno nell'anno che sta per chiudersi.

Dopo la stagione monstre, che aveva visto Milito risultare l'uomo più decisivo d'Europa coi suoi gol e non solo, era lecito aspettarsi qualcosa di più anche in considerazione delle dichiarazioni fatte a caldo dopo la vittoria della Champions League. Il campo in questo anno e mezzo ha invece detto che quel campione ammirato tra Saragozza, Genoa ed Inter ha lasciato il posto ad una controfigura decisamente poco riuscita, e che oggi non gode forse della stessa fiducia nei propri mezzi di cui godeva allora.

Chissà, forse la doppia mazzata di un'estate 2010 passata in Sudafrica a veder giocare gli altri, con la conseguente estromessione dalla lista dei papabili per un pallone d'oro che avrebbe dovuto vedere il suo nome iscritto di diritto almeno nei top 23, ha costituito una sorta di "sliding door" per la carriera del centravanti. Sta di fatto che tra il pallone d'oro ed il bidone d'oro, di differenza ce ne passa eccome..

02 dicembre 2011

Euro 2012: i quattro gironi!


In occasione dei sorteggi dei gironi di Euro 2012 c'è stato il primo esperimento di "diretta" su questo blog, e ad essere onesti quando il nome ITALIA non era ancora uscito dall'urna con la Russia estratta già come quarta nel gruppo A (il più abbordabile), la paura di finire nel 'Group of Death' con Olanda e Portogallo era tanta.

Ed invece, la patata bollente è toccata alla fortissima Germania, mentre gli azzurri sono finiti nel gruppo C con i campioni del mondo della Spagna, la Croazia e l'Irlanda del Trap (che verranno affrontate proprio in quest'ordine). Alla fine, proprio per il grande pericolo scampato, non possiamo lamentarci di certo per l'esito del sorteggio: la Spagna è di un altro pianeta al momento, ma Croazia e Irlanda non possono e non devono essere avversari che una nazionale ambiziosa come quella di Prandelli può ritenere una minaccia concreta. Chiaro che si dovrà arrivare preparati all'appuntamento, con la speranza che figure come quella di Sudafrica 2010 siano solo un oscuro capitolo del passato da cui poi è ripartita un'altra ottima nazionale.

Vediamo i quattro gironi, per poi commentarli rapidamente:

Girone A: Polonia, Rep. Ceca, Grecia, Russia
Girone B: Olanda, Danimarca, Portogallo, Germania
Girone C: Spagna, Irlanda, Croazia, ITALIA
Girone D: Ucraina, Francia, Svezia, Inghilterra

Il gruppo A è certamente quello meno interessante, con quattro potenziali outsider ma nessuna vera corazzata: la Russia parte coi favori del pronostico, ma per entrambe le qualificate il cammino difficilmente potrà andare avanti oltre i quarti di finale. Sì, perchè il gruppo B è davvero da far tremare i polsi: due delle favorite della vigilia (assieme alla Spagna) come Olanda e Germania, con lo scomodo Portogallo di Ronaldo e la sempre ostica Danimarca (condannata comunque, salvo miracoli). Detto del girone dell'Italia, il gruppo D è molto interessante: Inghilterra e Francia partono senza dubbio favorite, ma occhio a Ucraina e Svezia, clienti scomodi per due formazioni reduci da una fase di transizione complicata, con un mondiale fallimentare alle spalle.

Il cammino, comunque sia, ora è tracciato. Ancora qualche mese, e poi sarà Euro 2012: ne vedremo delle belle, o almeno è quello che si spera.

30 novembre 2011

Napoli-Juventus 3-3: appunti e considerazioni..


Il recupero del San Paolo termina con un pirotecnico 3-3, un risultato che per come si era messa la gara ed in generale per la valenza che aveva per la classifica delle due squadre soddisfa soprattutto la Juventus di Conte, mentre il Napoli ingoia amaro per aver buttato al vento quella che forse era l'ultima possibilità per continuare a sognare il tricolore.

Qualche considerazione sparsa sulla partita:

Il carattere Juve. Se in passato la squadra di Conte aveva dimostrato un bel gioco, questa sera si è visto altro: carattere, cuore, determinazione nell'opporsi ad un risultato che per due volte sembrava essere sfavorevole e quasi definitivo. Come ho già detto in altre occasioni, il miglior acquisto della Juventus 2011/12 è proprio questa mentalità vincente che il tecnico (non perfetto tatticamente in questa occasione) è riuscito a inculcare nei suoi giocatori, diversamente da quanto successo nelle precedenti gestioni in cui la squadra andava verso una preoccupante "provincializzazione".

La fragilità del Napoli. Questa sera la squadra di Mazzarri dietro ha fatto acqua, nonostante fosse fin qui la seconda difesa meno battuta del campionato (adesso è la terza, dietro Udinese e Juventus): al di là del fortunoso rimpallo che ha consegnato a Pepe la palla del pari, le reti di Matri ed Estigarribia sono state frutto di clamorosi errori di piazzamento della retroguardia azzurra. Con la squadra in vantaggio 3-1 a 20' dalla fine, amnesie del genere costituiscono un vero e proprio harakiri. Stanchezza da doppio impegno? Probabile, ma lo scudetto così è andato.

27 novembre 2011

Lazio-Juventus 0-1: giù la maschera adesso!


Ci sono gare nel corso di un campionato nelle quali la posta in palio è ben più alta dei "semplici" tre punti, ed i benefici derivanti da una vittoria non contano solo per la classifica ma anche e soprattutto per rafforzare convinzioni e velocizzare il processo di crescita della squadra.

Ieri sera la sfida dell'Olimpico tra Lazio e Juventus era esattamente di questo tipo. Due squadre appaiate in vetta alla classifica a quota 22, con filosofie di gioco differenti ma entrambe con la stessa fame di alta classifica e la stessa voglia di stupire, chiamate a fare un pò di sana introspezione per capire quale ruolo possono davvero recitare in un campionato tanto particolare ed equilibrato come questo.

Il campo ha emesso il suo verdetto: vince la Juventus con un gol di Pepe, dopo una prestazione di qualità contro un avversario che non ha certo demeritato ma nel complesso è sembrato inferiore soprattutto a livello mentale rispetto alla squadra di Conte. Una squadra che viaggia ancora imbattuta, e che partita dopo partita acquista sempre più coscienza dei propri mezzi, mostrando grande organizzazione di gioco e una mentalità vincente che forse è l'acquisto più importante di questo nuovo corso bianconero.

24 novembre 2011

Il "rise and fall" di Andrè Villas Boas..


Quando quest'estate Ivano Pereira, difensore del Porto, scrisse su Twitter "Abramovich ha portato via il nostro allenatore" anticipando di qualche ora il matrimonio ufficiale tra lo Special Two e il Chelsea, in tanti ingoiarono amaro per aver visto sfumare la possibilità di arrivare al tecnico più desiderato del continente.

L'Inter aveva provato una mission impossible per cercare di affidare al 33enne il dopo Leonardo, la Juventus prima di scegliere Conte pareva orientata a ripartire proprio dal plurititolato portoghese per voltare pagina dopo due annate da dimenticare, e più in generale qualsiasi panchina importante inquadrava nel nuovo fenomeno della panchina l'uomo giusto per costruire un progetto vincente, solido e duraturo.

L'ostacolo su cui però si arenarono tutti fu quella clausola che rendeva AVB quasi inavvicinabile: 15 milioni da versare al Porto o nisba, visto che i Dragoes di liberare il proprio tecnico non ci pensavano neanche alla lontana. Quando però sembrava che il "salto" ad un top club fosse posticipato all'estate 2012, Abramovich ha rotto gli indugi pagando la clausola e portando così l'obiettivo numero 1 a Stamford Bridge.

15 novembre 2011

Agnelli, 443 milioni di che?



"Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria"


A questo fondamentale principio fisico rispondono la stragrande maggioranza delle dinamiche tra due corpi che vengono a contatto, o che in particolare si "scontrano" per le ragioni più svariate. Per quanto riguarda altri tipi di dinamiche, vale a dire quelle verbali che intercorrono tra esseri umani, spesso le cose sono ben diverse. Tuttavia, quanto successo negli ultimi giorni è perfettamente in linea con questo principio, almeno apparentemente.

Come è noto, la sentenza del tribunale di Napoli dell'8 novembre ha condannato (tra gli altri) Luciano Moggi, ds juventino per 12 anni, a cinque anni e quattro mesi di reclusione per la promozione di associazione a delinquere. A seguito di ciò, la Juventus ha risposto sul suo sito ufficiale dichiarando come questa sentenza affermi la la sua "totale estraneità ai fatti contestati", passando poi all'offensiva il 14 novembre (ieri, ndr), con il seguente comunicato:
JUVENTUS FOOTBALL CLUB S.p.A. ha depositato in data odierna presso il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ricorso ai sensi dell’art. 30 del codice del processo amministrativo contro la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) e nei confronti della F.C. INTERNAZIONALE s.p.a. chiedendo la condanna al risarcimento del danno ingiusto subito dall’illegittimo esercizio dell’attività amministrativa e dal mancato esercizio di quella obbligatoria in relazione ai provvedimenti adottati dalla FIGC nell’estate del 2006 e del 2011. Con tale atto JUVENTUS intende far accertare la mancanza di parità di trattamento e le illecite condotte che l’hanno generata ottenendo il risarcimento agli ingenti danni che sono prudenzialmente stimati in diverse centinaia di milioni di euro per minori introiti, svalutazione del marchio, perdita di chances e di opportunità, costi e spese. Il ricorso dà seguito alla pronuncia del Presidente Tribunale Nazionale di Arbitrato dello Sport (TNAS) del 9 settembre 2011 che ha rimesso la Società innanzi al TAR limitatamente ai danni e rientra nella più ampia strategia di tutela della Juventus in ogni sede, già preannunciata nella conferenza stampa del 10 agosto 2011.
C'è o non c'è qualcosa che non va in tutto questo? Così, a occhio e croce, direi che di cose che non quadrano ce ne sono una marea. In primo luogo, come è possibile che Moggi venga condannato per associazione a delinquere nell'ambito del processo penale di Calciopoli (nel quale la Juventus costituiva parte civile), e la società per la quale ha lavorato per più di 10 anni si consideri estranea ai fatti prendendo addirittura slancio per nuove battaglie contro Inter e FIGC? La cosa ha poco senso, le spiegazioni fantasiose che qualcuno oggi ha provato a offrirmi ne hanno ancora meno.

10 novembre 2011

Monaco e Deportivo, son lontani i tempi d'oro..


Ricordate questa incredibile partita? Era la quarta giornata dei gironi di Champions League della ormai lontana edizione 2003/04, e la gara di cartello del gruppo C vedeva ancora di fronte il Monaco di Didier Deschamps ed il Deportivo La Coruña di Javier Irureta, dopo l'1-0 maturato nel primo match al Riazor.

In 90', tutta la solidità della formazione galiziana fu sbriciolata senza pietà dai monegaschi, che si imposero con un clamoroso 8-3 nel segno di tale Dado Prso, gigante croato autore quella sera di un poker che lo proiettò nella storia della competizione, nonostante una carriera priva di acuti significativi. La pesantissima batosta comunque non ebbe ripercussioni sul cammino del Depor, che passò agevolmente il turno come seconda classificata proprio dietro ai francesi.

Nessuno poteva immaginare che le due squadre potessero regalare altre sorprese oltre alla pirotecnica fiera del gol andata in scena al Louis II, ma se quell'edizione del massimo trofeo continentali fu da molti ribattezzata come quella della "caduta degli dei" lo si deve anche e soprattutto alle imprese di queste due autentiche mine vaganti.

09 novembre 2011

Calciopoli, la sentenza: tutti colpevoli, almeno per adesso..


La giornata del 9 novembre 2011 è stata senz'altro quella più attesa da tutti coloro che hanno seguito il processo di Napoli nell'ambito dello scandalo Calciopoli, e l'ora X pronta a scattare alle 20 è stata affrontata soprattutto dal mondo di fede juventina come una sorta di lungo countdown in attesa di una sentenza che avrebbe in un modo o nell'altro posto un paletto pesantissimo nell'economia della vicenda.

Chi sperava in assoluzioni di massa e in una nuova alba che avrebbe portato a scenari sicuramente importanti, è rimasto senz'altro deluso. Anche se siamo solo al primo grado di giudizio, e la faccenda si protrarrà ancora per i prossimi due, le decisioni della dalla nona sezione del tribunale di Napoli sono state pesantissime:

Luciano Moggi 5 anni e 4 mesi; 
Paolo Bergamo 3 anni e otto mesi; 
Innocenzo Mazzini 2 anni e 2 mesi; 
Pierluigi Pairetto 1 anno e 11 mesi; 
Massimo De Santis 1 anno e 11 mesi; 
Salvatore Racalbuto 1 anno e 8 mesi; 
Pasquale Foti 1 anno e 6 mesi e 30mila euro di multa; 
Paolo Bertini 1 anno e 5 mesi; 
Antonio Dattilo 1 anno e 5 mesi; 
Andrea Della Valle 1 anno e 3 mesi e 25 mila euro di multa; 
Diego Della Valle 1 anno e 3 mesi e 25 mila euro di multa; 
Claudio Lotito 1 anno e 3 mesi e 25 mila euro di multa; 
Leonardo Meani 1 anno e 20mila euro di multa; 
Claudio Puglisi 1 anno e 20 mila euro di multa; 
Stefano Titomanlio 1 anno e 20 euro di multa. 
Assolti Mazzei, Fazi, Rodomonti, Fabiani, Scardina, Ambrosino, Ceniccola e Gemignani.


Chiaramente, non finirà qui, e non parlo solo della prosecuzione del processo penale. Le posizioni dei tifosi erano, sono e saranno sempre le stesse, per nulla scalfite da quanto emesso ieri. Se il popolo juventino era pronto a gridare "giustizia è fatta", adesso questa giustizia su cui riponeva fiducia è bollata come marcia, putrida, vergognosa. E vale anche il viceversa, ovviamente. Perchè ognuno in fondo in questa turbolenta vicenda ha deciso di sposare solo ed esclusivamente la sua verità: quella costruita in anni di ricerche e ricostruzioni (discutibili o meno), ma che non si può sostituire a quella emessa da un organo il cui compito è proprio quello di decidere, ancora una volta.

07 novembre 2011

Napoli-Juventus rinviata, largo a sospetti e polemiche



"Dispiaciuti perché siamo in un buon momento. Il Napoli, che ha partecipato al vertice, avrà certamente avuto qualche elemento in più per aiutare le autorità nell'analisi. Abbiamo appreso la notizia da Sky, ho chiamato immediatamente la Lega, che in quel momento non era a conoscenza. Successivamente ho ricevuto una telefonata del direttore sportivo del Napoli Bigon che mi ha comunicato quanto deciso al termine del vertice"


Parole e musica di Beppe Marotta, sempre per alimentare quel concetto secondo il quale a pensar male si fa peccato, ma spesso si azzecca. Non ci vuole certo un vate della psicologia per capire che nell'ambiente-Juventus la decisione di non giocare la partita del San Paolo non sia stata presa proprio benissimo, ed il motivo è molto semplice. Dopo il nubifragio che effettivamente aveva causato diverse ore prime l'apocalisse, di quel maltempo causa del rinvio della gara di fatto non c'era più traccia, e su Napoli splendeva il sole.

Perchè allora è stata rinviata la gara? Motivi di sicurezza e viabilità, pare, e dopo i terribili fatti di Genova tutto questo non dovrebbe essere sorprendente per nessuno. Quello che sorprende è la collocazione temporale del comunicato, arrivato intorno all'una con la gara che si sarebbe giocata solo alle 20.45. Non era possibile in nessun modo attendere qualche altra ora, vista la situazione meteorologica in netto miglioramento?

Evidentemente, quello che è successo negli ultimi giorni non ha lasciato indifferente nessuno, ma purtroppo viviamo in un Paese dove la polemica è sempre dietro l'angolo, pronta a scoppiare anche laddove forse sarebbe meglio prendere atto serenamente di una decisione che sicuramente non è stata semplicissima da prendere per chi di dovere.

Pensare che il Napoli, stanco dopo la trasferta di Monaco, abbia preso la palla la balzo per non giocare la partita francamente è uno scenario che mi rifiuto di accettare, e farebbero bene a rifiutarlo un pò tutti perchè il rinvio di una partita con i calendari così fitti di impegni (ed una giornata già da recuperare, non dimentichiamolo) è qualcosa che sarebbe in linea di principio da evitare quanto più possibile. Leggo di furbate De Magistris-De Laurentiis, di un Napoli che se si fosse giocato le avrebbe prese di sicuro, di una vergogna annunciata, e tante altre robe che lasciano un pò il tempo che trovano.

Non giocare forse è stato un grosso errore, ma ormai nel sistema calcio la misura è talmente colma che per creare un'ipotesi di complotto basta davvero, ma davvero poco..


02 novembre 2011

Pallone d'oro, 23 nomination per una vittoria annunciata..



Dopo la prima lista "allargata" contenente 50 nomi, quest'oggi è arrivata la prima scrematura che ha ridotto a 23 i possibili aspiranti al pallone d'oro 2011, premio che dalla scorsa edizione viene assegnato in modo congiunto dalla rivista francese France Football e dalla Fifa in seguito all'unificazione con l'altro prestigioso premio individuale, il FIFA World Player.

Come era prevedibile Antonio Di Natale non ce l'ha fatta ad entrare nei top 23, dopo essere stato inserito nella rosa iniziale. Del resto, l'urto dei fenomeni sparsi nelle migliori squadre del continente era troppo forte da reggere per il capitano dell'Udinese, anche se francamente una sua presenza al posto di Abidal o Benzema sarebbe stata meno scandalosa della presenza di gente come Asamoah Gyan o dell'esclusione di Diego Milito viste un anno fa.

Comunque sia, ecco la lista completa dei calciatori teoricamente in lizza per il premio:

Eric Abidal, Lionel Messi, Xavi Hernandez, Gerard Piquè, Andres Iniesta, Cesc Fabregas, Daniel Alves, David Villa (Barcellona); Mesut Ozil, Xabi Alonso, Iker Casillas, Karim Benzema, Cristiano Ronaldo (Real Madrid); Diego Forlan, Wesley Sneijder (Inter); Thomas Müller, Bastian Schweinsteiger (Bayern Monaco); Nani, Wayne Rooney (Manchester United); Samuel Eto'o (Anzhi); Neymar (Santos), Luis Suarez (Liverpool)

Balza all'occhio (ma forse neanche tanto) l'incredibile numero di calciatori del Barça in gara: addirittura nove, in pratica tutta la formazione titolare eccezion fatta per Valdes, Busquets (ma c'è Fabregas) e Pedro. Folta presenza anche per il Real di Mourinho, con cinque calciatori (anche se ripeto, cosa ci faccia Benzema è un mistero), mentre Bayern e Manchester Utd sono presenti con due. Fa strano vedere anche Zlatan Ibrahimovic escluso da questa lista, ma qualsiasi discussione lascerebbe comunque il tempo che trova visto che tanto, su chi sarà il vincitore, nessuno ha dubbi.

Sarà il terzo pallone d'oro consecutivo di Leo Messi, uno che nell'olimpo dei migliori di sempre ha già un posto d'eccezione pur essendo ancora in attività, e che di questo passo è destinato a vincerne più o meno una decina. Come dicevo un anno fa parlando della vittoria del fuoriclasse argentino nonostante un'annata nella quale non aveva vinto nè la Champions League con il Barcellona, nè il Mondiale con l'Argentina, se il metro di giudizio è diventato improvvisamente il valore assoluto del calciatore, allora tanto vale dare a Messi il premio da qui al 2020 senza star qui a fare nomination che suonano tanto come una presa per i fondelli.

Quest'anno alla luce dei trofei vinti dall'argentino non ci sarebbe stata gara comunque, un anno fa però sì: c'era un Iniesta che aveva vinto il mondiale decidendo la finale, uno Xavi assoluto protagonista della vittoria spagnola in Sudafrica, uno Sneijder fresco di Triplete e con una finale mondiale persa al fotofinish, ed un Milito che aveva appena vinto tutto con la maglia dell'Inter. Eppure alla fine ha vinto lui, la poesia applicata al calcio, bypassando suo malgrado un criterio che fin lì aveva sempre visto vincere chi nell'annata aveva portato a casa i trofei che contano, da protagonista. Io per primo preferivo che si continuasse ad adottare quel metro di giudizio, e sono rimasto un pò stranito quando ho appreso della vittoria di Messi un anno fa.

Penso anche un'altra cosa però: in fondo di tutte le "ingiustizie" che si possono vedere nel mondo del calcio, forse quella di vedere alzare il pallone d'oro a Lionel Messi è quella minore..

Antonio Capone (twitter - @tonycap83)

30 ottobre 2011

Inter-Juventus, la gara delle conferme..



Inter-Juventus non è mai stata una gara come le altre, nè mai lo sarà. La rivalità storica tra le due squadre, sempre molto accesa, è stata inasprita dalla vicenda Calciopoli al punto da rendere lo scontro diretto una gara a sè per significato, motivazioni e valore della posta in palio.

Negli ultimi anni la squadra bianconera affrontava quella nerazzurra da sfavorita d'obbligo, per ragioni di classifica, valore della rosa e per via di progetti che partivano ad agosto e finivano tristemente in macerie già all'alba dell'anno nuovo, triturando calciatori e allenatori in serie. Ecco, quello andato in scena ieri è stato il primo derby d'Italia del passato recente nel quale i favori del pronostico si sono invertiti, al di là delle dichiarazioni di un Conte attento a non sovraccaricare di pressioni la sua giovane creatura nata quest'estate: lo diceva la classifica, lo ribadiva lo stato di forma delle due formazioni, lo puntualizzava lo score da retrocessione della squadra di Ranieri in fatto di gol subiti.

22 ottobre 2011

Migliora il rendimento, peggiora il ranking: ma è davvero un paradosso?


Eccezion fatta per la scialba prestazione della Lazio in Svizzera, la tre giorni europea delle nostre formazioni può senza dubbio essere considerata positiva ben oltre le aspettative della vigilia. Che il Milan facesse il suo dovere contro il modesto Bate Borisov era ampiamente prevedibile, molto meno le vittorie di Inter (questa Inter) e Udinese contro Lille e Atletico Madrid, ed il pari del Napoli contro quel Bayern che fin qui aveva triturato qualsiasi avversario.

Il problema però è che in termini di ranking Uefa tutto questo per adesso è stato utile solo a sprofondare più lentamente, rendendo il piano meno inclinato ma con una pendenza sempre preoccupante. Per renderci conto meglio della situazione, diamo uno sguardo al ranking 2011-12 per nazioni, rimandando a questo vecchio articolo per un ripasso sul come viene calcolato il coefficiente:

  1. INGHILTERRA 8.125
  2. OLANDA 6.200
  3. SPAGNA 6.142
  4. GERMANIA 6.083
  5. BELGIO 5.900
  6. PORTOGALLO 5.833
  7. FRANCIA 5.666
  8. CIPRO 5.625
  9. AUSTRIA 5.375
  10. ITALIA 5.071

20 ottobre 2011

Del Piero-Juve, è giusto così..


Se c'è un campione dei giorni nostri che posso dire di aver visto nascere (calcisticamente parlando) e crescere lungo tutto l'arco della sua carriera, il primo che mi viene in mente è senza dubbio Alessandro Del Piero. Per questo motivo la dichiarazione (di cattivo gusto o meno, giudicate voi) di Andrea Agnelli che di fatto chiude, con effetto da giugno 2012, la lunghissima parentesi bianconera dell'attuale capitano (ma forse non la carriera, che potrebbe continuare un altro anno negli Usa) non mi ha lasciato del tutto indifferente, per diverse ragioni.

Con il saluto di Del Piero alla squadra di cui è stato il simbolo anche durante l'anno di serie B, si ammaina una delle ultime bandiere rimaste, con Totti e Zanetti anch'essi sul viale del tramonto ma che ancora non sembrano intenzionati a mollare. Dal fantastico gol-partita contro la Fiorentina in una gara che la prima Juve di Lippi perdeva 2-0, passando per le parabole "alla Del Piero" e da diverse cadute (il terribile infortunio del '98, la scomparsa del padre) dalle quali si è sempre ripreso smentendo chi lo dava per finito anzitempo, i 18 anni del numero 10 bianconero hanno sancito non solo la consacrazione di un fuoriclasse assoluto, ma anche un binomio indissolubile tra una squadra e il suo elemento più rappresentativo.

17 ottobre 2011

Milan-Palermo 3-0: il mio "battesimo" a San Siro..



Quando venerdì pomeriggio ho ricevuto via mail l'invito ufficiale di We Are Social, che per conto del marchio Indesit (nell'ambito del progetto Genuine Football Fan) mi offriva la possibilità di vedere Milan-Palermo dal 1° anello arancione del Meazza, per un attimo ho pensato che avessero sbagliato indirizzo. A stretto giro di posta mi sono però reso conto che era tutto vero, ed ero proprio io il destinatario di questo invito che chiaramente ho accettato con molto piacere.

Così sabato ho preso il mio bel regionale da Padova con destinazione Milano Centrale, raggiunto San Siro in auto con un amico che mi ha accompagnato per l'occasione, e dopo aver visto Catania-Inter in un bar attiguo siamo entrati finalmente alla Scala del calcio. Per lui, abbonato (di fede interista) da anni, è stato tutto molto ordinario; per me, che mai avevo messo piede in quello stadio incredibile, è stata un'emozione non indifferente, e non solo per la maestosità di quello stadio che è stato teatro di sfide epiche, ma anche per il fatto che lì c'ero arrivato grazie al lavoro su questo blog, nato principalmente per dar sfogo alla mia passione ma ben presto divenuto un importante generatore di opportunità.

Napoli-Parma 1-2: un prevedibilissimo Mazzarri..



"Ci sono stati troppi falli tattici, il primo giallo è arrivato tardi. Se l'arbitro avesse ammonito prima, magari sarebbe stata un'altra partita. Le squadre che giocano dovrebbero essere tutelate. Il rigore su Lavezzi? Per me quello è rigore. L'arbitro non l'ha dato, ma come abbiamo sbagliato noi, puo' sbagliare anche lui: certo poteva cambiare l'andamento della gara. Ma come noi sbagliamo i gol, loro sbagliano in alcune occasioni come con la Fiorentina. Spero che alla fine si compensino"

Notate qualcosa che "stona" in questa dichiarazione post-partita?

Mentre vi scervellate per svelare l'arcano (ci metterete circa 4-5 secondi, ne sono certo), ribadisco il concetto più volte espresso su questo blog: grande allenatore, ma di sportività neanche l'ombra.

14 ottobre 2011

Euro 2012, quattro pass da assegnare: a chi?


Dopo l'ultima giornata dei gironi eliminatori sono quattro i pass rimasti per Euro 2012, e per le otto squadre in lizza negli spareggi è già clima da dentro o fuori. Con Polonia e Ucraina già qualificate di diritto in quanto Paesi ospitanti, sono già certe di prendere parte alla spedizione dieci squadre, ovvero le nove vincitrici dei gironi più la migliore seconda, che è risultata la Svezia di Zlatan Ibrahimovic.

Germania, Spagna, Olanda, Italia e Inghilterra avevano già sbrigato la pratica da un pezzo, mentre per la Russia si trattava di una semplice formalità visto che l'unico ostacolo rimasto era la piccola cenerentola Andorra, poi travolta 6-0 con buona pace del Trap e della sua Irlanda costretta così al playoff. Molto più fluida la situazione dei gruppi D, F ed H, dove ancora tutto era in bilico fino all'ultima giornata ed erano in programma dei veri e propri testa a testa.

10 ottobre 2011

Italia, sei a Euro 2012! Con che prospettive?


Dopo aver staccato il pass per gli Europei già nella gara interna contro la Slovenia, quello in terra serba era comunque un test interessante per una nazionale che cresce, ma che può farlo ancora in vista di una manifestazione nella quale l'obiettivo è certamente quello di migliorare rispetto a quanto fatto nella precedente edizione.

In uno stadio notoriamente caldo come il Marakana (storico teatro delle imprese della Crvena Zvezda), contro un avversario con l'acqua alla gola ed in un clima sicuramente condizionato dai noti fatti della gara di andata, il giudizio sulla gara degli azzurri non può che essere positivo. I serbi ulunano sulle note dell'inno di Mameli, i ragazzi li gelano con Marchisio dopo 54 secondi, poi è Ivanovic con un tocco fortunoso sotto misura a dare il pari (probabilmente irregolare) ai padroni di casa, comunque scavalcati dall'Estonia e quindi costretti a vincere l'ultima gara contro la Slovenia per agganciare almeno il secondo posto. Nei 90 minuti si è vista una squadra capace di controllare la gara su un campo non semplice, di gestire il pallone senza buttarlo via, e di saper essere compatta nei momenti di maggior sofferenza: si può fare anche di meglio, ma per ora può andar bene anche così.

05 ottobre 2011

Da zero a dieci: Giovinco devastante, Rocchi disastroso


VOTO 10 - SEBASTIAN GIOVINCO Brandelli di classe sparsi per tutta la durata della sua gara. Segna una rete che è un gioiello, si procura il rigore del 2-0 che lui stesso trasforma, e dimostra di essere decisamente di un'altra categoria. Con questa media gol, non vorrà mica vincere la classifica cannonieri? Atomico.

VOTO 9 - CLAUDIO MARCHISIO In una gara dominata ma che sembra non volersi sbloccare neanche a cannonate, il Principino trova nel finale due reti che valgono ben più dei tre punti messi in palio, aprendo scenari importanti per la nuova Juventus di Conte. Certo, Bonera e Abbiati sono stati due alleati preziosissimi, ma non si fanno due gol al Milan per caso. E' uno dei centrocampisti più completi della serie A, se ne deve solo convincere.Tuttocampista.

VOTO 8 - ANTONIO CONTE Quando si è presentato alla gara con il Milan con quella sorta di 4-1-4-1, in tanti storcevano il naso pensando che rinunciare a Matri volesse dire automaticamente concedersi al Milan. Aveva ragione lui, e torto tutti gli altri: la sua Juventus stritola i rossoneri con una gara perfetta, e lui stravince il confronto con il collega Allegri con distacco. Ha dato alla sua squadra una mentalità già importante, e in questo non c'era ancora riuscito nessuno dei suoi recenti predecessori. Valore aggiunto.

30 settembre 2011

Milan, l'Ibra-dipendenza non si cura: ci si convive!


Che Zlatan Ibrahimovic non sia un giocatore come gli altri, credo sia anche inutile sottolinearlo più di quanto abbia già fatto il campo in tutti questi anni. Certo, i suoi detrattori potrebbero sottolineare la sua inconsistenza sul palcoscenico europeo e la mancanza di risultati al di fuori dei confini nazionali, ma anche se questo è certamente vero non si può ignorare come in qualsiasi squadra lo svedese abbia militato sia arrivato a fine anno lo scudetto, con lui indiscusso protagonista.

Ibrahimovic, insomma, rappresenta un fattore. Puoi amarlo o odiarlo, ma lui è indiscutibilmente uno di quelli che spostano gli equilibri: chi lo ha in squadra vince lo scudetto, e soprattutto chi lo ha ne diventa spesso dipendente. E' successo all'Inter di Mancini prima e Mourinho poi, sta succedendo oggi al Milan, non è successo a Barcellona, dove anzi ci fu una sorta di crisi di rigetto figlia di un peccato originale che portò all'inserimento (per Eto'o e tanti soldi) di un fuoriclasse anarchico nella più efficiente orchestra che la memoria calcistica umana ricordi.

28 settembre 2011

CSKA-Inter 2-3, Napoli-Villarreal 2-0: inizia bene la tre giorni europea delle italiane..


Dopo una prima settimana europea tutto sommato positiva (eccezion fatta per la caduta dell'Inter contro i turchi del Trabzonspor), anche questa tre giorni è iniziata nel migliore dei modi possibili. La ritrovata Inter di Ranieri sbanca Mosca, rientrando in corsa dopo lo scivolone interno di 15 giorni fa e lanciando ulteriori segnali di ripresa, mentre il Napoli di Mazzarri annichilisce il Villarreal con una prestazione scintillante che vale il secondo posto nel girone dietro il Kaiser Bayern, avversario nelle prossime due gare europee dei partenopei.

Sul sintetico del Luzhniki, per l'Inter era già clima da dentro o fuori contro un avversario ostico, più avanti nella preparazione e che in patria è secondo solo allo Zenit di Spalletti (al comando con due punti di vantaggio). Ranieri, a cui già sono state prematuramente appiccicate etichette come "normalizzatore" o "aggiustatore", prosegue effettivamente sulla strada della logica, presentando una formazione quadrata con un centrocampo a rombo, i cui vertici sono Cambiasso e Alvarez, rispettivamente play basso e trequartista.

Dell'Inter di Gasperini, dopo soli 6 giorni, c'è sempre meno traccia: ulteriore dimostrazione che quella vissuta dalla squadra nerazzurra è stata una vera e propria crisi di rigetto verso un tecnico che forse avanzava pretese eccessive, sia in termini di disposizione in campo che di rivalutazione dei ruoli dei singoli. La squadra vista ieri ha ritrovato solidità, quadratura, e meccanismi andati persi durante la rivoluzione copernicana a cui era stata sottoposta negli ultimi mesi: certo, a voler ben vedere tra il 2-2 e la vittoria finale c'è stato "solo" un Zarate di differenza, ma nel complesso la prestazione dei nerazzurri è stata confortante, anche in considerazione del fatto che questa Inter rimane ancora una convalescente con dei problemi da risolvere non proprio banalissimi.

27 settembre 2011

Da zero a dieci: Calaiò ruba la scena, male Fideleff e Chiellini


Colpevolmente in ritardo, torna l'appuntamento con l'hit parade della giornata di A: a causa di impegni a ripetizione le ultime due me le sono un pò perse per strada, spero di riuscire a fare in modo che la cosa non si ripeta troppo spesso. Comunque sia, si va!


VOTO 10 - EMANUELE CALAIO' Hai capito l'Arciere? Prestazione da incorniciare, con due reti di cui una capolavoro, roba che se la fa Totti se ne parla per due settimane. Nel bellissimo Siena di Sannino può togliersi qualche soddisfazione, con Destro la coppia sembra davvero ben assortita. Euforico.


VOTO 9 - MATIAS SCHELOTTO Ara qualsiasi cosa gli passi a tiro, senza soluzione di continuità. Semplicemente devastante, è lo specchio di un'Atalanta che scoppia di salute e senza la penalizzazione sarebbe prima in classifica. Un gol, un palo, moto perpetuo: da quella parte il Novara ha visto davvero i sorci verdi. TAV.

VOTO 8 - ALESSIO CERCI Un'iradiddio. Va bene che non si è comportato in modo esemplare dopo la sostituzione contro il Parma, ma uno così è davvero difficile da tenere fuori. Nel primo tempo fa letteralmente impazzire chiunque in maglia azzurra gli capiti a tiro, piazzando accelerazioni fulminanti e generando pericoli a ripetizione. Cala un pò nella ripresa, ma la prestazione è comunque di quelle importanti. Da Nazionale? Perchè no. Argento vivo.


VOTO 7 - CLARENCE SEEDORF "Non era un cross, era un tiro-cross!". Un pò come quello di Inzaghi ad Atene era un tiro al volo.. Nel centrocampo agonizzante del Milan gioca comunque una grande gara, al punto da far venir voglia ad Allegri di clonarlo. Scelta saggia quella del tecnico: considerando che ormai Clarence fa sì e no 7-8 partite decenti l'anno, con un doppione queste potrebbero salire a 16. Piedino fatato.


VOTO 6 - CLAUDIO RANIERI "Non sono schiavo di un modulo, Pazzini e Milito non sono incompatibili, credo che Sneijder renda meglio vicino alla porta". Ci mancava solo che aggiungesse "Gasperini sei un pirla". Pragmatico.

19 settembre 2011

Breaking News: 19/09/2011


  • Dopo il ritorno alla difesa a tre, i 90 minuti di Pazzini in panchina e il cambio Muntari-Forlan, Gasperini ha deciso di sfidare ancora l'ira di Moratti: diventerà testimonial delle auto ecologiche.
  • Appresi i risultati di Trabzonspor-Ist. Buyuksehir Belediyespor (0-1) ed Atalanta-Palermo (1-0), Gasperini commenta così: "E' la dimostrazione che gli avversari li sfianchiamo proprio".
  • Mancini dopo il 2-2 contro il Fulham: "Non ho giocatori". Mansour: "E io che devo dire? Ho speso 300 milioni e non ho ancora un allenatore?"
  • Lippi: "Tornare all'Inter? Non mi passa nemmeno per l'anticamera del cervello, ora che hanno venduto Macellari, Vampeta e Robbie Keane!"
  • De Laurentiis dopo il 3-1 sul Milan ed il mancato rigore dato ai rossoneri: "In fondo non siete poi delle merde, e mi è pure venuta voglia di andare al cinema!"
  • Dubbi sulle condizioni di salute di Andrea Agnelli: non fa un esposto da più di 48 ore.

18 settembre 2011

Inter-Roma 0-0: continuano i lavori in corso..


Il posticipo del sabato sera tra Inter e Roma è terminato con uno scialbo 0-0, e chi si aspettava di trovare qualcosa nella gara tra due squadre ancora alla ricerca di sè stesse è rimasto probabilmente deluso.

Nerazzurri e giallorossi sono infatti ancora un cantiere aperto, e continuano a mostrare le stesse pecche strutturali che ne hanno fin qui condizionato il cammino: gli uomini di Gasperini, complici i continui cambi di modulo ed un centrocampo ai limiti dell'impresentabile, sono privi di idee e di un gioco che prescinda dalle invenzioni dei singoli, mentre la squadra di Luis Enrique persiste nell'incapacità di tradurre il possesso palla in occasioni da rete, risultando poco incisiva a dispetto di una certa capacità di controllare le operazioni.

La scelta del tecnico ex-Genoa è stata netta, stavolta: tanti saluti alla difesa a 4 cara al presidente, nuovo ritorno al modulo con tre difensori (Samuel-Lucio-Ranocchia), centrocampo con Nagatomo-Obi sulle fasce e Zanetti-Cambiasso in mediana, Sneijder dietro Milito e Forlan. Pazzini in panca, Alvarez addirittura in tribuna assieme a CoutinhoLuis Enrique risponde proponendo Perrotta e Taddei come esterni della difesa a 4, lancia Kjaer accanto a Burdisso e rispolverando Pizarro, mentre davanti con  Totti, altra chance per Osvaldo, e il lancio Borini dal 1' al posto del deludente Bojan. Fuori Borriello, da tutti dato per titolare ma che invece giocherà poco meno di un quarto d'ora.

13 settembre 2011

Da zero a dieci: Miccoli spacca-Inter, Gasperini dietro la lavagna


Ricomincia il campionato, e rispolvero la rubrica aperta nella scorsa stagione: ecco i miei voti della domenica!


VOTO 10 - FABRIZIO MICCOLI Considerando che era finito in naftalina sia con Rossi che con Pioli, un inizio del genere del Romario del Salento ha sorpreso un pò tutti. Annichilisce la disastrata retroguardia nerazzurra con due gol e un assist, dispensando classe a tutto tondo: se sta bene e mantiene alto il suo livello di gioco, il Palermo ha già risolto parecchi dei suoi problemi. Funambolo.


VOTO 9 - I VERTICI DELLA ROMA "Luis Enrique non si tocca, per noi può perdere tutte le partite". Al limite, vincerà il campionato di serie B dell'anno prossimo. Tolleranti.


VOTO 8 - ANDREA PIRLO Esordio nel nuovo stadio, e la luce più luminosa è quella del 32enne bresciano, che disegna calcio per 90 minuti. Contro un Parma inconsistente che lo lascia giocare forse anche troppo, i suoi lanci sono poesia allo stato puro e i due assist per Lichtsteiner e Marchisio roba per esteti del pallone. Torino ha già un nuovo idolo, resta da vedere se reggerà alla lunga distanza e contro avversari un attimino più aggressivi. Genio.

VOTO 7 - MAXI MORALEZ E' il più basso della serie A coi suoi 159 cm, ma contro il Genoa la partenza è di quelle da urlo: doppietta e colpaccio sfiorato, il ragazzo può essere una delle sorprese del campionato. Tascabile.


VOTO 6 - MASSIMILIANO ALLEGRI "É una settimana che si parla solo di Champions, però se non battiamo la Lazio ci mettiamo a rimuginare sulla sconfitta e ci scappa anche l’obiettivo Barça". Dai Allegri, ammettilo che era una supercazzola. Pensatore.

08 settembre 2011

Serie A, ci siamo quasi: le venti partecipanti - parte terza



Chiudo l'analisi delle venti squadre di serie A parlando delle cosiddette pericolanti, ovvero quelle che si giocheranno un'unico obiettivo: la permanenza nella categoria.

Bologna - La salvezza raggiunta in scioltezza nell'ultimo campionato (nonostante un brivido finale) non ha fermato la voglia di crescita del nuovo Bologna, che quest'estate si è dato da fare per dare al nuovo tecnico Bisoli una rosa competitiva in grado di salvarsi senza troppi patemi. La perdita nell'ultimo giorno di mercato di Della Rocca non ha comunque cancellato quanto di buono è stato fatto, con gli arrivi di Gillet, Acquafresca, Diamanti, Konè, Vantaggiato, Raggi. E' rimasto anche Ramirez, anche se forse a gennaio se ne riparlerà. Insomma, questo Bologna sembra più forte dell'anno scorso, e salvarsi con largo anticipo sarebbe un'ottima base di partenza per la nuova proprietà. Voto al calciomercato: 7.

07 settembre 2011

Serie A, ci siamo quasi: le venti partecipanti - parte seconda



Dopo la prima carrellata di ieri, in cui ho analizzato le sei formazioni che a mio avviso partono avanti nella caccia a scudetto ed Europa, continua il viaggio all'interno della serie A che sta per prendere il via. Siamo nel cosidetto limbo, la terra di mezzo dalla quale spesso escono fuori le sorprese migliori sia in positivo che in negativo, ed è da qui che di solito saltano fuori le variabili impazzite che danno quel tocco di imprevedibilità al campionato.

06 settembre 2011

Serie A, ci siamo quasi: le venti partecipanti - parte 1

Dopo lo stomachevole sciopero che ha portato al rinvio della prima giornata, oggi è stato sancito l'accordo Lega-Aic che ufficializza quello che tutti ormai sapevamo: si parte, e venerdì sera l'anticipo Milan-Lazio darà il via alla serie A 2011/12. Una serie A che riparte senza tre assi come Eto'o, Pastore e Sanchez, portati via a  suon di milioni da club con cui, per ragioni diverse (lo schiacciante appeal del Barça, i petroldollari di Psg e Anzhi), era impossibile competere in un momento storico così difficile.

Diciamocelo pure, il nostro campionato non è più quello che una volta chiamavamo (e con ragione da vendere) "il più bello del mondo". Il ranking Uefa ci dice impietosamente che anche la Germania ci è passata davanti, con Portogallo e Francia che non sono poi così lontane come qualche tempo fa, mentre stadi fatiscenti rendono sempre meno gradevole lo spettacolo rispetto a quanto è possibile vedere ad esempio in Premier. Tutta roba che sappiamo insomma, ma la nostra vecchia serie A è ancora capace (ne sono sicuro) di tenerci lì attaccati alla tv, anche se ogni tanto scappa uno sbadiglio.

In questo primo articolo (saranno tre in tutto) ho iniziato ad analizzare le sei squadre che a mio parere partono davanti ai nastri di partenza, con gli articoli di domani e dopodomani completerò la mia analisi, sperando di confrontarmi come sempre con voi lettori.

04 settembre 2011

Succede anche questo: Inigo Martinez, un autogol da copertina!

Dato che per adesso non ho moltissimo tempo per scrivere (nonostante la casella "bozze" sia prossima all'esplosione), rispolvero velocissimamente una rubrica che era finita in soffitta a prendere polvere da un pò.

A rubarsi la scena è ancora una volta la Spagna, dominatrice assoluta del calcio mondiale, anche se stavolta siamo di fronte ad una giocata bizzarra che sta strappando sorrisi in giro per il mondo. La gara in questione è Spagna-Georgia, valevole per le qualificazioni agli Europei U21: visto che le Furie Rosse stavano letteralmente macinando gli avversari (punteggio finale 7-2, ndr), il difensore Inigo Martinez ha deciso di regalare alla platea ormai annoiata un colpo che difficilmente verrà dimenticato. Quale? A voi il video!


30 agosto 2011

Palermo, Zamparini si mangia anche Pioli..


11 luglio 2011: "“Il miglior acquisto del Palermo 2011-2012? Pioli, durerà cinque anni. La differenza è che Pioli è pragmatico, si adatta a quel che ha: Rossi invece ha un solo gioco e deve fare quello. Pioli è umile e molto aperto al dialogo: mi trovo bene con lui e spero di poterlo tenere molti anni"

30 agosto 2011: "Pioli mi ha molto deluso. Il problema non è tanto legato agli uomini quanto all’atteggiamento, all’assetto in campo. Questa squada non cresce e anzi a Napoli abbiamo toccato il fondo. Sto cercando una soluzione e per questo non ci dormo la notte. È vero sto pensando anche a Rossi, il Palermo di Rossi giocava certamente meglio del Palermo di oggi"

Il copione è il solito, di uno scontato che farebbe impallidire anche la più banale delle soap opera. Ed è davvero talmente tutto così uguale che parlarne, ripetendo cose già dette e ridette, sarebbe tedioso per me e per voi (basta cliccare sul tag per leggere le vecchie puntate).

26 agosto 2011

Breaking news - 25/08/11

  • Furibondo De Laurentiis dopo il terribile sorteggio di Champions: per fortuna stavolta aveva un Chopper posteggiato fuori.
  • Inter, la firma di Forlan è vicinissima: è Branca che continua a nascondergli le penne.
  • Luis Enrique: "I fischi? Condivisibili, Totti ha proprio giocato di merda!"
  • Dopo la t-shirt con scritto "Basta", Totti ha già pronta quella per l'allenamento di domani: la scritta sarà "Mortacci Tua".
  • Napoli, piace Pandev: è il perfetto sostituto di Lucarelli.
  • Ambrosini: "Superiore a noi solo il Barcellona". Effettivamente, nel girone eliminatorio è così.

25 agosto 2011

Udinese, grazie lo stesso. E intanto, si continua ad affondare..


L'Udinese ci ha provato. Ha giocato un ottimo calcio, azzerando la differenza teorica di valori in campo con il cuore, la grinta, e la voglia di opporsi a un destino che gli aveva regalato una delle avversarie più temibili del lotto. Purtroppo però, come è accaduto un anno fa alla Sampdoria contro il modesto Werder, anche stavolta il sogno di ritrovarsi quest'oggi alle 18 in uno dei quattro bussolotti è stato solo accarezzato, svanendo poi come una bolla di sapone al contatto con la dura realtà.

Dopo una gara d'andata in cui era mancato solo il gol e l'Arsenal, depotenziato dalla doppia partenza di Nasri e Fabregas, sembrava una squadra decisamente abbordabile al di là del nome e del blasone, un Friuli tutto esaurito stava lì a dimostrare che tutti, proprio tutti, all'impresa ci credevano sul serio. E poco importa se di quell'Udinese che macinava gioco e reti è rimasto solo un fac-simile, dopo le partenze di Sanchez, Inler e Zapata: il campo ha detto che è lecito sperare.

02 agosto 2011

Stranezze di mercato..


Sì, perchè il mercato è strano. Molto strano.

Aquilani. La Juventus, che a fine campionato ha praticamente riscattato tutto il riscattabile (compreso il legamento fracassato di Quagliarella e i piedi quadrati di Pepe e Motta), ha deciso di non fare altrettanto col centrocampista ex-Roma, peraltro reduce da una stagione in cui era stato tra i meno peggio. Il problema? La clausola di 16 milioni di euro per il riscatto cartellino del calciatore, giudicata eccessiva da Marotta e soci, visto tra l'altro l'acquisto di Pirlo a costo zero.

Adesso, a poco più di un mese di distanza dal ritorno del regista azzurro in Inghilterra, è cambiato praticamente tutto. Il Milan si è interessato al calciatore, che per bocca di Galliani è magicamente diventato una mezz'ala sinistra (beato chi si beve le sue idiozie), et voilà: il prezzo è immediatamente sceso a 6 milioni di euro, con il placet del ragazzo a diminuirsi l'ingaggio. Insomma, quel Liverpool che non si sarebbe accontentato di meno di 13 milioni un mese fa, ora svenderebbe Aquilani per un tozzo di pane. Mistero.

01 agosto 2011

Addio ad Andrea Pazzagli, portiere cantautore


51 anni. Solo 51 anni, ed un destino avaro che per lui aveva scelto di fischiare la fine. Ci lascia Andrea Pazzagli, personaggio positivo che in carriera difese i pali di Bologna, Milan e Roma, sempre col sorriso. Calciatore di professione, cantautore per diletto, questo era Andrea. Il mondo del calcio è in lutto per la scomparsa di un grande uomo, strappato troppo presto da questa terra.

Buon viaggio, portierone. E, come cantavi tu in una tua canzone, "speriamo che esistano gli angeli"..

28 luglio 2011

L'Aurelio furioso, un fenomeno ormai fuori controllo


A tutto c'è un limite. E Aurelio De Laurentiis, tutto questo, sembra ormai non considerarlo più. Si è instaurato in lui il tarlo del sospetto, del complotto, della macchinazione ai danni del suo Napoli, e ieri è esplosa una bomba che potrebbe avere ripercussioni sul suo futuro presidenziale o comunque nel suo rapporto con una federazione attaccata pesantemente e senza mezzi termini.

Dopo aver dato del cretino al miglior giocatore del mondo, correggendo il tiro solo in un secondo momento (direzionando l'insulto al ct Batista), e aver sfanculato pubblicamente un giornalista della Gazzetta dello sport (accusando la rosea di ordire trame oscure per favorire l'allontanamento dei suoi gioielli), il tutto con un linguaggio decisamente poco consono al suo ruolo, il DeLa stavolta l'ha decisamente fatta fuori dal vaso.

Il computer ieri ha fatto come ogni anno il suo lavoro, compilando il calendario della serie A che partirà il 27 agosto. Scorrono le giornate, e il presidente azzurro trova Napoli-Milan alla terza giornata e Inter-Napoli alla sesta. E parte lo show, come se fossimo in uno dei cinepanettoni che ogni anno gli gonfiano il portafoglio ma che forse lo hanno assuefatto a comportamenti che nella vita reale sarebbero decisamente da evitare.

26 luglio 2011

Uruguay, la vittoria più bella


Un piccolo Paese di poco più di 3 milioni di abitanti è in festa. L'Uruguay, dopo il grandissimo mondiale sudafricano, vince la sua quindicesima Coppa America diventando così la nazionale che più ne conserva in bacheca in barba alle generalmente favoritissime Brasile (8) e Argentina (14).

Il delitto sin qui perfetto del Paraguay rimane così "quasi" perfetto, al termine di una gara che ha visto una sola squadra cercare fortemente la vittoria nonostante due occasioni clamorose sull'1-0 per l'Albirroja. Giusto così, insomma, in una manifestazione che non aveva lesinato sorprese e che aveva pian piano perso tutte le formazioni di spicco eccezion fatta, appunto, per la Celeste.

La squadra di Tabarez, pur non potendo contare su una batteria di campioni come le due superpotenze Argentina e Brasile, si è dimostrata una solida realtà con un collettivo importante, e con dei giocatori come Suarez e Forlan in grado di fare la differenza sempre e comunque (diversamente da tanti fenomeni che invece non hanno lasciato traccia). Cavani, impiegato nella finale ma infortunato per la quasi totalità del torneo, è stato ingiudicabile ma la sua assenza non ha fatto altro che dare un peso maggiore al successo finale uruguagio.

25 luglio 2011

Breaking news - 25/07/2011


  • Sabatini avverte: "Vucinic per Marchisio, si può". Andare a cagare, probabilmente.
  • Rosikalle, Rompikalle, Mankuniano: parte la caccia allo spacciatore nella sede di Tuttosport.
  • Mancini furioso per l'ennesima bravata di Balotelli: per placare la sua ira, vuole almeno 14 giocatori.
  • Kakà ha deciso: rivuole il Milan. Galliani ci proverà, fiscalità spagnola, stadi di proprietà e siamoilclubpiùtitolatoalmondo permettendo.
  • Felipe Melo: "Sono felice di essere al Galatasaray. Mi volevano Barcellona, Real Madrid, Chelsea, Manchester United, Inter, Milan e Bayern Monaco, ma giocare nel campionato turco è sempre stato il mio sogno."
  • Preziosi punta Sirigu. Effettivamente, è il sostituto ideale di Eduardo.

22 luglio 2011

Paraguay, il delitto perfetto


Il calcio, si sa, è uno sport che sa essere crudele. Giochi una partita importante, dominando il tuo avversario, e magari vieni infilato in contropiede alla prima disattenzione, perdendo capre e cavoli con tanti saluti alla bella prestazione. Quante volte avremo visto epiloghi del genere? Tanti, tantissimi.

Quello che però sta succedendo al Paraguay in questa Copa America è davvero clamoroso. Stiamo parlando di una squadra catenacciara oltre ogni limite, che si ritrova in finale contro l'Uruguay senza aver ancora vinto una partita che sia una: tre pareggi nel girone eliminatorio, con ripescaggio come terza ai danni di un Costarica penalizzato dalla differenza reti, due 0-0 contro Brasile e Venezuela con vittoria ai rigori al termine di una gara che ha visto sempre l'altra squadra dominare e creare le palle gol più nitide. In particolare contro i verdeoro si è assistito ad un vero e proprio assedio senza soluzione di continuità, che non si è tradotto in una schiacciante vittoria della Seleçao solo grazie alla sciagurata vena degli attaccanti di Menezes e alla straordinaria prestazione di Villar, portiere sin qui formidabile.

20 luglio 2011

Hamsik "salta"..addio Milan?


27 giugno 2011 - "Sarebbe una svolta per la mia carriera, so che Galliani e Allegri mi hanno elogiato. Io sono giovane, ma al momento non ho vinto nulla e direi che adesso è arrivata l’ora di cominciare a farlo"

"De Laurentiis non vuole cedermi? Si, è vero. Nulla, però, è certo e io so che posso parlare di qualsiasi cosa con lui perché è un uomo generoso"

"E’ sempre difficile capire il momento giusto per andar via. Non so con quale squadra giocherò nella prossima stagione, ma ho voglia di cambiare maglia. Non voglio muovermi dall’Italia, sono qui da sette anni, ho imparato la lingua e fatto conoscere il mio nome. Per me sarebbe un passo importante approdare in un club come il Milan. A metà luglio si conoscerà il mio futuro” (Gazzetta.it)
Questo l'Hamsik-pensiero di circa tre settimane fa, quando tutto lasciava presagire un suo imminente addio alla maglia azzurra per effettuare un salto di qualità in un top club. Poche le speranze lasciate dallo slovacco ai suoi tifosi, che probabilmente si erano ormai rassegnati a perdere uno dei loro gioielli: il Milan, sornione ma sempre a caccia del colpo ad effetto, rimaneva alla finestra, pronto a balzare sul centrocampista (reduce comunque da una stagione non esaltante). De Laurentiis, lavorato ai fianchi dai continui propositi di fuga del suo calciatore, si sarebbe ammorbidito aprendo spiragli per una trattativa. E invece..invece no.

Prima la richiesta di 40 milioni come "rimborso spese", poi la stilettata al giornalista della rosa durante la presentazione di Inler con tanto di conferma secca dei suoi gioielli: una presa di posizione forte da parte del presidente napoletano, che ha sortito gli effetti sperati.


A giudicare da saltelli e sorrisi, sembrerebbe che "Marekiaro" Hamsik abbia accantonato (almeno per ora) la sua sfrenata voglia di Milan..


13 luglio 2011

La Copa de la noia


Doveva essere l'evento dell'estate calcistica 2011, il perfetto palliativo in attesa della nuova stagione per noi malati di calcio giocato. E invece, la Copa America che si sta disputando in Argentina, nonostante le promesse di gol, divertimento e spettacolo, si sta rivelando una noia mortale.

Per vedere le gare è richiesto un sacrificio non da poco, visto che stare svegli dalle 2.30 alle 5 significa di fatto passare la notte in bianco. Ecco, posso dire che tale sacrificio, per quanto visto finora, è assolutamente inutile, perchè praticamente ogni notte tornando da fuori (benedette vacanze) metto sul canale 201 di Sky e l'effetto è esattamente quello di una potente tisana alla passiflora.

Qualche numero, giusto per rendere l'idea del clamoroso bluff sudamericano. Nei gironi A e C, già terminati e vinti rispettivamente da Colombia e Cile, lo score è di 10 gol complessivi in 6 gare, poco più di un gol e mezzo a partita; nel girone B del Brasile, che si concluderà stanotte, dopo il doppio 0-0 della prima giornata siamo a 5 gol in 4 partite, poca roba insomma. Considerata la nomea del calcio sudamericano, era lecito aspettarsi molto, ma molto di più.

10 luglio 2011

Breaking news - 10/07/2011

  • Galliani: "E' assurdo che il Napoli voglia 40 milioni per Hamsik! E' tutta colpa della fiscalità spagnola! E anche degli stadi di proprietà! Siamo il club più titolato al mondo!"
  • Leonardo sta per dire sì al PSG: con amore, e senza fase difensiva.
  • Berlusconi sul lodo Mondadori: "Potrei vendere il 51% delle quote del Milan ad un magnate russo". Cazzo, ci voleva un debito di 560 milioni di euro per fargli capire che deve lasciare la presidenza del Milan.
  • Si complica il lavoro di Marotta e Paratici: adesso devono anche convincere i calciatori a indossare la seconda maglia.
  • Lo status di Facebook di Marotta è passato da "Con Aguero alzo la qualità Juve" a "Aguero ci piace, ma Rossi è il primo obiettivo". Prossimo aggiornamento, "Aguero e Rossi sono due grandi giocatori, ma in attacco siamo a posto così"?
  • Mauri: "Solo Inter e Milan, probabilmente, ci sono superiori". Lo avevano detto che in questi giorni la canicola avrebbe fatto danni.

07 luglio 2011

Ancora Calciopoli: la bomba atomica di Palazzi, le contraddizioni, il ruolo di Facchetti e quella prescrizione..


Come annunciato nell'ultimo post, in risposta ad un commento di Juve90, proverò a dire la mia riguardo il caso che ormai da giorni ha letteralmente monopolizzato l'attenzione attorno alla sfera calcistica nostrana, ovvero il documento di 72 pagine redatto del pm Palazzi (che chi vuole può scaricare o leggere qui) in cui lo stesso accusa l'Inter (principalmente nella persona dello scomparso Giacinto Facchetti) del reato di illecito sportivo per violazione dell'articolo 6 del codice di giustizia sportiva.

Premetto che leggere tutto il documento è stata una faticaccia, ma senza averlo fatto non sarei riuscito a scrivere nemmeno mezza riga e invito tutti, non solo juventini, interisti , a darci una attenta occhiata perchè credo sia importante dire le cose con cognizione di causa e non perchè si è letto qualcosa di fretta su un giornale davanti a cappuccino e brioche.

Il nodo della questione è il seguente: gli juventini sono furibondi oltremodo dopo l'affondo di Palazzi, perchè ritengono che se l'Inter si è macchiata di un reato di illecito sportivo ma è "coperta" dalla prescrizione, lo scudetto 2006 debba comunque andare revocato perchè verrebbero a mancare i presupposti di correttezza e onesta che resero la società nerazzurra beneficiaria di un titolo non vinto sul campo ma frutto delle penalizzazioni comminate a Juventus (B con penalizzazione) e Milan (forte penalizzazione). Questo l'esposto della Juve, questa la guerra che silenziosamente si sta combattendo e che adesso rischia di diventare rumorosa, quasi assordante.

03 luglio 2011

Fair Play Finanziario: numeri e considerazioni su un problema tutto "italiano"


In questa lunga fase di riflessione, tra decisioni (personali) da prendere per l'immediato ed esami da sostenere uno dietro l'altro, tempo per scrivere ne ho avuto davvero poco, anche perchè nonostante i giornali continuino a far credere che si stia assistendo a chissà quale mercato scoppiettante, in realtà sta succedendo - in soldoni - nulla o quasi.

I tempi sono cambiati, radicalmente. Stiamo assistendo ad un cambiamento di rotta epocale di cui forse non ci rendiamo neanche conto, perchè ci siamo dentro e capiremo forse solo fra un pò: il succo è che l'Italia, terra di quello che fu il campionato più bello del mondo, non attira più. I campioni che militano nel nostro campionato sono sempre più sensibili alle sirene che cantano oltreconfine, perchè i sogni si sono via via modificati: una volta la Serie A era l'albero della cuccagna, adesso l'obiettivo è approdare in Premier o nella Liga.

Una delle chiavi, manco a dirlo, è rappresentata da quel potere economico che una volta i Moratti, gli Agnelli, i Berlusconi esercitavano prepotentemente per portare alle loro corti i migliori campioni del globo, e che adesso è invece incentrato in petrolieri russi, misteriosi sceicchi arabi, senza contare che i vari Rosell, Perez continuano a spendere senza cognizione in barba ad un fair play finanziario che ormai è diventato una sorta di barzelletta che fa ridere tutti meno noi.

24 giugno 2011

Gasperini all'Inter, il clamoroso autogol del Cds



Questa è la prima pagina di oggi. Prima però c'era stata una cinque giorni clamorosa, nel quale la notizia sbattuta in prima pagina era esattamente opposta a quella odierna.


“Inter, preso Mihajlovic!” (17 giugno)
“Ecco l’Inter di Mihajlovic” (18 giugno)
“Mihajlovic-Inter, tutta la verità!” (19 giugno)
“L’ora di Mihajlovic” (20 giugno)
“Con Mihajlovic una grande Inter” (21 giugno, oggi ndr)


Ed infatti pochi minuti fa l'Inter ha annunciato Gasperini. Fiumi di inchiostro e giorni passati a pontificare sull'Inter del serbo non possono essere giustificati con una semplice scelta editoriale alla Tuttosport, ovvero sparare puttanate per aumentare la tiratura: probabilmente, dall'interno è filtrata la notizia da fonti attendibili, e quindi a Roma sono stati portati a credere di avere per le mani lo scoop.

La Gazzetta brancolava nel buio, Tuttosport era troppo occupato a pensare a Lichtsteiner, mentre Cds aveva le idee chiarissime: della serie "dite quello che volete voi, tanto la verità la sappiamo solo noi". Con "gne gne gne" annesso, ed una serie di motivi per cui l'affare non poteva non concretizzarsi.

Mentre nel resto d'Italia veniva data per tramontata l'ipotesi Mihajlovic, il quotidiano capitolino invece rincarava la dose: immagino le facce sbigottite quando si è capito che sarebbe stato Gasperini il nuovo timoniere nerazzurro, con il serbo che intanto elencava i motivi del suo non approdo in nerazzurro riducendoli a semplici contatti senza seguito alcuno.

Un clamoroso autogol, per un quotidiano generalmente dal profilo sobrio e poco incline allo sputtanamento. Ma siamo sicuri che sia tutta colpa loro?

08 giugno 2011

Breaking news - 08/06/2011


  • Calcioscommesse, spunta il nome di Bobo Vieri: a quanto pare la rissa con Corona era data a 3.50.
  • Milan, Ibrahimovic ha il mal di pancia: si sospetta che sia Escherichia Coli.
  • Galliani si sbilancia ancora sul prossimo colpo di mercato rossonero. Dopo le indicazioni sull'altezza e il colore degli occhi, l'ad rossonero lancia un altro indizio importante: ce l'ha di 19 centimetri e mezzo.
  • Si arricchisce di particolari l'intervista rilasciata da Moratti alle Iene: in realtà il presidente nerazzurro ha cominciato a mangiare carne in scatola per via del Fair Play Finanziario.
  • Tutto pronto per lo sbarco di Luis Enrique a Roma: Tassotti compreso. 

05 giugno 2011

Calcioscommesse, ennesima mazzata al calcio italiano


Dopo l'articolo sul Barça campione d'Europa, ero lì lì per scriverne un'altro sulla finale di coppa Italia (che per la cronaca ha vinto l'Inter), prima che la notizia del nuovo scandalo calcioscommesse distruggesse per qualche giorno qualsiasi voglia di parlare di questo sport.

Non che adesso ne abbia tanta, sia chiaro. Pensare che mentre i tifosi davano il sangue, soffrendo e gioendo per i risultati della propria squadra, alcune gare venivano manipolate ad arte per loschi scopi, è triste, perchè tutto questo è quanto di più lontano ci possa essere dal concetto di sport. E viene da vomitare, perchè anche se noi non c'entriamo direttamente, è lecito sentirsi presi per i fondelli da queste illustri personalità che hanno deciso di gonfiarsi i portafogli nel più spregevole dei modi possibili.

Il marcio è molto più di quanto sembrava subito dopo lo scoppio dello scandalo. Indaga che ti indaga, la faccenda si sta allargando a macchia d'olio, con buona pace di tutti coloro (me per primo) che quest'estate avrebbero voluto godersi calciomercato e coppa America. E per un ripasso di storia, vi rimando a questo link che racconta quanto successo più di 20 anni fa.

Intercettazioni clamorose, tarocchi riusciti e non, portieri semi-sconosciuti che drogano i compagni per alterare l'andamento della gara, ex grandi glorie come Beppe Signori tra i principali indiziati, Atalanta addirittura a rischio assieme al suo capitano Doni: passano i giorni, e l'affare si ingrossa in maniera clamorosa, tanto da far pensare che presto potrebbero esserci novità ancora più grosse di quanto già non lo siano quelle attuali.

Vorrei essere più preciso nel descrivere la faccenda, riportando qualche notizia e scrivendo un pezzo meno banale di questo, ma davvero non ce la faccio. Il pallone con tutto questo schifo non c'entra nulla, ma purtroppo come è giusto che sia per adesso non si parla d'altro.

Tappiamoci il naso, e auguriamoci che finisca presto.

31 maggio 2011

Barça, l'età dell'oro..


Che questo Barcellona fosse in assoluto la squadra più forte al mondo, paradossalmente non serviva la finale di Wembley a sottolinearlo: la superiorità catalana, mai come quest'anno, è stata schiacciante, totale, a tratti imbarazzante. Il fatto stesso che per affrontarli non puoi mai contare solo sul tuo gioco, dovendo necessariamente adattarti nel cercare di "rompere" il loro, fa capire che contro questa squadra puoi solo augurarti che per una volta magari non vinca davvero il migliore.

Il Manchester sabato era partito col piglio giusto, e chiunque abbia visto i 10' minuti iniziali avrà sicuramente pensato che Ferguson stavolta potesse davvero farcela a vendicare Roma. Il problema è che, dopo aver lasciato sfogare l'avversario, il Barça è salito in cattedra, ha preso il pallone e non lo ha mollato praticamente più fino al fischio finale, rendendo quella che sembrava un'avversaria credibile poco più di uno sparring partner. E non c'è un vero demerito nei Red Devils, se non quello di essere, come tutti, un gradino sotto questo squadrone destinato a segnare un'epoca e ad entrare nella leggenda del calcio mondiale.

Il possesso palla blaugrana stordisce, lavora ai fianchi l'avversario anche sotto l'aspetto psicologico - provate voi a subire un torello della durata di circa un'ora e mezza senza dare di matto - e poi, con quelli là, il varco per segnare prima o poi si apre. Xavi è talmente perfetto lì in mezzo al campo, che ti chiedi come sia possibile che non riesca a sbagliare un passaggio neanche quando il corridoio non esiste, o per lo meno sembra non esistere: in realtà lo vede solo lui, ed è così che Pedro si trova tra i piedi il pallone della gloria per il primo vantaggio.

Il temporaneo pari di Rooney chiude effettivamente la prima frazione di gioco sul risultato di parità, ma la ripresa non farà che ribadire il concetto già espresso: manifesta superiorità catalana. Il gol di Messi, seppur con qualche piccola responsabilità di Van Der Sar, è un gioiello di rapidità e potenza che spinge il fuoriclasse argentino sempre più verso il trono di migliore di sempre, la rete con cui Villa chiude ermeticamente la contesa è un capolavoro balistico degno di un attaccante straordinario e forse sottovalutato in un contesto di eccellenza come quello del Barça di Guardiola. La fanno facile, loro: 148 gol in stagione, con 22 diversi calciatori andati a segno, roba da playstation.

Lo stesso Pep sa benissimo (e lo ha ammesso, da persona intelligente qual è) che l'eccezionalità del suo lavoro è strettamente legata alla grandezza del materiale umano a sua disposizione, e nella battuta rilasciata dopo la finale ha detto chiaramente che se il Barcellona gioca questo calcio stellare un grosso merito va a quei giocatori che sono l'asse portante del sistema di gioco blaugrana (Piquè-Alves-Xavi-Iniesta-Messi). E considerata la giovane età di questi fenomeni, e l'assoluta identificazione con il mondo Barça, il rischio serissimo è che questo ciclo possa continuare ancora per parecchio tempo.

Triplete 2009, Triplete 2011, incetta di titoli nel 2010 con la corsa verso Madrid interrotta dall'Inter di Mourinho grazie ad un vero e proprio miracolo sportivo: insomma, una squadra quasi imbattibile, oltre che capace di esprimere un calcio sublime.

E non potevano festeggiarla meglio, questa Champions League, perchè il gesto di far alzare la coppa ad Abidal cedendogli la fascia di capitano per l'occasione è stata una delle cose più belle che ho mai visto fare su un campo da calcio. Il dramma del terzino francese, operato solo due mesi fa di tumore al fegato, aveva colpito tutti nel profondo: ma la vita per fortuna sa riservare anche storie come questa, e nella notte di Wembley se c'è qualcuno che nelle fila di questo Barça stellare ha vinto più degli altri, questo è proprio lui. 

Goditi questi anni, F.C. Barcellona: è l'età dell'oro.

Antonio Capone (twitter - @tonycap83)

24 maggio 2011

Da zero a dieci: Grandolfo da copertina, Bologna senza alibi


VOTO 10 - FRANCESCO GRANDOLFO Buttato nella mischia da Mutti nell'inutile gara di Bologna, il baby barese (19 anni per lui) risponde con una tripletta che vale poco in termini di classifica, ma che consegna alla serie A un nuovo nome da tenere d'occhio. Se sia o no un predestinato è presto per dirlo, ma se il buongiorno si vede dal mattino.. Sbarbato.

VOTO 9 - FRANCESCO GUIDOLIN Il capolavoro è completo: dall'inizio shock con il quasi esonero, alla Champions League ottenuta con un gioco esaltante ed una valorizzazione incredibile del parco giocatori a disposizione. Che sia uno dei migliori tecnici italiani lo penso da anni, quest'anno ho avuto solo l'ennesima conferma. E balla pure. Sottovalutato.

VOTO 8 - GIAMPAOLO PAZZINI C'è poco da fare, ha il gol nel sangue. Un'altra doppietta, stavolta per stendere il Catania, e un nuovo messaggio a chi nei famosi 40 giorni di astinenza aveva iniziato a dire che forse non è da grande squadra. Va servito, ma questo vale da sempre per Trezeguet, Inzaghi, Gilardino e tutte le punte con caratteristiche di quel tipo. Ovvero, punte da 20-25 gol a stagione. Killer instinct.

VOTO 7 - GIGI DELNERI Si congeda nel modo migliore: dopo Uribe e Mesbah, volevi non far segnare Lucarelli? Costante.

VOTO 6 - DIDAC VILA' Allegri lo manda in campo nella gara che decide la stagione (dell'Udinese), nel secondo tempo vorrebbe sostituirlo ma poi si scontra con un problema tecnico: non si ricordava come si chiamasse, e quindi lo ha tenuto in campo per 90'. Missione compiuta comunque, ora sappiamo che esiste davvero. Oggetto misterioso.