Nessuno si aspettava davvero l'impresa impossibile, ma era giusto dirlo quantomeno per non gettare la spugna riducendo la gara di Gelsenkirchen a poco più di una gitarella sulla Ruhr. Il problema è che una cosa è il dire, un'altra il fare, e personalmente alle reali possibilità di questa
Inter di segnare quattro reti in
Germania senza subirne neanche una non ci ho mai creduto.
Sognare nel calcio è giusto, quasi sempre. Il
Deportivo che schiantò il
Milan più forte degli ultimi 15 anni al Riazor con un 4-0 storico è un esempio di come tutto sia possibile, a patto di giocare 90' ben oltre la perfezione, nei quali deve riuscire tutto e non c'è il minimo margine di errore. Il problema però è che la squadra nerazzurra, al di là dei propositi battaglieri della vigilia, ha sfoderato una prestazione perfettamente in linea con quelle recenti, e la sconfitta per 2-1 consegna agli archivi un umiliante 7-3 complessivo in favore di quella che doveva essere una vittima sacrificale al pari di
Tottenham e
Shakthar.
Il discorso è molto semplice: la squadra è arrivata a questa fase della stagione cotta e stracotta. I nerazzurri praticamente non stanno in piedi, stremati a livello psicofisico da una rimonta in campionato che è partita da lontano e si è andata dissolvendo, di colpo, nel derby. Le
problematiche di natura tecnica poi sono sempre quelle trite e ritrite, già discusse la settimana scorsa ma che non possono da sole giustificare un crollo così netto di una squadra che è scoppiata proprio nel momento in cui avrebbe potuto dare un'indirizzo importante alla stagione.
Il
Deportivo schiantò il
Milan giocando a ritmi forsennati per novanta minuti, sostenuto da una condizione fisica straripante, l'
Inter ha letteralmente passeggiato sul verde prato della Veltins-Arena: ecco perchè la rimonta nerazzurra era assolutamente impossibile, mancando il requisito base che doveva sostenere uno sforzo così importante dopo il disastro dell'andata. Serviva l'intensità, la reazione isterica, serviva schiacciare un avversario inferiore nella sua metà campo e soprattutto serviva creare palle gol: nulla di questo però è stato, e quindi è giusto che cali il sipario su una formazione regredita al livello di mediocrità in cui annaspava nel novembre-dicembre scorso.
Voglio chiudere parlando di coloro che hanno addirittura tirato fuori dal cilindro niente meno che
Benitez, che poi sono gli stessi che lo volevano impalato a novembre e che saltarono sul carro quando
Leonardo iniziò a vincere partite in serie.
Benitez aveva uno spogliatoio intero contro, e pur essendo un ottimo tecnico non c'era davvero nulla di diverso da fare se non allontanarlo, scelta peraltro pienamente supportata dai risultati successivi: però quando le cose sono precipitate, chiaramente è tornato comodo anche lui.
Dico solo che un pò le invidio queste persone, stupide come capre ma che stanno sempre dalla parte giusta al momento giusto: io purtroppo non ci riesco, ma è un limite di cui vado molto fiero.