10 maggio 2011

Milan, e sono 18! Gattuso, che brutto coro..


Si aspettava solo che la matematica suonasse l'ultima campana, prima di emettere il verdetto che ormai tutti sapevano già: da sabato sera, il Milan è ufficialmente vincitore dello scudetto 2010/11. Poco da aggiungere a quanto dicevo qualche giorno fa, in cui scrissi quello che fu il vero post celebrativo per quello che è un titolo meritato, limpido, senza discussioni.

Una squadra che subisce solo 6 reti in tutto il girone di ritorno, perdendo solo la gara di Palermo (tra l'altro nel periodo di maggior flessione della squadra) e stravincendo i confronti diretti con le rivali alla fine il titolo non può che vincerlo. Ed infatti lo ha vinto con tre giornate di anticipo, con i derby che alla fine hanno fatto tutta la differenza del mondo.

I punti che oggi separano la banda di Allegri dall'Inter sono infatti sei, sei come i punti che il Milan ha raccolto nelle due stracittadine che hanno visto i nerazzurri di Benitez prima e Leonardo poi assenti ingiustificati. Al netto dei derby, insomma, le due squadre hanno viaggiato alla stessa velocità, salvo poi dimostrarsi una superiore all'altra all'atto del confronto diretto.


E' stato lo scudetto di Allegri, bravo a rendersi conto dei limiti e delle virtù della rosa a sua disposizione, cambiando spartito rispetto alle annate precedenti ed impostando una squadra solida, tosta ed equilibrata. La mutazione da "Milan dei palleggiatori" (o passeggiatori?) a "Milan dei mediani" è stata senza dubbio una delle chiavi di volta della stagione, assieme all'invenzione di Boateng come trequartista atipico (bravissimo negli inserimenti), e ad una gestione dello spogliatoio pressochè perfetta, anche se le vittorie, sotto questo aspetto, aiutano sempre tanto.

E' stato lo scudetto di Ibrahimovic, che a parte qualche idiozia di troppo nel finale di stagione ha letteralmente trascinato il timido Milan di inizio stagione a suon di gol e assist. Molti si sono dimenticati di quanto sia stato grande il contributo dello svedese alla causa rossonera, proprio in una fase in cui la squadra ancora era un cantiere aperto e l'unica opzione era "palla lunga, e speriamo che Ibra inventi qualcosa". E di prodigi ne ha inventati, eccome.

E' stato lo scudetto di una difesa di granito, in cui spicca la classe di Thiago Silva, probabilmente in questo momento il miglior difensore centrale al mondo, senza dimenticare l'apporto straordinario di un Abbiati forse sottovalutato, ma che ha firmato con le sue parate diverse imprese fondamentali (derby e Brescia, per dirne due). Ed in fondo è stato anche lo scudetto di Robinho, sciagurato divoratore di gol ma elemento fondamentale dello scacchiere rossonero, e di un Pato che si è svegliato forse un pò tardi, ma è stato decisivo in diverse occasioni (derby, Chievo, Napoli).

Credo che questi siano stati i principali protagonisti della stagione rossonera, e i maggiori artefici di uno scudetto che mancava da ben 7 anni. Detto questo credo ci siano modi e modi per festeggiare: e Gattuso, ripreso in mezzo ai tifosi rossoneri in mutande a cantare "Uomo di merda, Leonardo uomo di merda..", non ci ha certo fatto una bella figura. Così come non l'aveva fatta Ambrosini qualche anno fa col celebre striscione "Lo scudetto mettilo nel culo". Si potrebbe parlare di caduta di stile, ma in questo caso credo manchi il presupposto fondamentale: per perderlo, uno lo stile deve averlo.

4 commenti:

  1. DA gattuso COSA VUOI ASPETTARSI !!!!

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  2. Gattuso ormai è quello che è. Ciò che mi lascia perplesso è il fatto che nè Galliani, nè Berlusconi si siano scusati con Leonardo. Anzi Galliani ha giustificato il suo giocatore dicendo che è solo una ragazzata.

    Lo scudetto è meritato. Non c'è nulla da obiettare.

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    Che tristezza di uomo Gattuso, non mi aspettavo arrivasse a cadere così in basso, non capisco poi il senso di insultare Leonardo in un momento di tripudio...se l'episodio di Ambrosini qualche anno fa poteva lasciare il beneficio del dubbio questo è ingiustificabile, lo stesso Gattuso e la società rossonera farebbero bene a scusarsi...bella pungente la battuta di Moratti sulla disabitudine del Milan alle vittorie...ciao!

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