25 ottobre 2013

Juventus, la rabbia va oltre Grafe e Ronaldo


E' una Juventus che schiuma rabbia, quella uscita sconfitta dal Real Madrid di Carlo Ancelotti al termine di una gara interpretata nel modo giusto, ma nella quale gli episodi e qualche decisione arbitrale dubbia hanno contribuito a far sì che al fischio finale ad esultare fossero solo i blancos.

Una rabbia comprensibile, perché i bianconeri hanno fatto tutto quello che era nelle loro possibilità per mettere i bastoni tra le ruote ad un avversario tecnicamente di tutt'altro spessore, capace in estate di lanciarsi in una maratona estenuante per portare in Spagna Bale con una pioggia indecente di milioni di euro. Hanno fatto il possibile ed anche qualcosa in più, perché la squadra è sempre rimasta in partita anche dopo la mazzata dell'espulsione di Chiellini, evitando un'imbarcata a quel punto prevedibile e sfiorando un pari che avrebbe avuto del clamoroso.



Il punto è che, al netto delle sceneggiate di Ronaldo (mi viene in mente Busquets in Barcellona-Inter e penso: quando si gioca in Spagna è davvero tutto permesso?) e di un risultato che penalizza i campioni d'Italia ben oltre i propri demeriti, la Juventus è arrivata a Madrid a giocarsi un buon 60-70 percento di qualificazione. E' questa la vera, grande anomalia che la serata del Bernabeu non ha fatto altro che rimarcare ulteriormente, perché presentarsi ad un doppio confronto con il Real con la miseria di due punti (totalizzati in casa del modesto Copenaghen e a Torino contro il Galatasaray) ti mette necessariamente in una scomoda situazione da dentro o fuori.

La squadra di Conte ha dilapidato un patrimonio nei primi due favorevolissimi turni. Specie in Danimarca, dove la squadra di casa è riuscita a fare un figurone impattando 1-1, salvo poi venire sommersa di gol da Real e Galatasaray nei due incontri successivi. Ecco, quei due punti lasciati al Parken Stadium rischiano di pesare come un macigno tra due settimane, qualora lo scenario peggiore (ma non per questo meno probabile) dovesse materializzarsi.

La situazione del gruppo B, oggi, è la seguente


e diciamolo, al di là del pessimismo comprensibile dei tifosi, non è fantascienza ipotizzare che il 5 novembre la Juventus realizzi l'impresa di battere il Real tra le mura amiche, e nel contempo il Galatasaray non vada oltre il pari nel freddo danese. In questo caso, le due squadre si ritroverebbero appaiate a quota 5, e quello che si giocherebbe in Turchia all'ultima giornata diventerebbe un vero e proprio spareggio, con fattore campo decisamente non favorevole.

Il sipario calerebbe quasi del tutto qualora i bianconeri non riuscissero ad ottenere i 3 punti contro gli spagnoli, e la squadra di Mancini sbancasse anche Copenaghen: turchi a 7, torinesi a 3 (o a 2 nel peggiore dei casi), e qualificazione appesa a un filo sottilissimo. Battere i danesi a Torino infatti non basterebbe, perché sarebbe necessaria un'impresa ad Istanbul con due risultati su tre sfavorevoli. Senza contare il fatto che se Drogba e compagni dovessero riuscire nell'impresa di far punti a Madrid, il girone si chiuderebbe con una giornata di anticipo.

Sono tutti calcoli che lasciano il tempo che trovano, me ne rendo conto. Le partite vanno giocate e ancora tutto può succedere, ma questa Juventus non si sarebbe mai dovuta trovare in una situazione così ingarbugliata viste le occasioni che le sono state servite su un piatto d'argento al momento della compilazione dei gironi eliminatori. E al di là della sfortuna, dei miracoli del portiere di turno, e di arbitraggi decisamente non all'altezza di certe sfide, bisogna riconoscere che questa squadra non sembra ancora sufficientemente matura per arrivare in fondo a questa competizione e giocarsela coi top club.

Da ora in poi, serviranno solo imprese e nulla di meno. Conte, come Lippi fece per due anni consecutivi nel 1997 e 1998, deve costruire adesso il suo piccolo miracolo sportivo riacciuffando una qualificazione che ad oggi appare lontana, molto lontana. Riuscire o meno in questa impresa avrà un impatto importante sulla stagione della Juventus, che per la prima volta nella gestione del tecnico leccese si trova a dover inseguire su due fronti. E a giocarsi quasi tutto in un mese.

Chiudo con una piccola vena polemica, che sintetizzo in questo piccolo contributo creato su Storify. Va bene la rabbia, ma nei giudizi ci vuole equilibrio.

Antonio Capone 
(twitter @tonycap83)

3 commenti:

  1. Sante Tricarico26 ottobre 2013 14:40

    Ciao Antonio, io non credo che la Juve sia andata a Madrid a giocarsi il 60% della qualificazione, anzi, penso che una sconfitta a Madrid fosse un po' nei preventivi di tutti i "tabellonisti" del mondo.
    La partita chiava dell'andata del girone era quella interna col galatasary e li si che è cambiata la storia del girone che ora è difficile ma non certo disperato come ho letto e sentito dire.
    Anche la partita interna col Real servirà "solo" (si fa per dire) a decidere se andremo ad Istanbul con 2 risultati o con 1 solo in quanto escludo che il Real in casa possa addirittura soccombere contro una squadra a cui ne ha fatti 6 in trasferta neanche un mese fa e per noi il pari o la sconfitta dei turchi a madrd sarebbe la stessa cosa. Comunque vada ci giocheremo tutto in turchia e ti dirò che sono abbastanza ottimista. Se poi non meriteremo di passare vorrà dire che proveremo a riscattarci in EL con la finale allo Stadium


    Per me una qualificazione appesa al filo è quando non dipende più solo da te ma devi sperare nei passi falsi altrui. Qualificazioni disperate lo erano, quelle si, nel 98 e nel 99 quando passammo come migliore seconda grazie al clamoroso 2-2 all'ultimo minuto dell'olympiacos col rosemborg; e come primi, con la miseria di 8 punti, grazie alla sconfitta all'ultima giornata del galatasary con l'eliminato Bilbao dopo che nel turno precedente, in una trasferta blindata per le tensioni tra Italia e Turchia dovute all'affare Ocalan, i turchi pareggiarono al 90' subito dopo il gol di Nicola Amoruso. Che sia un presagio?


    P.S. MA quanti anni sono passati? Che tempi...

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  2. Ciao Sante..la situazione del girone è resa così poco amichevole dal fatto che il Galatasaray si giocherà di nuovo il "bonus" Copenaghen mentre a voi toccherà di nuovo il Real. Molto comunque dipenderà dal Real stesso, perché se dovesse vincere a Torino avrebbe il primo posto matematico e poi la gara interna coi turchi potrebbe essere aperta a sorprese.


    Calcoli a parte, il punto cruciale è che la Juventus come spesso le accade in Europa si è complicata la vita nonostante l'approccio fosse il migliore possibile..gara in Danimarca, poi allo Stadium col Galatasaray, 6 punti o anche 4 avrebbero cambiato parecchie dinamiche. Adesso servirà uno sforzo notevole per tirarsi fuori dai guai, lasciare la Champions a dicembre decreterebbe un mezzo fallimento.


    Ricordo bene quello che la Juve di Lippi fece in quei due anni consecutivi per passare il turno, fu un mezzo miracolo specialmente quando Djordjevic segnò su punizione il gol che eliminò il Rosenborg dando alla Juve il pass come migliore seconda. Ecco, lì non dipendeva solo da voi, quest'anno ancora un 50% di chance ve le giocate coi vostri risultati..vedremo..

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  3. Sante Tricarico27 ottobre 2013 14:29

    Certamente il girone ce lo siamo complicati, ma diciamo che non è compromesso come invece sembravano quelli del 98 e del 99 :)

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