01 ottobre 2010

Inter, come su una montagna russa..


Dopo Inter-Bari era un'Inter stellare che, sentendo diversi pareri "autorevoli", "giocava già meglio di quella di Mourinho" (Mauro dixit). Lo scivolone di Roma ha azzerato il contatore degli applausi a scena aperta, facendo ripartire quello delle critiche a posteriori, ovvero le critiche che sempre i soliti esperti snocciolano solo dopo che la gara è andata in un certo modo. Adesso, dopo il 4-0 rifilato dai nerazzurri al Werder Brema, riecco la beatificazione del lavoro di Benitez, l'esaltazione del collettivo, l'elevazione della squadra nerazzurra a schiacciasassi indistruttibile.

Bè, direi anche basta adesso, perchè a furia di fare su e giù da una montagna russa poi un pò di voltastomaco viene a tutti (e questo è un discorso ampiamente generalizzabile ad altre squadre). Non era certo il poker rifilato al Bari a consegnare le chiavi dello scudetto a Benitez, così come la sconfitta di Roma pur essendo figlia di una prestazione scialba è pur sempre arrivata per effetto della giocata di un campione a tempo scaduto, al termine di 90' in cui di calcio se ne era visto veramente poco e lo 0-0 sarebbe stato la perfetta istantanea dell'andamento del match.

La vittoria straripante di ieri contro un modesto Werder infarcito di riserve è stata una grande prova di forza, ma non può e non deve rappresentare un test attendibile per giudicare se davvero questa Inter ha imboccato la strada giusta. Le vittorie aiutano, chiaramente, ma ci sono cose su cui sarà importante continuare a lavorare per offrire di nuovo un prodotto vincente.

Innanzitutto, il reparto offensivo. Pare strano parlare di questo dopo un 4-0, ma l'Eto'o show non può far passare in secondo piano il fatto che, tolti il camerunese, Milito e Pandev, le alternative si chiamano Coutinho e Biabiany: giovani interessanti, di prospettiva (specialmente il primo, per cui stravedo), ma ancora acerbi su palcoscenici che via via si faranno più grandi e importanti. E poichè Benitez sembra intenzionato a perseguire sulla strada del 4-2-3-1, appare chiaro come ad oggi il potenziale offensivo di questa Inter del dopo-Balotelli sembra essere inferiore a quello dell'Inter prenditutto della scorsa stagione. Inoltre, Milito ancora fatica a ritrovarsi, mentre Pandev è ancora troppo intermittente e discontinuo. La domanda è: si potrà campare di solo Eto'o? Per adesso pare di sì, alla lunga certamente no.

Altro tallone d'Achille della squadra nerazzurra è il terzino sinistro: il Chivu di oggi è in evidente difficoltà, con Santon ancora in recupero e Zanetti out per infortunio. Il romeno l'ho sempre considerato un centrale, adattabile a sinistra ma pur sempre un centrale: il mercato non offriva tantissimo (eccetto Bale, quasi inarrivabile), e così il problema non è stato risolto, ma solo rattoppato.

In generale, la difesa che un anno fa impressionò per la sua solidità granitica soffre ancora di amnesie che fanno venire i brividi (vedi il quasi 0-1 di Hugo Almeida ieri sera). E gli infortuni piovono: Samuel prima, Lucio adesso, entità tutte da stabilire con alternative che rispondono al nome di Cordoba e Materazzi. Quel Ranocchia, posteggiato a Genova almeno fino a gennaio, avrebbe fatto parecchio comodo a Benitez.

A centrocampo, non si è ancora visto il vero Cambiasso, Motta continua a essere ai box per infortunio, mentre Stankovic sta fornendo ottime prestazioni nonostante lo scetticismo generale. Mariga e Muntari sono le riserve di un reparto che manca di un innesto importante: finora, i due africani hanno offerto prestazioni deludenti, e ad alti livelli sembrano decisamente impresentabili.

E' una squadra competitiva, questa Inter. Tuttavia, presenta delle problematiche già evidenziate dopo la Supercoppa, sulle quali Benitez dovrà lavorare parecchio. Siamo comunque ancora ad ottobre, ed è presto, troppo presto per emettere giudizi sia in positivo che in negativo. Le squadre sono ancora in rodaggio, e l'Inter non fa certo eccezione: a Benitez il compito di tirare fuori il meglio dal materiale umano a disposizione, per cercare di entrare nel cuore dei tifosi come già fecero Mancini prima e Mourinho poi.

Domenica c'è Inter-Juventus: chi farà un altro giro sulla montagna russa?

4 commenti:

  1. D'accordissimo con te sul discorso della montagna russa, nn se ne può più. Poi all'Inter queste cose vengono sempre amplificate oltremisura.

    Comunque vorrei sottolineare che così come il Werder aveva tante riserve in campo, anche noi ne avevamo. Ci mancavano pedine fondamentali come samuel, zanetti, motta, pandev e milito. Non sminuiamo la grande vittoria dell'Inter.

    Ciao.

    RispondiElimina
  2. Per carità Vincenzo, un 4-0 è sempre un 4-0. Però va considerata anche la caratura dell'avversario, e sicuramente le assenze del Werder hanno pesato più delle assenze dell'Inter: comunque sia, con quell'Eto'o lì sono sicuro che avrebbe vinto in ogni caso :D

    RispondiElimina
  3. speriamo che si confermi la tradizione e dopo il 40 arrivi la sconfitta.
    Sei convinto che Coutinho sia adatto al calcio italiano? A me sembra leggero come una piuma, Pato alla sua età aveva un fisico decisamente superiore. Fosse italiano a quest'ora giocava la coppa Italia primavera

    RispondiElimina
  4. Guarda, secondo me Coutinho è potenzialmente un fenomeno, l'unico problema è costituito proprio dalla sua leggerezza che credo lo renderà per adesso inadeguato in alcune gare.

    Però per le gare interne contro squadre come Bari e Werder, può già andare. Certo, ancora è acerbo e non credo possa essere decisivo fin da quest'anno.

    RispondiElimina