
A sorpresa, la
Lazio vince il primo trofeo stagionale, battendo 2-1 a Pechino l'
Inter campione d'Italia. Un risultato figlio del micidiale uno-due che i biancocelesti hanno piazzato nel secondo tempo, e che ha reso inutile il primo gol in maglia nerazzurra di
Eto'o (tra i migliori).
Nonostante la sconfitta, i nerazzurri hanno comunque giocato una partita convincente, creando soprattutto nel secondo tempo parecchie occasioni da gol ed esaltando più volte le doti di
Muslera, che dopo le numerose critiche subite all'inizio adesso si sta dimostrando un portiere di buone prospettive.
L'Inter parte con il 4-3-1-2, lasciando in cantina i progetti di 4-3-3, con
Stankovic dietro
Milito ed
Eto'o,
Zanetti terzino sinistro e
Lucio-Chivu al centro della difesa, mentre a centrocampo
Cambiasso vertice basso,
Motta e
Muntari ai lati. La
Lazio, che ha lasciato a casa i "dissidenti"
Pandev,
Ledesma e
De Silvestri, presenta un modulo speculare, con Matuzalem trequartista, Baronio lanciato a centrocampo e
Cruz inizialmente tenuto in panchina, dove ci resterà invece per tutti i 90 minuti
Foggia.
La prima Inter del dopo Ibrahimovic è una squadra diversa, più manovriera e votata al gioco palla a terra. Le imprecisioni, ancora tante, fanno parte del progetto di trasformazione che Mourinho ha in mente di far compiere alla sua squadra. La Lazio, dal canto suo, è battagliera e ben messa in campo da
Ballardini, con
Zarate che mette in difficoltà più volte i diretti avversari e guadagna numerosi calci di punizione.
La prima occasione è biancoceleste, e costruita proprio dall'argentino, che con un sinistro da fuori area chiama
Julio Cesar alla deviazione in corner. L'Inter replica, due volte:
Muntari si divora un gol fatto, su un assist di
Eto'o sporcato da un rimpallo, e poi
Lucio di testa su corner si vede strozzare in gola l'urlo del gol da
Muslera. Finisce così un primo tempo di sostanziale equilibrio.
La ripresa è un'altra storia. L'Inter parte arrembante, con
Stankovic che ci prova in tutti i modi, invano.
Eto'o approfitta di un errore grossolano di
Diakite, ma mette fuori di un soffio da posizione defilata, poi Muslera si esalta su
Milito. E proprio quando sembra maturo il gol dei campioni d'Italia, arriva la svolta che cambia tutto: sugli sviluppi di un calcio di punizione, Matuzalem di faccia mette in rete in modo quasi involontario la respinta di Julio Cesar, e tre minuti dopo (21') Rocchi approfitta di una disattenzione di Chivu e con uno splendido pallonetto fa il 2-0.
Lazio cinica e micidiale,
Inter tramortita dal clamoroso uno-due.
Mourinho butta nella mischia
Vieira e
Balotelli al posto di
Stankovic e
Motta, e al 33'
Eto'o raccoglie un assist di
Vieira (bravo ad approfittare di un errore di Dabo) e con uno splendido sinistro mette il pallone sotto la traversa, riaprendo la partita. Mou si gioca il tutto per tutto, e mette dentro anche
Suazo al posto di
Muntari, passando ad un 4-2-4 d'arrembaggio.
Milito va in gol, ma è netta la posizione irregolare di
Eto'o e l'arbitro annulla. L'assedio finale produce un nulla di fatto, e così al fischio finale dell'ottimo Morganti è la Lazio ad esultare. E' la terza supercoppa della storia biancoceleste, la più incredibile e inaspettata.
I nerazzurri, sconfitti ma non ridimensionati vista la prestazione comunque positiva, si leccano la ferita godendosi i nuovi acquisti
Lucio ed
Eto'o, mentre è ancora in ritardo di condizione
Motta. L'arrivo di un trequartista sembra una necessità, più che un capriccio di Mourinho, e la sensazione è che arriverà, visto che il solo
Stankovic non può garantire 60 partite in un ruolo che comunque non è proprio il suo. La
Lazio, senza i dissidenti, ha fatto una grande impresa che però non deve mascherare le carenze della rosa di
Ballardini. Senza i tre migliori elementi per reparto (
De Silvestri-Ledesma-Pandev), i biancocelesti perdono tantissimo del loro potenziale. La questione andrà risolta, o cedendo i tre giocatori e monetizzando il più possibile per poi reinvestire, o provando a reintegrarli in rosa appianando le divergenze con Lotito.
Il primo trofeo della stagione, intanto, ha preso la via della capitale. Il resto, come sempre, si vedrà.