
Inauguro questa settimana una rubrica che avrei voluto lanciare già da tempo, e che pur non essendo originalissima rispecchierà comunque il mio punto di vista sulla giornata calcistica, settimana per settimana. Ho deciso di chiamarla "Da zero a dieci", e non sarà altro che una hit parade settimanale su cui poi conto di avere i vostri feedback, sempre preziosi.
VOTO 10 - JAVIER ZANETTI 519 gare fa, il capitano dell'Inter era poco più di un promettente ragazzo che faceva il salto dal Banfield al campionato (a quel tempo) più bello del mondo assieme ad Avioncito Rambert. Del secondo si sono perse le tracce, mentre Javier adesso è in assoluto una leggenda vivente: record di presenze di Bergomi eguagliato nella gara con il Bologna e presto superato, una carriera da stakanovista e, dopo una quantità innumerevole di bocconi amari, anche da vincente. Immortale.
VOTO 9 - ZLATAN IBRAHIMOVIC Un gol come il suo vale da solo il prezzo del biglietto, e forte è la sensazione che senza di lui questo Milan avrebbe diversi punti meno degli attuali 41. Trasforma un lancio alla spera-in-dio della difesa in un gol che sarebbe potuto essere pesantissimo: se poi in area di rigore nessuno si cura di Olivera, non è certo colpa sua. Fondamentale.
VOTO 8 - UDINESE Avevano iniziato come peggio non si poteva, con 4 sconfitte in 4 partite. Adesso sono una macchina da gol, che gioca un calcio divertente e che affronta ogni avversario a viso aperto. Il poker servito al Milan non è servito per portare a casa i tre punti, quello al Genoa sì: Di Natale è tornato scintillante, e tanti dei gioielli a disposizione dell'ottimo Guidolin sono appetiti da mezza Europa. Occhio a questa mina vagante, possono sorprendere ancora. Rivelazione.
VOTO 7 - ALESSANDRO DEL PIERO La Juventus contro il Bari non incanta, ma la sua splendida punizione è una gioia per gli occhi. Non ci si può certo attendere ancora il Del Piero degli anni migliori della sua carriera, l'età avanza e non fa sconti a nessuno, ma nell'emergenza che ha colpito il reparto offensivo bianconero si può sempre contare su di lui. Redivivo.
VOTO 6 - WALTER MAZZARRI Se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo. Il suo Napoli pareggia in modo scialbo contro la Fiorentina al San Paolo, ma secondo lui "è mancato solo il gol" e "la squadra non è stata fortunata". Considerando che il fattore C finora gli ha sorriso spesso e volentieri, almeno questa poteva risparmiarsela. Cabarettista.
VOTO 5 - MASSIMILIANO ALLEGRI Il Milan arranca, e la sua gestione dei cambi a disposizione sta toccando livelli ancelottiani. Settantadue minuti per sostituire un Pato inesistente con Cassano, secondo cambio a tempo scaduto con Yepes che rileva Flamini, mentre il terzo cambio forse non sa che può farlo, perchè altrimenti lo farebbe. Qualcuno lo avverta, e gli faccia notare che senza il golletto di Strasser a Cagliari e il pari di Ibra a tempo scaduto con l'Udinese, a quest'ora i rossoneri avrebbero tutte le concorrenti addosso. Bello addormentato.
VOTO 4 - CLAUDIO RANIERI Problemi con Totti dopo i famosi 4', problemi con Vucinic che addirittura rischia la cessione. Gestione del gruppo approssimativa, troppi musi lunghi e probabilmente poca chiarezza da parte sua, altrimenti non si spiega come nessuno accetti con serenità le sue scelte. E questo è solo uno dei motivi per cui non vincerà mai nulla. Abbacchiato.
VOTO 3 - PASQUALE MARINO Tanta fatica per nulla. Il suo Parma vince 4-1 a Torino, dando un calcio alla crisi, poi viene sbeffeggiato in casa dal Cagliari e battuto a Brescia, perdendo così due scontri diretti fondamentali. Rimasto in dieci, toglie Crespo e così annulla tutto il potenziale offensivo dei suoi, che gettano la spugna senza neanche provare a reagire. Autolesionista.
VOTO 2 - ZAMPARINI Il Palermo è stato certamente danneggiato, ma il dossier presentato alla federazione sinceramente fa ridere i polli. A Cagliari i rosanero hanno fatto pena, e questo non c'è nessun arbitraggio che possa metterlo in discussione. Parlasse di meno e lasciasse in pace il suo allenatore, forse le cose andrebbero meglio. Vulcanico.
VOTO 1 - MASSIMO PACI La sua entrata assassina lascia il Parma in 10 e getta le basi per una sconfitta pesante, sul campo di una diretta concorrente per la salvezza. Le quattro giornate di squalifica forse sono eccessive, ma certi interventi sono da bollino rosso e punirli severamente può solo fare bene. Appiedato.
VOTO 0 - EDUARDO In fondo non è tutta colpa sua. La colpa è di chi lo ha preso, di chi lo faceva giocare prima e di chi lo fa giocare adesso. Danni su danni, due gol regalati all'Udinese con uscite che nemmeno in serie D le vedi, e una insicurezza generale ad ogni pallone toccato che mina anche la tranquillità del reparto difensivo. Perchè non è bello giocare sapendo che prima o poi il tuo portiere farà la vaccata, non è bello per niente. Inaffidabile.








