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03 luglio 2011

Fair Play Finanziario: numeri e considerazioni su un problema tutto "italiano"


In questa lunga fase di riflessione, tra decisioni (personali) da prendere per l'immediato ed esami da sostenere uno dietro l'altro, tempo per scrivere ne ho avuto davvero poco, anche perchè nonostante i giornali continuino a far credere che si stia assistendo a chissà quale mercato scoppiettante, in realtà sta succedendo - in soldoni - nulla o quasi.

I tempi sono cambiati, radicalmente. Stiamo assistendo ad un cambiamento di rotta epocale di cui forse non ci rendiamo neanche conto, perchè ci siamo dentro e capiremo forse solo fra un pò: il succo è che l'Italia, terra di quello che fu il campionato più bello del mondo, non attira più. I campioni che militano nel nostro campionato sono sempre più sensibili alle sirene che cantano oltreconfine, perchè i sogni si sono via via modificati: una volta la Serie A era l'albero della cuccagna, adesso l'obiettivo è approdare in Premier o nella Liga.

Una delle chiavi, manco a dirlo, è rappresentata da quel potere economico che una volta i Moratti, gli Agnelli, i Berlusconi esercitavano prepotentemente per portare alle loro corti i migliori campioni del globo, e che adesso è invece incentrato in petrolieri russi, misteriosi sceicchi arabi, senza contare che i vari Rosell, Perez continuano a spendere senza cognizione in barba ad un fair play finanziario che ormai è diventato una sorta di barzelletta che fa ridere tutti meno noi.

24 maggio 2011

Da zero a dieci: Grandolfo da copertina, Bologna senza alibi


VOTO 10 - FRANCESCO GRANDOLFO Buttato nella mischia da Mutti nell'inutile gara di Bologna, il baby barese (19 anni per lui) risponde con una tripletta che vale poco in termini di classifica, ma che consegna alla serie A un nuovo nome da tenere d'occhio. Se sia o no un predestinato è presto per dirlo, ma se il buongiorno si vede dal mattino.. Sbarbato.

VOTO 9 - FRANCESCO GUIDOLIN Il capolavoro è completo: dall'inizio shock con il quasi esonero, alla Champions League ottenuta con un gioco esaltante ed una valorizzazione incredibile del parco giocatori a disposizione. Che sia uno dei migliori tecnici italiani lo penso da anni, quest'anno ho avuto solo l'ennesima conferma. E balla pure. Sottovalutato.

VOTO 8 - GIAMPAOLO PAZZINI C'è poco da fare, ha il gol nel sangue. Un'altra doppietta, stavolta per stendere il Catania, e un nuovo messaggio a chi nei famosi 40 giorni di astinenza aveva iniziato a dire che forse non è da grande squadra. Va servito, ma questo vale da sempre per Trezeguet, Inzaghi, Gilardino e tutte le punte con caratteristiche di quel tipo. Ovvero, punte da 20-25 gol a stagione. Killer instinct.

VOTO 7 - GIGI DELNERI Si congeda nel modo migliore: dopo Uribe e Mesbah, volevi non far segnare Lucarelli? Costante.

VOTO 6 - DIDAC VILA' Allegri lo manda in campo nella gara che decide la stagione (dell'Udinese), nel secondo tempo vorrebbe sostituirlo ma poi si scontra con un problema tecnico: non si ricordava come si chiamasse, e quindi lo ha tenuto in campo per 90'. Missione compiuta comunque, ora sappiamo che esiste davvero. Oggetto misterioso.

18 maggio 2011

Da zero a dieci: curva doriana da applausi, Samp dietro la lavagna



VOTO 10 - LA CURVA DELLA SAMPDORIA Nonostante una squadra che ha appena concretizzato un disastro di proporzioni incalcolabili, il comportamento dei supporters doriani è commovente: una reazione piena d'amore, di malinconia, di disperazione, la risposta perfetta a tutti i teppisti sparsi per la penisola e che ogni domenica si recano allo stadio sperando di poter tirare su qualche casino. Uomini veri, passione vera, applausi. Senza parole.

VOTO 9 - ANGELO PALOMBO Incredibilmente è il dramma doriano a darci le immagini più belle della giornata. Il capitano storico, dopo il fischio finale che significa serie B, si avvia da solo e in lacrime verso la sua curva, chiedendo umilmente scusa per quanto appena successo. In un mondo di mercenari, qualche cosa da salvare ancora c'è. Capitano vero.

VOTO 8 - ROBINHO Chi non ha sfottuto il funambolico brasiliano in questa lunga annata, per i tanti gol clamorosi falliti? Eppure con la doppietta al Cagliari sale a quota 14, come i cecchini Ibra e Pato. Qualcosa che non torna? No no, è tutto vero. Bomber deprezzato.

VOTO 7 - LECCE La salvezza è un piccolo miracolo, per una squadra che alla vigilia sembrava già spacciata. Risultato ottenuto con il gioco, e di questo grande merito va a De Canio, bravissimo nel gestire una rosa con evidenti limiti. Missione compiuta.

11 maggio 2011

Da zero a dieci: Di Natale principe dei bomber, cosa divora Uribe!


VOTO 10 - ANTONIO DI NATALE Una doppietta per un sogno. L'ennesima marcatura multipla di una stagione straordinaria almeno quanto la precedente vale il sorpasso alla Lazio e il nuovo insediamento al quarto posto: a due giornate dal termine, l'Udinese è a un passo dalla qualificazione alla Champions League, e gran parte del merito è di questo attaccante straordinario. Complice la follia di Cavani, la seconda vittoria consecutiva del titolo di re dei bomber è praticamente cosa fatta. Implacabile.

VOTO 9 - IGNAZIO ABATE "Chiedo scusa, non avevo capito che il coro fosse per quell'uomo di merda di Leonardo!" Distratto.

VOTO 8 - AURELIO DE LAURENTIIS "Tosel è sempre il solito, è assurdo che Cavani non possa falciare da dietro un avversario e mandare a cagare l'arbitro! Ha fatto 12 gol più di Totti!" Nervoso.

VOTO 7 - COUTINHO Il giocatore si farà, credo. Intanto, in attesa di mettere muscoli in un fisico ancora da ragazzino, pennella la sua prima punizione "italiana" chiudendo la gara con la Fiorentina: per uno che non gioca mai, non c'è male. Promessa.

10 maggio 2011

Milan, e sono 18! Gattuso, che brutto coro..


Si aspettava solo che la matematica suonasse l'ultima campana, prima di emettere il verdetto che ormai tutti sapevano già: da sabato sera, il Milan è ufficialmente vincitore dello scudetto 2010/11. Poco da aggiungere a quanto dicevo qualche giorno fa, in cui scrissi quello che fu il vero post celebrativo per quello che è un titolo meritato, limpido, senza discussioni.

Una squadra che subisce solo 6 reti in tutto il girone di ritorno, perdendo solo la gara di Palermo (tra l'altro nel periodo di maggior flessione della squadra) e stravincendo i confronti diretti con le rivali alla fine il titolo non può che vincerlo. Ed infatti lo ha vinto con tre giornate di anticipo, con i derby che alla fine hanno fatto tutta la differenza del mondo.

I punti che oggi separano la banda di Allegri dall'Inter sono infatti sei, sei come i punti che il Milan ha raccolto nelle due stracittadine che hanno visto i nerazzurri di Benitez prima e Leonardo poi assenti ingiustificati. Al netto dei derby, insomma, le due squadre hanno viaggiato alla stessa velocità, salvo poi dimostrarsi una superiore all'altra all'atto del confronto diretto.

04 maggio 2011

Da zero a dieci: super-Pazzini, De Rossi la combina grossa..


VOTO 10 - GIAMPAOLO PAZZINI Alla faccia di chi iniziava a mormorare dopo soli sole 3 gare di digiuno, il Pazzo parte dalla panchina anche a Cesena (mistero, visto l'impresentabile Milito di questo periodo), entra e si abbatte come una furia sulla squadra di Ficcadenti, ormai pronta a festeggiare una salvezza acquisita. Coi due gol nel recupero, da vero attaccante di razza purissima, rinvia anche la festa scudetto dei cugini rossoneri, oltre a timbrare la certezza della qualificazione in Champions League. Serve altro? Guastafeste.

VOTO 9 - ALESSIO CERCI Piazzato come punta esterna nel 4-3-3 di Mihajlovic, l'ex promessa del calcio italiano segna la seconda doppietta di fila nella gara contro l'Udinese. I difensori friulani non lo vedono praticamente mai, e lui sulla destra fa il bello e il cattivo tempo. Scommessa vinta da Sinisa? Rigenerato.

VOTO 8 - JUAN MANUEL VARGAS Vogliamo parlare del suo gol? Un capolavoro, roba da stropicciarsi gli occhi. E' l'uomo che è mancato alla Fiorentina in questa stagione, sulla sinistra fa davvero la differenza. Stantuffo.

VOTO 7 - MATHIEU FLAMINI Chiamatelo picchiatore, chiamatelo come volete, ma il gol che l'ex Gunners segna al Bologna è tanto bello quanto importante. Non tanto nella conclusione, quanto nella preparazione: che stia tornando il Flamini londinese? Cuce quel che resta dello scudetto rossonero, ago e filo adesso possono essere riposti nella scatola. Settepolmoni.

VOTO 6 - FRANCESCO TOTTI Supera Baggio nella classifica dei goleador italiani di sempre, e detiene anche un'altro speciale record: è l'unico calciatore dell'intera serie A che può insultare pesantemente il direttore di gara senza essere minimamente colpito da sanzioni disciplinari. Dopo il triplo "Vaffa" rifilato a Rizzoli in un Udinese-Roma di qualche anno fa, stavolta dà a Russo del "Fracicò, pezzo di m.." (qui il video) passandola liscia. Evidentemente, quando vuole, parla ad una frequenza non percepibile dall'udito umano: avrà mica un superpotere? Intoccabile.

02 maggio 2011

Milan, la festa è a un passo! Ma per l'Europa, servirà di più..

Flamini batte Viviano: parte il countdown rossonero per lo scudetto (foto Gazzetta.it)

Il Milan è campione d'Italia. Non ancora matematicamente, ma per una volta l'aritmetica è un dettaglio trascurabile, visto che ormai ai festeggiamenti manca davvero pochissimo. I rossoneri, dopo un'annata condotta in testa, hanno posto la pietra tombale su un campionato già ucciso dopo il derby (e forse mai nato) con il successo di Brescia, mentre la vittoria di oggi firmata Flamini è stata poco più che ordinaria amministrazione in quel percorso ormai tracciato che ha come punto di arrivo lo scudetto numero 18. Manca un punto, che tra l'altro potrebbe non servire se l'Inter non dovesse fare bottino pieno nelle prossime tre gare: insomma, Pazzini ha fatto riporre lo champagne in frigo, ma la questione è solo rimandata di qualche giorno.

Il successo della squadra di Allegri è, senza alcun dubbio, assolutamente meritato. Dopo qualche difficoltà iniziale, i rossoneri sono stati continui, hanno saputo soffrire nei momenti di emergenza (quando c'era fuori mezzo centrocampo e le soluzioni latitavano) e quando c'è stato da far male non hanno mai sbagliato, sbattendo sempre la porta in faccia a tutti quelli che tentavano di metterne in discussione il primato. L'eliminazione in Champions agli ottavi di finale per mano del Tottenham da un lato ha tolto al Milan il primo grande obiettivo stagionale, ma dall'altro ha permesso alla squadra di convogliare tutte le energie sul campionato, risultando più fresca delle altre al rush finale.

25 aprile 2011

Da zero a dieci: super Del Piero, Bari mestamente in B

Penso di non essere mai stato così in difficoltà come nell'ultimo periodo nell'aggiornare il blog. Del resto, 7 post in un mese sono pochissimi, ma davvero più di così non sono riuscito a fare. Comunque sia, ecco le mie pagelle settimanali, assieme alle quali porgo a tutti i lettori di questo piccolo angolo di web i miei migliori auguri di buona Pasqua.


VOTO 10 - ALESSANDRO DEL PIERO Per la serie "la classe non è acqua", Pinturicchio dimostra ancora una volta che anche se l'età avanza, rimane comunque un giocatore importante per questa Juve così carente di classe ed inventiva. Segna la doppietta che sembrava aver affondato il Catania, poi se Delneri lo toglie per mettere quello scandalo di Pepe non è certo colpa sua. Campione senza tempo.

VOTO 9 - AMAURI Il paracarro bianconero sembra essere sparito definitivamente, lasciando il posto ad un giocatore che sembra sulla buona strada per tornare quello di Palermo. La doppietta di Udine pesa tantissimo nell'economia della lotta salvezza, che se dovesse essere centrata avrebbe certamente in lui uno dei protagonisti principali. On fire.

VOTO 8 - FEDERICO BALZARETTI Ara la fascia di competenza, travolgendo Maggio e segnando un gol bello e importante. Prestazione che corona un campionato di altissimo livello, e che lo lancia tra i possibili uomini-mercato per la prossima estate. Stantuffo.

VOTO 7 - FRANCESCO LODI Non so in quanti calcino le punizioni come lui, in Italia. Di sicuro sono pochi, molto pochi. Quando si presenta dalla media distanza, il portiere deve necessariamente fare il segno della croce, perchè 1 su 3 la mette dentro: dopo la doppietta col Lecce, la perla che trafigge Buffon a tempo quasi scaduto regala un punto d'oro al Catania, ora sempre più vicino all'obiettivo. Arma letale.

12 aprile 2011

Da zero a dieci: Totti dà spettacolo, Sampdoria ormai nel baratro


VOTO 10 - FRANCESCO TOTTI Non si ferma più, e la sua Roma (ritornata al vecchio modulo con lui unica punta) firma una vittoria fondamentale grazie a due zampate da campione vero. Lo giudicavo in parabola discendente, ma evidentemente serviva solo una collocazione più consona a quelle che sono le sue reali possibilità attuali. Iradiddio.

VOTO 9 - SILVIO BERLUSCONI Quando diede la guida della squadra a Leonardo, non c'era un euro da spendere ed erano tanti i buchi da colmare. Adesso, dopo aver preso Ibrahimovic (di cui si è già stufato), Robinho e compagnia bella, promette in caso di scudetto almeno due campioni, magari Cristiano Ronaldo. Chissà, magari ha vinto al superenalotto.. Indecifrabile.

VOTO 8 - ALEXANDRE PATO Nel momento clou della stagione, ecco il Papero. Quello che "non è mai decisivo" e "nelle gare che contano scompare", dopo aver matato l'Inter nel derby firma anche la stoccata che mette ko la Fiorentina, regalando così una bella fetta di scudetto al Milan. L'aggancio in classifica marcatori ad Ibra è significativo, e dimostra che la media gol di Pato, considerando i minuti giocati, è assolutamente stratosferica. E Barbara, dagli spalti, applaude.. Arma letale.

VOTO 7 - ALESSANDRO MATRI Preso in fretta e furia dopo il crac di Quagliarella, l'attaccante venuto dalla Sardegna è stato probabilmente il miglior acquisto della Juventus 2010-11 assieme a Krasic. La butta dentro con regolarità impressionante (con quella di ieri al Genoa sono 18) e soprattutto è già diventato un punto di riferimento inamovibile là davanti. Della serie: altro che Amauri. Rivelazione.

11 aprile 2011

Juve, eri spacciata: contro Ruiu non c'è storia..

L'oracolo aveva parlato, e forse solo in pochi lo sapevano. Certo, se qualche juventino in più avesse preso coscienza della gravità della situazione già a luglio, non avrebbe passato intere domeniche a rodersi il fegato, rassegnandosi con grande anticipo all'ineluttabilità della sorte.

Solo qualche giorno fa ho preso visione del contributo video in cui è chiaro come fosse impossibile per la nuova Juventus puntare al benchè minimo piazzamento che non fosse, se va bene, un quarto posto. Credo sia doveroso condividere coi lettori di questo blog la prova che un'entità paranormale esiste, tifa Milan e a quanto pare ogni tanto si fa anche i cavoli delle altre squadre..

04 aprile 2011

Il derby di Leo e Allegri: storia di un confronto durato 45''..

Dopo diversi giorni di "silenzio" forzato per via di impegni incombenti, oggi mi vorrei soffermare sul derby che ha visto di fatto l'Inter soccombere nel gioco e nel risultato al cospetto di un Milan a cui in troppi avevano già fatto il funerale dopo il flop di Palermo.

Partirei intanto da questo video che risale al giorno dopo la sconfitta in Sicilia, in cui Federico Buffa analizza in modo a mio parere molto interessante le prestazioni dei rossoneri dell'ultimo periodo (derby escluso, ovviamente) e più in generale le problematiche di natura tattica legate al tipo di gioco del Milan di Allegri.


Il particolare chiave su cui è girato il derby è rinchiuso nella frase di Buffa, semplice ma quanto mai azzeccata: "Una cosa è dare a Pato 3 metri, un'altra è dargliene 10-15", sottolineando come le difese delle recenti avversarie del Milan abbiano fatto un figurone, seppur di fronte ad attaccanti di livello mondiale, proprio soffocando gli spazi di cui si nutrono elementi come il brasiliano. Sembra quasi una banalità, ma a quanto pare non lo è nemmeno tanto, visto che Leonardo ha impostato una gara suicida volta ad esaltare proprio le caratteristiche di velocista non solo del Papero, ma anche di Robinho. I due verdeoro (uno in veste di cecchino, l'altro di sciagurato divoratore di palle gol) hanno beneficiato sin dal 1' di autentiche praterie, nelle quali poi sono stati affondati i colpi mortali che hanno deciso la stracittadina.

22 marzo 2011

Da zero a dieci: miracolo Malesani, Matuzalem da bollino rosso!


VOTO 10 - ALBERTO MALESANI Il suo Bologna non fa niente di eccezionale, pareggiando 1-1 in casa col Genoa. Con questo punticino però i rossoblù toccano la fatidica quota 40, e il miracolo di una salvezza incredibile è ormai compiuto. Evidenti i meriti di un tecnico dato per finito, ma che ha messo in piedi una formazione combattiva, solida, difficile da affrontare per chiunque e quasi infallibile negli scontri diretti. Il tecnico veronese, dopo tante delusioni, ha così la sua rivincita. Volpone.

VOTO 9 - ALESSANDRO DEL PIERO Il tempo passa, la Juve annaspa, ma la sua classe è sempre cristallina. Gol da antologia che risolve la gara col Brescia, prestazione da capitano vero. Non sarà più uno da 90 minuti a partita, ma sa essere ancora decisivo. Lui. Fiore nel deserto.


VOTO 8 - FRANCESCO TOTTI Seconda doppietta consecutiva, che evita la sconfitta a Firenze. E con i due gol segnati al Franchi fanno 201 in serie A, roba grossa per uno che per anni è stato considerato un trequartista puro. E' in forma strepitosa, Ranieri aveva depresso anche lui. Trascinatore.

VOTO 7 - EDINSON CAVANI Ci si chiedeva dove fosse finito, il Matador. Ed eccolo, con una doppietta che suona tanto come uno "scusate il ritardo", dopo le ultime opache prestazioni. Secondo gol da incorniciare, freddo sul rigore: trascina il Napoli verso un sogno che continua oltre ogni previsione possibile, ed in questo sogno c'è tanto, tantissimo di suo. Macchina da gol.

20 marzo 2011

Milan, la frittata è servita..

Goian batte Abbiati: è l'1-0. (Foto Gazzetta.it)
Possiamo dirlo, il Milan sta ufficialmente provando a suicidarsi sportivamente. Cosa neanche troppo rara, nella storia di un campionato in cui tante volte è successo che la squadra saldamente al comando perda la brocca nel momento decisivo, commettendo il più classico degli harakiri calcistici. Che poi ci riesca o meno, è tutto da vedere, ma il tentativo è comunque di quelli seri.

Il curvone Napoli-Torino sembrava essere davvero l'ultimo serio ostacolo tra i rossoneri ed il tricolore. E se per consolidare la loro leadership sarebbero bastai anche 4 punti nelle due complicate trasferte, la squadra di Allegri è invece riuscita a saccheggiare prima il San Paolo e poi il Delle Alpi, stroncando le velleità di rimonta dei cugini e degli stessi partenopei.

Poi succede che la squadra esca dalla Champions League, nonostante la grande gara di Londra; e lì, improvvisamente, parte l'effetto domino. Pareggio in casa col Bari ormai con un piede e mezzo in serie B, sconfitta questa sera a Palermo al termine di una gara in cui si è vista una squadra involuta, che senza Ibrahimovic perde quello che è il fulcro di tutta la produzione offensiva. Certamente non era in forma, certamente domenica scorsa ha combinato una fesseria, ma c'è poco da fare: a questo Milan Ibra serve come il pane, e chi pensava che senza lo svedese si sarebbe visto un gioco migliore, è servito.

15 marzo 2011

Da zero a dieci: ciclone Udinese, largo al Suma-show!


Dopo una settimana di colpevole assenza (per adesso il tempo è più tiranno del solito!), torna la mia hit parade settimanale.

VOTO 10 - UDINESE Potremmo parlare dell'ennesima doppietta di Di Natale, della meravigliosa rete di Sanchez, o magari dello straordinario lavoro di Guidolin, ma la verità è una sola: questa Udinese è un collettivo meraviglioso, ed il 4-0 di Cagliari dimostra che ad oggi nessuno, squadroni compresi, è come loro. L'azione del quarto gol poi è da vedere, rivedere, e rivedere ancora: sembravano il Barcellona. Macchina da guerra.

VOTO 9 - LUIGI DELNERI Non si può dare un voto diverso ad uno che ogni settimana è impegnato in una finale. Ed anche se le prime tre gli sono andate male in compenso gliene restano nove, altro che triplete, cinquine, tombole e storie varie. In tutto questo proliferare di finali ha anche visto la Juventus giocare un buon calcio a Cesena, il che non guasta. Del resto i risultati sono importanti, ma anche l'occhio vuole la sua parte, no? Se poi mi dicesse (anche via mail) da chi si rifornisce, magari ci faccio un pensierino anche io: deve essere roba buonissima. Alice nella tana del Bianconiglio.

VOTO 8 - FRANCESCO TOTTI Torna ad essere decisivo nella gara più importante dell'anno. Primo tempo sufficiente, ripresa da campione con i due gol su calcio da fermo che fanno pendere la bilancia del derby dalla parte giallorossa. Matuzalem per poco non lo sfigura, lui provoca ma non cade nelle provocazioni: insomma, per un romano come lui, è il derby perfetto. Re di Roma.

VOTO 7 - EZEQUIEL LAVEZZI La sua assenza ha evidenziato ulteriormente quanto sia imprescindibile per questo Napoli, la prestazione di ieri lo ha ribadito con tanto di punto esclamativo finale. Confeziona l'assist del pari di Hamsik (in fuorigioco), poi provvede a siglare il raddoppio che uccide di fatto la partita. Per sicurezza stavolta non sputa neanche per terra: aveva paura che il prato del Tardini chiedesse la prova tv. Insostituibile.

06 marzo 2011

Juve, capolinea Delneri. O no?

Foto Gazzetta.it
Sinceramente quando leggo e sento parlare di biscottone, argomentando così uno Juve-Milan tra i peggiori degli ultimi 20 anni, mi viene da ridere. Sì, perchè va bene che siamo in Italia, ma pensare che in qualche modo una gara del genere possa essere stata influenzata da taciti accordi è pura e semplice follia. Detto questo, tanto per sgomberare il campo da illazioni di qualsiasi tipo, ho visto una Juventus, in una parola, orripilante. E adesso voglio vedere cosa si inventeranno quei fenomeni (sempre meno, a dire la verità) che ancora difendono (come se fosse il loro) l'operato della premiata ditta importata da Genova, roba che al confronto quando passavano gli Unni era la gita di una scolaresca.

Questa sera il Milan ha giocato una gara assolutamente ordinaria, tenendo il pallino del gioco senza però risultare particolarmente brillante in fase di possesso palla. Chiaramente, se giochi contro una squadra che non tira mai, e dico mai, in porta, può bastare pochissimo per portare a casa l'intera posta in palio. Ed infatti, è proprio quello che è successo: un'azione confusa, un pallone che arriva a Gattuso al limite dell'area, un sinistro a 0 km/h che basta però per battere un impreparato Buffon. Gioco, partita, incontro: i rossoneri mettono le mani su uno scudetto che adesso, passato a bottino pieno il ciclo dipinto come terribile con Napoli e Juventus, sembra davvero saldamente in pugno.

03 marzo 2011

Da zero a dieci: Sanchez Maravilla, flop Palermo


Con un pò di ritardo, ecco la mia hit parade della giornata di serie A.

VOTO 10 - ALEXIS SANCHEZ Quando a gennaio l'Inter si avvicinò sensibilmente al Nino Maravilla, le cifre che circolavano (25 milioni) sembravano folli. Provate a chiederlo adesso a Pozzo senza presentarvi con un assegno da almeno 30 milioni: vi riderà in faccia. Contro il Palermo visto domenica avrebbe segnato anche Pancev con 40 di febbre, ma la sua prestazione (con relativo poker, il primo della sua carriera italiana) rimane comunque superlativa. Talento purissimo, sembra avere l'argento vivo addosso. Scheggia impazzita.

VOTO 9 - ANTONIO DI NATALE La regolarità con cui segna da due anni a questa parte fa quasi passare inosservata l'ennesima tripletta del bomber napoletano, che sale a quota 21 e scavalca nuovamente Cavani in testa alla classifica cannonieri (già vinta l'anno scorso). Assieme a quel satanasso cileno fa a fette la panchina di Delio Rossi, mandando in orbita la sua Udinese: a posteriori, quella di tatuarsi addosso il bianconero friulano rifiutando quello della Juventus non è stata solo una scelta di vita, ma anche una scelta quantomai azzeccata. Capitano coraggioso.

VOTO 8 - MARCO DI VAIO Due reti alla Juventus, una più bella dell'altra, e il Bologna espugna Torino dopo 31 anni. Autentico simbolo di una squadra che nonostante mille difficoltà sta portando a termine una salvezza incredibile: i gol sono 16 adesso, e la doppia cifra è ormai a un passo. Killer.

VOTO 7 - ALEXANDRE PATO Finalmente una prestazione da trascinatore. Nella notte più importante diventa assolutamente devastante, rubando la scena a uno spento Ibrahimovic, ignorato tra l'altro nell'azione del 3-0. Quando però uno si inventa un gol del genere, c'è solo da applaudire, altro che storie. Può essere l'uomo decisivo per la seconda parte della stagione rossonera. Asso.

01 marzo 2011

Palermo, avanti un altro: ma stavolta, forse, è giusto così..

Rossi e Zamparini: c'eravamo tanto amati.. (foto Ansa.it)

La fortuna di avere un blog in cui dire la propria opinione senza alcun problema e senza censure di nessun tipo sta nel fatto che, giuste o sbagliate che siano le opinioni stesse, il blog ti è testimone. Se hai detto un'emerita idiozia, sta lì a testimoniarlo, se invece ti sei esposto e alla lunga i fatti ti hanno dato ragione, idem.

Da sempre ho individuato in Maurizio Zamparini uno dei mali del Palermo, per via del suo controverso rapporto con tecnici prima amati, poi sopportati, infine cacciati malamente dopo un logorante lavoro ai fianchi fatto di intromissioni, aspre critiche, feroci attacchi diretti su scelte iniziali, sostituzioni, questioni tattiche di ogni tipo. Un'opera quasi scientifica di svilimento professionale, che ha riservato finora sempre lo stesso triste epilogo.

La media degli esoneri operati dall'imprenditore friulano è da capogiro: 29 in 20 anni, più di uno all'anno, e spesso i nomi sono stati importanti come quelli di Guidolin (preso e ripreso più e più volte), Zaccheroni, Delneri, Zenga e, ultimo della lista, Rossi. Per non parlare di Ballardini, che dopo aver sostituito Colantuono lasciò a fine stagione dopo un ottimo campionato, perchè "stressato" proprio dal presidente rosanero, ad evidenziare la difficoltà di lavorare alle dipendenze di un elemento così "focoso" (tanto per usare un eufemismo).

22 febbraio 2011

Da zero a dieci: Paloschi sugli scudi, pollice verso alla curva del Cesena


VOTO 10 - ALBERTO PALOSCHI The Sun tempo fa lo indicò come uno dei più promettenti calciatori europei, ma la sfortuna che ha tartassato il rapace attaccante rossoblù è stata di quelle clamorose. Entra a 25' dalla fine, con il Genoa sotto 3-1, e firma una rimonta leggendaria con una doppietta da vero bomber di razza. Se gli infortuni lo lasciano in pace, il futuro è suo. Hombre del partido.

VOTO 9 - RODRIGO PALACIO Due gol e l'assist del 4-3: un pericolo costante, al Genoa è mancato come il pane. Spina nel fianco.

VOTO 8 - HERNANES Il gol è un gioiello, la prestazione è tornata in linea con quelle di inizio stagione: un affare incredibile, almeno questo i laziali a Lotito lo riconosceranno. Ago della bilancia.

VOTO 7 - WALTER MAZZARRI Fa turnover, vince e resta in scia. Per adesso, tutte le ciambelle gli riescono col buco. Harry Potter.

VOTO 6 - BORTOLO MUTTI "Abbiamo giocato troppo dimessi, la classifica è pesante". Lo era anche due settimane fa, eppure sembrava decisamente più ottimista. Pro-tempore.

09 febbraio 2011

Da zero a dieci: Eto'o marziano, redivivo Amauri


VOTO 10 - SAMUEL ETO'O Nello spettacolo di Inter-Roma, il camerunese si guadagna certamente la palma di hombre del partido. Incredibile il moto perpetuo dell'attaccante nerazzurro, sia che si tratti di far male davanti, sia che si tratti di sgobbare dietro per aiutare la squadra in fase di non possesso. Un piccolo gioiello il primo gol (seppur con la complicità di J. Sergio), poi è freddo sul rigore, serve l'assist a Motta ed entra prepotentemente nell'azione del definitivo 5-3. Può bastare? Gazzella.

VOTO 9 - FABRIZIO MICCOLI Segna nella sua Lecce con una punizione meravigliosa, non esulta e poco dopo non riesce a contenere le lacrime. Evento più unico che raro, segno che ancora nel calcio qualcuno dà un peso a sentimenti del genere. Romantico.

VOTO 8 - AMAURI Evidentemente l'aria di Torino gli faceva male, perchè altrimenti non si spiega una prestazione del genere alla seconda gara con il Parma. Prima segna la fine del suo digiuno dal gol dopo un anno, con una rovesciata da antologia, poi ci riprova e viene fermato dall'estremo difensore avversario, infine coglie una traversa con uno stacco imperioso di quelli a cui ci aveva abituato a Palermo. Nel mezzo, tanto movimento e la sensazione di aver visto finalmente un altro giocatore. Rigenerato.

VOTO 7 - ALESSANDRO MATRI Appena arrivato, si era già preso diversi rimbrotti per i troppi gol falliti nell'unica uscita in bianconero. Contro il suo Cagliari, l'attaccante dimostra che i gol li sa fare, eccome: due gol di pregevole fattura, ed anche lui decide di non esultare per rispetto verso la squadra che ne detiene ancora il cartellino. Con lui forse la Juventus ha trovato la soluzione giusta per risolvere i suoi problemi offensivi, anche se il riscatto a fine anno sarà tutt'altro che a prezzo di saldo. Manna dal cielo.

VOTO 6 - DELIO ROSSI Continua a battere sullo stesso tasto anche dopo il rocambolesco 4-2 di Lecce: "La mia è una squadra che gioca a calcio". Giusta precisazione, il suo presidente questo non lo ha ancora capito. Orgoglioso.

VOTO 5 - ENRICO VARRIALE Prova in tutti i modi a comunicare a Mihajlovic che sarebbe meglio se arrivasse prima all'appuntamento coi microfoni nel post partita, ma il tecnico viola non se lo caga di striscio. Poi passa la parola a Bruno Gentili per pochi secondi, e quest'ultimo si lascia andare ad una disquisizione tecnica nonostante l'avvertimento iniziale. Si gioca anche il jolly tirando in ballo il funzionario RAI, ma niente da fare. Fa quasi tenerezza. Ignorato.

VOTO 4 - LA CURVA DELL'INTER La panolada, per quanto coreografica, deve anche avere un senso. E francamente, un fallo da dietro di Kharja che fallo non era, ma che l'arbitro ravvisa come tale ammonendo il marocchino non è materiale sufficiente a far partire i fazzoletti bianchi. Esagitata.

VOTO 3 - SAMPDORIA Sono dolente, ma non posso che riconfermare questo votaccio per la squadra blucerchiata. La caduta libera sembra non avere fine, e adesso il terz'ultimo posto è solo a 5 punti. Se non inverte la rotta molto presto, la formazione genovese rischia di passare un rovente finale di stagione. Spenta.

VOTO 2 - MAROTTA E I VERTICI JUVE Rinnovo a Del Piero? Bah. Confusi.

VOTO 1 - GIUSEPPE CRUCIANI Ci fosse ancora il buon Maurizio Mosca, direbbe: chiiiiiiiiiii? In effetti, da dove sia sbucato questo qui l'ho scoperto da poco anche io grazie a Wikipedia e a JUVE90. Comunque sia, sta ad un opinionista di calcio come Martufello sta a Stephen Hawking, ed anche per sapere chi sia quest'ultimo vi rimando a Wikipedia. Al suo confronto anche Zazzeroni sembra capirne di calcio, e non credevo sinceramente fosse possibile. Intruso.

VOTO 0 - TUTTOSPORT La prima pagina di oggi parla di un possibile colpo-Pastore a giugno. Dopo aver annunciato Dzeko, Pazzini, Gilardino, Forlan, con i risultati che tutti sappiamo, almeno una volta tanto potrebbero avere la decenza di risparmiare l'inchiostro delle rotative. Cantastorie.

04 febbraio 2011

Sampdoria, è caos: lettera dei tifosi doriani a Garrone..


 La Sampdoria è caduta in un tunnel, tra l'altro quasi senza rendersene conto. Ad inizio campionato, pensare ad una coppia Pazzini-Cassano lontana da Genova sarebbe stata follia pura, adesso i due ex gemelli del gol sono andati a rinforzare le due milanesi con due operazioni che non sono fruttate altro che la miseria di 12 milioni più il cartellino di Biabiany.

Un sogno Champions tramontato già in agosto per mano del tutt'altro che irresistibile Werder Brema, la lite Cassano-Garrone finita in collegio arbitrale, la cessione in quattro e quattr'otto di un Pazzini che a Genova sembrava non vedere la porta quest'anno e con la nuova maglia nerazzurra ha già segnato 3 gol in 2 gare, diventando già decisivo: il giocattolo si è smontato troppo velocemente, restituendo al tifoso esaltato dalla stagione passata una squadra molle, senza nè arte nè parte, che vivacchia nell'anonimato ed ha adesso solo un margine di 6 punti sul terz'ultimo posto.

E adesso proprio la curva blucerchiata ha deciso di dire basta, di far sentire la sua voce in maniera netta e senza lasciare nulla da parte: ieri sera si è tenuta a Genova l'assemblea dei Gruppi della Sud, alla quale era stato invitato anche Garrone, che ha declinato l'invito chiedendo comunque ai supporters di sostenere la squadra in questo momento difficile. Per comunicare al presidente ciò che avrebbero voluto dirgli personalmente, i tifosi della Doria hanno deciso di scrivere una lettera articolata per punti, il cui testo (fonte fantagazzetta.it) è il seguente:

"Signor Presidente, le cose che leggerà di seguito avremmo voluto dirgliele di persona . Tuttavia, come noto, Lei ha ritenuto di declinare il nostro invito, fatto che ci ha profondamente deluso, anzi, lo riteniamo ingiustificabile. Crediamo che come presidente dell'U.C. Sampdoria avesse il dovere di confrontarsi apertamente con la sua tifoseria che mai è venuta meno al rispetto verso di Lei e al sostegno verso la squadra. Così non è stato e per iscritto Le facciamo presenti i nostri malumori, dubbi e domande riguardo al difficile momento che coinvolge tutti:
• Pretendiamo rispetto, quel rispetto che spesso è venuto a mancare nei nostri confronti. La ringraziamo per l'impegno e i successi alla guida della nostra Sampdoria, abbiamo imparato a memoria la storia della ballerina malata, ma non sopportiamo più di sentircela rinfacciare ad ogni sentore di difficoltà. Le circostanze che l'hanno portata alla presidenza dell'U.C. Sampdoria non vengano mai più usate come risposta alle nostre legittime perplessità.
• Riscontriamo la presenza, in ruoli chiave della società, di individui di dichiarata fede genoana. Converrà con noi che questa situazione, se mai lo è stata, non è più accettabile.
• Le chiediamo di analizzare seriamente e con serenità le sue intenzioni riguardo la permanenza alla guida della società. Se, come i fatti lasciano presagire, perverrà alla conclusione di voler passare la mano, si adoperi per individuare un acquirente degno della Sampdoria e dei Sampdoriani.
• Chiediamo apertamente l'esonero dell'allenatore Di Carlo. Mai siamo entrati in questioni tecniche, ma alla luce dei fatti questa è l'unica scossa che si possa dare ad una squadra palesemente priva di motivazioni"


Credo che sia una forma di protesta più che civile, e che come base non ha i risultati negativi della squadra bensì un clima attorno ad essa che non è più tollerato da chi ama la propria squadra e la vede implodere giorno dopo giorno. Esonerare Di Carlo credo sia un'eventualità che Garrone stia prendendo in considerazione a prescindere dalla spinta dei tifosi blucerchiati, più che altro perchè la Sampdoria vista sin qui è squadra senza nè arte nè parte, priva di gioco e di idee. Anche se chiaramente, ritrovarsi dall'oggi al domani senza Cassano prima, e senza Pazzini poi, non sarebbe semplice per nessuno.

Rimane il fatto che la Sampdoria non segna da 4 partite 4, e se non fosse stato per il ciclone Juan abbattutosi sulla Roma probabilmente saremmo di fronte ad una serie negativa clamorosa. Dopo il 3-0 al Bari risalente alla quindicesima giornata, questo il ruolino di marcia della formazione genovese:

Brescia-Sampdoria 1-0
Sampdoria - Genoa rinviata
Palermo - Sampdoria 3-0
Sampdoria - Roma 2-1
Lazio - Sampdoria 1-0
Sampdoria - Juventus 0-0
Napoli - Sampdoria 4-0
Sampdoria - Cagliari 0-1

In totale, fanno 7 partite giocate, con cinque sconfitte, un pari e una sola vittoria, 11 gol subiti e solamente 2 fatti (peraltro tutti in una sola gara). Crisi nerissima, e una scossa a questo punto sembra necessaria. Se non dovesse arrivare nemmeno quella, la prognosi per la malata sarà infausta..