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17 ottobre 2011

Napoli-Parma 1-2: un prevedibilissimo Mazzarri..



"Ci sono stati troppi falli tattici, il primo giallo è arrivato tardi. Se l'arbitro avesse ammonito prima, magari sarebbe stata un'altra partita. Le squadre che giocano dovrebbero essere tutelate. Il rigore su Lavezzi? Per me quello è rigore. L'arbitro non l'ha dato, ma come abbiamo sbagliato noi, puo' sbagliare anche lui: certo poteva cambiare l'andamento della gara. Ma come noi sbagliamo i gol, loro sbagliano in alcune occasioni come con la Fiorentina. Spero che alla fine si compensino"

Notate qualcosa che "stona" in questa dichiarazione post-partita?

Mentre vi scervellate per svelare l'arcano (ci metterete circa 4-5 secondi, ne sono certo), ribadisco il concetto più volte espresso su questo blog: grande allenatore, ma di sportività neanche l'ombra.

22 novembre 2009

Inter padrona a Bologna, oggi tocca a Juve e Milan. Colpaccio Parma a Firenze, ducali in paradiso


Un'Inter autoritaria passa agevolmente a Bologna, e si gode un fine settimana di tutto relax in vista della supersfida del Camp Nou (in programma martedì). Contro un Bologna a cui comunque la cura Colomba sembra stia facendo bene, i nerazzurri offrono una prestazione da grande squadra, senza incantare ma gestendo la gara dall'inizio alla fine.

Mourinho non ricorre al turnover, fatta eccezione per la staffetta programmata Balotelli-Eto'o e per la forzata rinuncia a Sneijder. Tutto invariato per il resto, con il rientro di Thiago Motta (90' per lui) in mezzo al campo, e Stankovic piazzato dietro le due punte. Il Bologna risponde con un modulo speculare, Adailton fantasista e coppia d'attacco Di Vaio-Zalayeta.

I nerazzurri passano al 22': calcio d'angolo di Balotelli, spizzata di testa di Lucio che serve Milito lasciato colpevolmente solo in area. L'attaccante argentino in area è una sentenza, e scaraventa il pallone alle spalle di un incolpevole Viviano, siglando il suo ottavo sigillo in campionato. Il Bologna però non si disunisce, e trova immediatamente il gol del pari con il redivivo Zalayeta, che sfrutta un lancio lungo e con un gran controllo taglia fuori una difesa interista troppo alta e disattenta, battendo poi in uscita Julio Cesar.

Nasce ancora da calcio d'angolo il gol del nuovo sorpasso della capolista: Maicon mette in mezzo, Balotelli segna un gol fotocopia al primo segnato al Palermo. Polemica l'esultanza del "colored" nerazzurro, forse a zittire il pubblico emiliano per dei cori razzisti. Nel secondo tempo l'Inter potrebbe chiudere la gara più volte, e lo fa con Cambiasso, già vicino al gol nel primo tempo: al minuto 72' il Cuchu capitalizza al meglio un assist del positivissimo Motta, e spegne ogni emozione per i minuti finali.

Mourinho vola così a +8 sulla Juventus, oggi impegnata a Udine, e si gode un'Inter positiva sia nella gestione della gara, che del possesso palla, e può guardare fiducioso all'impegno di Champions contro il Barcellona. Arrivano buone notizie anche dagli avversari, per il tecnico nerazzurro: Messi è ufficialmente out per la supersfida, dopo l'infortunio rimediato ieri nello 0-0 di Bilbao, e l'infermeria blaugrana conta anche diversi elementi alle prese con l'influenza (Marquez, Abidal). Sportività a parte, è difficile pensare che la notizia del ko della Pulce abbia lasciato impassibile l'ambiente interista.



E chi la Champions adesso la sogna è il sempre più sorprendente Parma di Guidolin, poco considerato nel precedente sondaggio di Blog nel pallone ma che fila come un treno verso traguardi alla vigilia impensabili. I ducali sbancano a sorpresa la Fiorentina al Franchi, e scavalcano così i viola in classifica, piazzandosi al terzo posto solitario in attesa delle gare di questo pomeriggio.

Pesanti per Prandelli i forfait di Mutu e Jovetic, che hanno privato la manovra offensiva della giusta inventiva, oltre alle defezioni importanti nel pacchetto arretrato. Tante le assenze tra i viola, ma grandi meriti ad un Parma arrivato in Toscana per giocarsi la partita e non per pensare a non prenderle.

La Fiorentina era andata anche in vantaggio per prima, con il solito Gilardino, abile a raccogliere un cross di Santana e spedire di testa alle spalle di Mirante. Passano però solo 5', e la difesa viola apre la galleria degli orrori: Zaccardo sfrutta uno svarione di Comotto, e serve in mezzo Amoruso che segna facilmente il gol del pari. Nella ripresa, è Bojinov a mettere in risalto le pecche della retroguardia gigliata, raccogliendo un cross piovuto dalla trequarti e portando così i suoi in vantaggio.

Gilardino, da grande attaccante, ristabilisce la parità con una nuova inzuccata sugli sviluppi di un corner, ma a dire l'ultima è ancora il Parma con Lanzafame, che addomestica uno strepitoso lancio di Panucci e beffa Frey. Il 3-2 è definitivo, nonostante un incontenibile Gila chiami al miracolo Mirante a pochi secondi dal fischio finale. L'impresa è servita, e il giovane Parma adesso vola.

01 novembre 2009

Sontuoso Napoli, Juve sorpresa. Borriello, gol da 3 punti


Il colpo che non t'aspetti. La Juventus "nucleare" (Buffon dixit) vista mercoledì contro la Sampdoria, crolla clamorosamente in casa contro un Napoli mai domo, capace di portare a termine la seconda rimonta consecutiva da 0-2, trovando stavolta anche il colpo del ko.

Non basta il doppio vantaggio, ad una Juve non brillante come quella di tre giorni fa: il Napoli nel secondo tempo prima regala il raddoppio a Giovinco, con un errore madornale di Contini, poi con l'innesto di Datolo cambia marcia alla sua partita e trova la rimonta storica grazie alla doppietta di Hamsik e al gol proprio dell'esterno argentino.

Ferrara è nuovamente sul banco degli imputati per la gestione della gara, e perde nettamente il confronto con il collega Mazzarri: il cambio Poulsen-Amauri (poi espulso nel finale), operato per un ipotetico arrembaggio finale, si rivela un suicidio tattico, privando i bianconeri, già in palese affanno, di un ulteriore elemento di copertura. La volpe che siede invece sulla panchina partenopea ha gestito ancora una volta in modo eccellente le risorse a sua disposizione: mette dentro Datolo per Campagnaro, dopo la sciagurata prestazione del difensore argentino, e lancia al momento giusto Quagliarella per un comunque ottimo Denis.



E' una Juve che non riesce a trovare una continuità di gioco e risultati, e gli infortuni (Camoranesi, Sissoko, Marchisio) non devono e non possono essere una giustificazione, non quando stai vincendo 2-0 e hai la partita completamente in pugno. Disastroso Tiago, distratto Cannavaro, deludenti i brasiliani Melo e Diego, fiori all'occhiello della campagna acquisti, e costati in due la bellezza d 50 milioni di euro. In particolare il centrocampista prelevato dalla Fiorentina non è ancora riuscito a dare una giustificazione all'ingente esborso, risultando spesso svagato, poco affidabile, e dallo svarione facile. Sopravvalutato? E' possibile.

E adesso, c'è una potenziale autostrada per l'Inter, impegnata a Livorno: se i nerazzurri, che comunque giocheranno con una formazione rimaneggiata in vista di Kiev, faranno bottino pieno, andranno a +7.

Continua la serie positiva il Milan, che coglie la quarta vittoria nelle ultime cinque gare (e senza i folli minuti finali di Napoli, sarebbe stato filotto), battendo un buon Parma grazie alla doppietta di Borriello.


Il ritorno del centravanti è solo uno dei motivi che ha Leonardo per sorridere: il 4-2-3-1 varato ieri sembra un modulo funzionale e che ben si può sposare con le caratteristiche degli uomini a disposizione: davanti alla difesa Pirlo e Gattuso, tridente Pato-Seedorf-Ronaldinho alle spalle del centravanti che mancava: proprio Borriello, più adatto di Inzaghi a fare reparto da solo e a sportellare con i difensori avversari. Dinho, nonostante le lunghe pause, è tornato determinante, con due assist decisivi per i gol rossoneri, e Pato anche in una posizione più defilata può fare malissimo con le sue accelerazioni.

Milan che così va a -2 proprio dalla Juve, e vede il secondo posto come un traguardo non più lontano, ma a portata di mano. Visto il terribile inizio, per Leo c'è di che sorridere.


24 maggio 2009

Tragedia a Parma: morto il tifoso vicentino

Non ce l'ha fatta Eugenio Bortolon, il tifoso 19enne precipitato ieri dal settore ospiti dello stadio Tardini di Parma. Le sue condizioni, già gravissime ieri, sono andata peggiorando fino alla morte per arresto cardiaco, dopo che era stato ricoverato all'Ospedale maggiore di Parma.

A nulla è servito l'intervento chirurgico all'addome, a cui era stato sottoposto il ragazzo. Durante l'operazione le condizioni del paziente si sono aggravate, "a causa di una gravissima emorragia e per il concomitante gravissimo trauma cranio-facciale". Nonostante le terapie adottate - conclude la note - la funzione cardio-circolatoria si è deteriorata fino all'arresto cardiaco".

Testimonianze e interrogatori di queste ore stanno intanto cercando di ricostruire con esattezza quanto accaduto. Bortolon, che da poco tempo seguiva in trasferta la compagine vicentina, si sarebbe semplicemente sporto dalla balaustra che chiude sui due lati la curva che ospita i tifosi ospiti, e avrebbe perso l'equilibrio, precipitando per alcuni metri. Contrariamente a quanto dichiarato in un primo momento, la gravità di quanto accaduto sarebbe stata immediatamente percepita da tutto lo stadio. Circostanza che riaccende le inevitabili polemiche sulla decisione di continuare la partita, dopo la sospensione voluta dai giocatori in campo, con Leon che spedisce il pallone in tribuna e le due squadre che si raccolgono in mezzo al campo ad aspettare notizie sulel condizioni del giovane. Poi, dopo 20 minuti, l'annuncio dello speaker del Tardini che parla di "condizioni critiche ma stabilizzate", e la decisione di portare a termine i 90 minuti. Le condizioni di Bortolon, in realtà, erano già gravissime.

Doveva essere un giorno di festa per la città di Parma, dopo che la squadra era riuscita ad ottenere la certezza del ritorno in serie A. E invece si è consumata la tragedia. Una assurda tragedia.

Stadi ancora una volta teatro di morte. E anche se stavolta non c'entrano scontri tra tifosi nè violenze sugli spalti, rimane la tristezza per eventi che con lo sport non dovrebbero mai avere nulla a che fare. Oggi sui campi si osserverà un minuto di silenzio.