12 giugno 2009

Sudafrica 2010: i risultati della zona Europea

Settimana di amichevoli per le nazionali in preparazione per l'imminente Confederations Cup, ma anche di gare valide per la qualificazione al mondiale sudafricano.

Questa la situazione girone per girone.

GRUPPO 1
La Svezia di Ibrahimovic è quasi fuori dalla rassegna sudafricana. La sconfitta interna contro la Danimarca rende quasi inutile il susseguente 4-0 contro Malta (a segno anche l'attaccante nerazzurro). Non sta bene neanche il Portogallo, che nonostante la vittoria di sabato in Albania rimane sempre a -4 dall'Ungheria seconda. Il tempo stinge, ma con quattro giornate da giocare ancora può succedere tutto.

Sabato 6 giugno
Svezia - Danimarca 0 - 1 (22' Kahlenberg)
Albania - Portogallo 1 - 2 (27' Almeida, 28' Bogdani, 90' Alves)
Mercoledì 10 giugno
Svezia - Malta 4 - 0 (22' Källström, 52' Majstorovic, 56' Ibrahimovic, 58' Berg)

Squadra G V N P F S DR PT
Bandiera della Danimarca Danimarca
6 5 1 0 13 2 +11 16
Bandiera dell'Ungheria Ungheria
6 4 1 1 8 2 +6 13
Bandiera del Portogallo Portogallo
6 2 3 1 8 4 +4 9
Bandiera della Svezia Svezia 6 2 3 1 6 2 +4 9
Bandiera dell'Albania Albania
8 1 3 4 4 8 -4 6
Bandiera di Malta Malta
8 0 1 7 0 21 -21 1

GRUPPO 3
La Slovacchia sbriga facilmente la formalità San Marino, con un corposo 7-0, ed è sempre più prima nel girone. L'Irlanda del Nord, seconda e con una partita in più, è a -2.

Sabato 6 giugno

Slovacchia - San Marino 7 - 0 (3',32' Cech, 12' Pekarik, 35' Stoch, 42' Kozak, 63' Jakubko 68' Hanzel)

Squadra G V N P F S DR PT
Bandiera della Slovacchia Slovacchia
6 5 0 1 17 6 +11 15
Bandiera dell'Irlanda del Nord Irlanda del Nord
7 4 1 2 12 6 +6 13
Bandiera della Polonia Polonia
6 3 1 2 18 7 +11 10
Bandiera della Repubblica Ceca Repubblica Ceca 6 2 2 2 6 4 +2 8
Bandiera della Slovenia Slovenia
6 2 2 2 5 4 +1 8
Bandiera di San Marino San Marino
7 0 0 7 1 32 -31 0

GRUPPO 4
La Russia di Guus Hiddink passa in Finlandia ed elimina di fatto gli scandinavi dalla corsa alle prime due posizioni. Il 3-0 maturato in terra finnica porta i russi a un punto dalla Germania capolista e alimenta il testa a testa per il primo posto nel girone. Per Finlandia e Galles, inutili le vittorie di sabato su Liechtenstein e Azerbaigian.

Sabato 6 giugno
Finlandia - Liechtenstein 2 - 1 (13' Frick, 33' Forssell, 71' Johansson)
Azerbaigian - Galles 0 - 1 (41' Edwards)
Mercoledì 10 giugno
Finlandia - Russia 0 - 3 (28',53' Kerzhakov, 71' Zyrianov)

Squadra G V N P F S DR PT
Bandiera della Germania Germania
6 5 1 0 18 4 +14 16
Bandiera della Russia Russia
6 5 0 1 12 3 +9 15
Bandiera della Finlandia Finlandia
6 3 1 2 8 10 -2 10
Bandiera del Galles Galles
7 3 0 4 5 7 -2 9
Bandiera dell'Azerbaigian Azerbaigian
5 0 1 4 0 5 -5 1
Bandiera del Liechtenstein Liechtenstein
6 0 1 5 1 15 -14 1

GRUPPO 6
Scorpacciata di gol per l'Inghilterra di Fabio Capello, che fila sempre più col vento in poppa verso Johannesburg. Tra sabato e mercoledì, 10 i gol dei leoni tra Kazakistan e Andorra, che mantengono la porta inviolata. Per il secondo posto, continua la sfida Croazia-Ucraina, ancora appaiate a quota 11 dopo il 2-2 di Zagabria.

Sabato 6 giugno
Croazia - Ucraina 2 - 2 (2' Petric, 13' Shevchenko, 54' Gay, 68' Modric)
Kazakistan - Inghilterra 0 - 4 (40' Barry, 47' Heskey, 73' Rooney, 77' Lampard)
Bielorussia - Andorra 5 - 1 (2',76' Bliznyuk, 44' Kalachev, 50',65' Kornilenko, 93' Lima)
Mercoledì 10 giugno
Ucraina - Kazakistan 2 - 1 (19' Nusserbayev, 33',47' Nazarenko)
Inghilterra - Andorra 6 - 0 (4',39' Rooney, 29' Lampard, 73',76'Defoe, 80' Crouch)

Squadra G V N P F S DR PT
Bandiera dell'Inghilterra Inghilterra
7 7 0 0 26 4 +22 21
Bandiera della Croazia Croazia
6 3 2 1 12 6 +6 11
Bandiera dell'Ucraina Ucraina
6 3 2 1 9 6 +3 11
Bandiera della Bielorussia Bielorussia
5 3 0 2 14 7 +7 9
Bandiera del Kazakistan Kazakistan
7 1 0 6 7 22 -15 3
Bandiera di Andorra Andorra 7 0 0 7 2 25 -23 0

GRUPPO 7
La Serbia si impone sull'Austria e va a +8 sulla Francia, che però ha due partite in meno. Inutile vittoria della Romania in Lituania.

Sabato 6 giugno
Lituania - Romania 0 - 1 (38' Marica)
Serbia - Austria 1 - 0 (7' Milijaš)

Squadra G V N P F S DR PT
Bandiera della Serbia Serbia 7 6 0 1 15 5 +10 18
Bandiera della Francia Francia
5 3 1 1 7 6 +1 10
Bandiera della Lituania Lituania
7 3 0 4 6 6 0 9
Bandiera dell'Austria Austria 6 2 1 3 7 9 -2 7
Bandiera della Romania Romania
6 2 1 3 7 10 -3 7
Bandiera delle Isole Fær Øer Isole Fær Øer 5 0 1 4 1 7 -6 1

GRUPPO 8
La Bulgaria ferma l'Irlanda di Trapattoni, che col pareggio di Sofia rimane un punto dietro agli azzurri, ma con una partita in più. Il pari tra Cipro e Montenegro vale solo per le statistiche.

Sabato 6 giugno
Bulgaria - Irlanda 1 - 1 (24' Dunne, 29' Telkiyski)
Cipro - Montenegro 2 - 2 (13' Konstantinou, 45' Michael, 65',67' Damjanović)

Squadra G V N P F S DR PT
Bandiera dell'Italia Italia
6 4 2 0 9 3 +6 14
Bandiera dell'Irlanda Irlanda
7 3 4 0 8 5 +3 13
Bandiera della Bulgaria Bulgaria
6 1 5 0 6 4 +2 8
Bandiera di Cipro Cipro
6 1 2 3 6 9 -3 5
Bandiera del Montenegro Montenegro
6 0 4 2 5 8 -3 4
Bandiera della Georgia Georgia
7 0 3 4 4 9 -5 3

GRUPPO 9
Inarrestabile Olanda, che allunga il filotto di vittorie a 7, Islanda e Norvegia. Dietro gli orange, lotta aperta per il secondo posto.

Sabato 6 giugno
Macedonia - Norvegia 0 - 0
Islanda - Olanda 1 - 2 (8' De Jong, 18' Van Bommel, 46' Sigurdsson)
Mercoledì 10 giugno
Olanda - Norvegia 2 - 0 (32' Ooijer, 51' Robben)
Macedonia - Islanda 2 - 0 (10' Stoikov, 85' Ivanovski)

Squadra G V N P F S DR PT
Bandiera dell'Olanda Olanda
7 7 0 0 16 2 +14 21
Bandiera della Scozia Scozia
5 2 1 2 4 6 -2 7
Bandiera della Macedonia Macedonia
6 2 1 3 4 7 -3 7
Bandiera dell'Islanda Islanda
7 1 1 5 6 12 -6 4
Bandiera della Norvegia Norvegia
5 0 3 2 2 5 -3 3

Sudafrica 2010: i risultati della zona Sudamericana

Nella 14° giornata del girone di qualificazione sudamericano per Sudafrica 2010, fa rumore il tonfo dell'Argentina di Maradona in casa dell'Ecuador: la seleccion biancoceleste non tollera l'altitudine, e dopo la batosta in Bolivia cede nel finale a Quito, per effetto dei gol di Ayovì e Palacios. Risultato che dà speranza all'Ecuador e relega Messi e compagni al quarto posto nel girone, ultimo utile per l'accesso diretto al mondiale sudafricano.

Nel delicato spareggio di Recife, il Brasile non fallisce l'appuntamento, e battendo il Paraguay si garantisce il primo posto nel girone e di fatto il passaporto per Johannesburg. Si era messa male per i verdeoro di Dunga, andati sotto al 25' dopo il gol su punizione di Cabanas. La rimonta arriva a cavallo tra lo scadere del primo tempo e l'inizio del secondo, e porta le firme di Robinho e Nilmar.

Passo avanti importante anche per il Cile, che a Santiago fa a pezzi la Bolivia con un pesante 4-0: i gol di Beasuejour, Estrada e la doppietta dell'udinese Sanchez regalano il secondo posto solitario a un punto del Brasile, a +6 sull'Ecuador quinto.

L'Uruguay la combina grossa in Venezuela, facendosi raggiungere e perdendo così l'opportunità di rosicchiare punti importanti all'Argentina. Dopo il vantaggio venezuelano di Maldonado, le reti di Suarez e Forlan sembravano dare la vittoria alla celeste, ma la doccia fredda arriva al 75' col gol di Rey che fissa il punteggio sul 2-2.

A Medellìn, la Colombia si impone col minimo scarto sul fanalino di coda Perù. Il gol di Garcìa dà ancora un barlume di speranza alla squadra di Pinto, ora appaiata al Venezuela a quota 17.

Questa la situazione nel girone sudamericano, a quattro giornate dal termine:

Squadra G7 V N P F S DR PT
Bandiera del Brasile Brasile 14 7 6 1 25 6 +19 27
Bandiera del Cile Cile 14 8 2 4 23 14 +9 26
Bandiera del Paraguay Paraguay 14 7 3 4 20 13 +7 24
Bandiera dell'Argentina Argentina 14 6 4 4 19 15 +4 22
Bandiera dell'Ecuador Ecuador 14 5 5 4 18 20 -2 20
Bandiera dell'Uruguay Uruguay 14 4 6 4 23 16 +7 18
Bandiera del Venezuela Venezuela 14 5 2 7 17 24 -7 17
Bandiera della Colombia Colombia 14 4 5 5 7 11 -4 17
Bandiera della Bolivia Bolivia 14 3 3 8 19 30 -12 12
Bandiera del Perù Perù 14 1 4 9 7 29 -22 7

(in blu le qualificate al mondiale, in rosso la squadra che andrà allo spareggio)

11 giugno 2009

Effetto Perez: dopo Kakà, ecco Cristiano Ronaldo!

Chiamatelo effetto-Perez, se vi va. Un ciclone che si è abbattuto sul mondo calcistico europeo, e promette di durare ancora parecchio. Dopo il colpaccio Kakà, il neo-presidente blancos ha chiuso un'altra, onerosissima, clamorosa operazione: Cristiano Ronaldo passa dal Manchester Utd al Real Madrid per la cifra record di 93 milioni di euro. Roba da far accapponare la pelle, cifre che oggi sono impensabili per chiunque, tranne che per Florentino.

Florentino che quando promette, difficilmente tradisce. E stavolta, l'ha davvero fatta grossa. In pochi pensavano che dopo l'acquisto di Kakà (costato 68 milioni, mica bruscolini) sarebbe arrivato anche l'asso portoghese: e invece, i due fenomeni giocheranno entrambi con la camiseta blanca, in quello che inizia a somigliare sempre più a un dream team.

Qualche giorno fa su "Daily Star" e "The Independent" circolò la notizia secondo la quale Ronaldo sarebbe tutelato da una clausola di 30 milioni di euro nel caso in cui gli spagnoli cambiassero idea e non lo volessero più. In pratica, la scorsa estate, quando Ramon Calderon fece di tutto per strapparlo allo United, l'agente del portoghese, il connazionale Jorge Mendes, pretese l'inserimento della penale (reciproca). Ma a quanto pare non ci sarà nessuna penale da pagare: il Manchester Utd sul suo sito ha annunciato che "su richiesta di Cristiano, che ha espresso nuovamente il suo desiderio di andare via, e dopo aver parlato con i rappresentati del giocatore, lo United ha autorizzato il Real Madrid a parlare con il giocatore. La questione dovrebbe risolversi entro il 30 giugno".

161 milioni di euro per due giocatori: la crisi non abita a Madrid. E il tecnico cileno Pellegrini, nuovo allenatore del Real, già gongola.La "shopping list" del presidente madrileno non si è ancora esaurita: nel mirino ci sono anche Villa, Silva, Ribery. E dietro il mal di pancia di Maicon, potrebbero esserci ancora i tentacoli di Florentino.

09 giugno 2009

Si volta pagina: l'alba della nuova serie A

Le ostilità si sono chiuse ormai da nove giorni, e mentre chi più chi meno si gode le vacanze prima del ritorno al calcio giocato, la serie A cambia faccia.

L'Inter scudettata di Mourinho, dopo il doppio colpo Milito-Motta ha perso alcune colonne argentine ormai a fine contratto: Crespo è da qualche giorno un giocatore del Genoa, Figo ha dato l'addio al calcio, mentre Cruz è in cerca di sistemazione. Per Vieira, che sembra non rientrare nei piani del tecnico nerazzurro, è probabile la destinazione Francia (Lione o Psg). Non arriva l'ufficialità dell'acquisto dell'attaccante Arnautovic, ma sembra vicina così come quella per il difensore dai piedi buoni che Mourinho ha individuato in Ricardo Carvalho del Chelsea. A tenere banco, ovviamente, è la questione Ibrahimovic, da cui dipenderà gran parte del mercato dei campioni d'Italia: se lo svedese riuscirà a vedere soddisfatta la sua voglia di Barcellona, allora l'Inter dovrà puntare a un attaccante di livello mondiale e potrebbe trovarsi con una liquidità importante per puntellare anche il centrocampo; viceversa, se dovesse restare, allora con un altro paio di acquisti l'Inter 2009-10 sarà già completa.

Il Milan del dopo Ancelotti riparte da Leonardo (che sta seguendo a Coverciano il corso per il patentino di allenatore di prima categoria) e sarà orfano di Kakà. Berlusconi vuole un Milan imperniato su Ronaldinho, ma i dubbi sulla tenuta fisica del brasiliano rimangono. Dubbi che adesso rivestono anche il futuro a Milano di Pirlo, alle prese con una "scelta": restare al Milan, o gettarsi in una nuova sfida, magari seguendo Ancelotti al Chelsea. Il tecnico emiliano infatti vorrebbe proprio il centrocampista bresciano come playmaker per la sua nuova sfida inglese: il Milan ascolta, e intanto chiede Drogba. Per il ruolo di punta centrale, i rossoneri sono molto interessati a Dzeko, al punto che secondo alcune fonti il bosniaco si sarebbe già accordato con la formazione di Leonardo.

Comincia a prendere forma anche la nuova Juventus, che ha scelto Ciro Ferrara come timoniere per il nuovo corso post-Ranieri. Juventus che dirà addio al vecchio 4-4-2 per passare a un 4-3-1-2 con il nuovo acquisto Diego a giostrare dietro alle due punte. Punte che saranno? Del Piero rimarrà, così come Iaquinta, e dovrebbe rimanere anche Amauri, a meno di offerte importanti. Trezeguet invece è ricercato da mezza Europa, costa sui 10 milioni e sembra che il suo sacrificio sia assolutamente indispensabile per rinforzare altri reparti. In particolare, la Juve cerca un regista di centrocampo, e ha individuato in D'Agostino dell'Udinese l'uomo che fa al caso suo. Pozzo ha sparato alto, ma la sensazione è che l'affare si farà, poi i dirigenti bianconeri punteranno a un esterno sinistro di spinta: Grosso o Dossena i nomi caldi.

Il Genoa europeo avrà, oltre a Crespo, anche Quaresma. L'accordo non c'è ancora, ma sembra che a giorni, se non a ore, arriverà la fumata bianca. Il portoghese, buco nell'acqua dello scorso mercato interista, andrà ad alleggerire il prezzo dell'affare Milito-Motta, diventando una nuova pedina di scambio oltre ai prestiti di Viviano, Bonucci e Bolzoni.

La Lazio, fresca vincitrice della coppa Italia, cambia guida tecnica: Delio Rossi ha ufficializzato ieri il suo divorzio dalla Lazio. Queste le parole del tecnico romagnolo, visibilmente emozionato: "Mi dispiace anche perchè quando alleno una squadra penso di rimanerci a vita - dice il tecnico - sennò non riesco a tarsmettere qualcosa. A Roma ho comprato anche casa, ci vivrò in futuro. Formello è la mia casa, e ci tenevo a dare qui l'addio. Dispiace perchè c'è ancora tanto da fare. Secondo me non doveva andare così. Sono molto sereno, mi sono accorto di non fare più parte di questo progetto tattico. È una decisione maturata quindici giorni fa. Una scelta ponderata: è finita".

Tante le panchine che cambiano: l'Atalanta prende Gregucci, dopo l'addio di Del Neri approdato alla Sampdoria; Zenga lascia Catania per approdare a Palermo, dopo il saluto di Ballardini (a Catania arriva Atzori). Rimane out per il momento Mazzarri, che pensa all'estero (Spagna in particolare), mentre Allegri resta a Cagliari anche se la Lazio è sulle sue tracce.

Il Napoli, presi Cigarini e Quagliarella, continuerà con Donadoni ed è alle prese con la grana-Lavezzi: per lo scontento argentino c'è il Liverpool pronto a portarlo via.

Insomma, non siamo neanche a metà giugno, e già di movimento ce n'è parecchio. Come aveva detto Caliendo, "sarà l'estate più movimentata degli ultimi 15-20 anni": la speranza è quella di non arrivare a settembre con le ossa rotte e tanti campioni in meno..

Kakà è del Real Madrid, inizia l'esodo?

Dopo un lungo tira e molla, che ha portato all'allungarsi dei tempi dell'annuncio, è arrivata l'ufficialità: il Milan ha ceduto Kakà al Real Madrid per una cifra che si aggira sui 68 milioni di euro.

A mezzanotte e mezza il comunicato sul sito del Real che anticipa la conferenza quando in Europa è notte fonda. «Kakà ha superato i test fisici, ha firmato un contratto con il Real per le prossime sei stagioni». Si chiude così dopo 6 anni la lunga parentesi rossonera di uno dei calciatori più forti e decisivi al mondo.

Già negli ultimi giorni Berlusconi e Galliani avevano anticipato la cessione pressochè conclusa dell'asso brasiliano, sacrificato per "esigenze di bilancio". «Il Milan non può perdere 70 milioni di euro ogni anno"», il coro unanime dei massimi dirigenti rossoneri. E così, dopo aver respinto a gennaio l'offensiva del Manchester City, adesso il Milan ha dovuto cedere alle lusinghe di Perez, che con investimenti importanti è pronto a creare una squadra che ripeta le gesta dei suoi precedenti Real.

Da Recife, dove è in ritiro con la Seleçao, Kakà rilascia le sue prime considerazioni da madridista, e precisa subito alcuni particolari sulla sua cessione: « Il Milan non aveva mai passato una crisi come quella che sta attraversando ora, è stata la prima volta che la società ha pensato di vendere un giocatore». Il Milan ha quindi «dovuto fare questo sacrificio, e credo che il club non abbia alcuna colpa di ciò. Comprendo perfettamente bene la posizione del Milan», e ha voluto ricordare «di aver sempre detto che, nel caso di lasciare il Milan, sarei andato al Real. Il mio trasferimento non è stata una questione monetaria, perchè ho ricevuto offerte superiori», ha concluso Kakà, riferendosi proprio alle proposte avanzate dal Manchester City.

Il Milan adesso pensa a come placare l'ira dei tifosi, e punta a Dzeko, bomber bosniaco del Wolfsburg campione di Germania. Sembra che le trattative siano avviate, ma la richiesta dei tedeschi di 30 milioni difficilmente verrà esaudita dal club di Via Turati. E sicuramente, non basterà un promettentissimo Dzeko a tappare la falla aperta dall cessione dell'ex pallone d'oro.

Volendo ampliare il discorso, la cessione di Kakà è un segnale preoccupante non solo per il Milan, bensì per tutto il calcio italiano. Quella di Kakà potrebbe essere solo la prima cessione importante di un'estate che si presenta complicata, a dimostrazione di un campionato che non attirà più e di un potere economico che i nostri club oggi non hanno. Siamo all'inizio di uno stravolgimento dei club di primo piano del palcoscenico italiano: i nostri campioni (vedi Ibrahimovic, di cui scriverò a parte) sono affascinati dalle sirene estere, mentre all'estero non riscuotiamo altrettanto appeal sui campioni sparsi per l'Europa. Il rischio forte, è che la forbice che si è aperta tra noi e la coppia Inghilterra-Spagna si allarghi sempre di più.

01 giugno 2009

Ibra sul trono del gol, ma è quasi addio. Milan in Champions con Leonardo, retrocede il Torino

L'Inter chiude in bellezza il suo campionato, cogliendo anche l'ultimo successo stagionale e centrando l'obiettivo che Mourinho stesso aveva posto: far vincere a Ibrahimovic il titolo di capocannoniere della serie A. Lo svedese segna due gol nel pirotecnico 4-3 di San Siro contro l'Atalanta, e beffa sul filo di lana Di Vaio e Milito, chiudendo a quota 25 reti.

Una girandola di gol al Meazza: Muntari apre, pareggio di Doni, Ibra fa 2-1 prima che Cigarini indovini il tiro da fuori area; nel secondo tempo, uno splendido calcio di punizione di Doni dà il vantaggio agli orobici, poi la rimonta nerazzurra è firmata Cambiasso e, manco a dirlo, Ibrahimovic (splendido colpo di tacco). E' la gara dell'addio a Luis Figo, che lascia il calcio al 43' del primo tempo dopo una carriera straordinaria. E potrebbe essere stata anche l'ultima gara del neo-capocannoniere del campionato con la maglia dell'Inter. I commenti sibilini dello svedese lasciano intendere che sta solo aspettando la grande offerta, anche se precisa che "per ora non c'è niente". L'attaccante ha più volte precisato che lui "non è uno che si lega a vita a un club" e domenica ha rincarato la dose affermando che "in Italia ha vinto tutto, 5 scudetti di fila" e quindi di fatto non sa se avrebbe ancora stimoli continuando nella serie A. Il suo obiettivo, manco a dirlo, è la Champions League.

Non è solo lo svedese a dare perplessità ai suoi tifosi. A Firenze, nella gara valevole per il terzo posto tra Fiorentina e Milan, è il giorno del saluto di Carlo Ancelotti, del definitivo addio al calcio di Paolo Maldini, e della possibile ultima apparizione di Kakà con la maglia rossonera. L'ex pallone d'oro potrebbe essere ceduto al Real Madrid, e di fronte ad una nuova offerta faraonica stavolta il Milan potrebbe cedere.

Milan che fa comunque l'impresa, espugnando con una prestazione convincente il Franchi, con le reti proprio di Kakà e di Pato (subentrato nel secondo tempo a Inzaghi). Pochi minuti dopo il fischio finale, nasce il nuovo Milan: Ancelotti ufficializza quello che si sapeva già, ovvero il suo addio con destinazione Chelsea, e Galliani annuncia l'ingaggio di Leonardo (presentato ieri) come guida tecnica. E il tramonto di un epoca, e l'inizio di una nuova.

E nel giorno degli addii illustri figura anche quello di Pavel Nedved alla Juventus. Il ceco continuerà ancora per un anno o due a dare l'anima in campo, ma non lo farà più per i colori bianconeri. Alla base della scelta del biondo centrocampista, probabilmente qualche screzio con alcuni vertici societari.

La Juve in campo conserva il secondo posto, battendo 2-0 una Lazio ormai in vacanza grazie a una doppietta di Iaquinta, miglior marcatore bianconero assieme ad Amauri. Missione compiuta per Ferrara dunque, che ora va in stand-by in attesa delle scelte societarie sul prossimo allenatore della squadra. Conte e Spalletti i papabili, anche se non è da escludere una riconferma dell'ex difensore napoletano.

Rimaneva da emettere solo un altro verdetto, quasi emesso domenica scorsa peraltro: nessuna sorpresa, in B va il Torino a cui non è riuscito il miracolo di ribaltare a sua favore la situazione compromessa una settimana fa col ko interno contro il Genoa. A Roma, i granata si illudono con Vailatti, ma poi subiscono la rimonta giallorossa firmata Menez-Vucinic-Totti, prima del gol inutile di Ventola. Il Bologna risponde al Dall'Ara con una vittoria, battendo il Catania 3-1 e cogliendo così una salvezza che fino a qualche settimana prima sembrava un assoluto miraggio.

Di Vaio, alla rete numero 24 in campionato, tocca le 101 in serie A, ma non gli basta per vincere il titolo di re dei bomber. L'attaccante romano finisce dietro a Ibrahimovic, assieme a Milito.

Festa del gol a Udine, dove Quagliarella si congeda ai suoi tifosi: il suo passaggio al Napoli è ufficiale. Il 6-2 del Friuli stabilisce il nuovo primato stagionale di reti (otto). Vanno in rete oltre a Quagliarella anche Floro Flores, Pepe, Pasquale, Asamoah e il giovane nigeriano Ighalo; per i sardi, gol di Parola e Acquafresca su rigore.

Tanti gol anche in Genoa-Lecce, che termina 4-1 per i liguri (doppietta di Milito), Palermo-Sampdoria (2-2) e Napoli-Chievo (2-0), gare comunque valevoli solo per la statistica.