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22 ottobre 2010

Un uomo solo..


Che questa Roma non fosse al pari di Inter, Milan e le altre grandi d'Europa, lo dico dall'inizio della stagione e non voglio aggiungere altro che non abbia già detto qualche giorno fa riguardo la squadra giallorossa e il suo reale valore.

Voglio però puntare il dito ancora su Ranieri, e giuro, non ce l'ho con lui. Che la squadra non lo segua più mi sembra quasi evidente, così come è evidente che questo gruppo aveva e avrebbe ancora bisogno di un rinnovamento che il solo innesto di Borriello non basta a qualificarlo come tale.

Lui però continua a commettere errori, conscio probabilmente del fatto che della squadra che arrivò a mezzo millimetro dallo scudetto sono rimaste solo macerie. E le sue dichiarazioni sembrano scrivere dei titoli di coda che forse non sono andati ancora in onda soltanto per la delicata situazione societaria che coinvolge la proprietà giallorossa.

Il Basilea arriva all'Olimpico, saccheggia e se ne torna in Svizzera inchiodando ancora una volta il testaccino alle sue responsabilità: condizione fisica inesistente, gente che passeggia in campo, e aria di maretta in uno spogliatoio che pochi mesi fa era compatto come pochi.

Tinkermann va in sala stampa nel dopo-partita, e cosa fa? Prende le distanze dalla squadra. "Non abbiamo la rabbia dell'anno scorso", "Non riusciamo ad avere motivazioni per più di una partita", e poi la bordata in stile Lippi quando parlò dei famosi calci in culo ai suoi giocatori dopo la sconfitta all'esordio della stagione 2001.

Ranieri non parla di percosse ai suoi giocatori, ma si lascia andare ad una frase che per come la vedo io è da esonero a prescindere da tutto il resto: "Io chiedo spiegazioni ai miei giocatori, ma loro non sanno darmi risposte". Vale la pena parafrasare una dichiarazione del genere? Non credo, è fin troppo ovvio cosa volesse dire il tecnico giallorosso.
E già nel recente passato la schermaglia con Borriello (che diceva di non essere stanco, nonostante il tecnico lo avesse sostituito con quella motivazione) e la dichiarazione sulla "figura che trama nell'ombra" aveva fornito una piccola indicazione su che aria tiri a Trigoria. C'è poco da fare, servono motivazioni nuove e una scossa bella forte, che un Ranieri nel marasma più totale difficilmente potrà dare, specie adesso che pare proprio essere rimasto solo con la sua confusione.

04 ottobre 2010

Borriello, Ranieri ed un'ambiente sull'orlo di una crisi di nervi

Foto adnkronos.it
Stavolta, il buon Marco l'ha sparata davvero grossa. Sarà stata la delusione per la sconfitta e la sostituzione (va di moda, in questa epoca di fenomeni, lamentarsi per l'operato del tecnico), ma lo sproloquio di Borriello a fine gara sembra opera di un cabarettista, più che di un calciatore dotato di raziocinio.

"Ranieri all’inizio parlava di 4˚-5˚ posto? Lui è esperto e dice ciò che vuole,ma penso che la squadra come rosa sia una delle più forti d’Europa, ai livelli di Chelsea, Barcellona, Inter e Bayern". Bè, qualcuno spieghi adesso al centravanti che lui non è Drogba, che questo Totti non è Messi, che Burdisso non è Lucio e che Pizarro non è Xavi. E magari anche che Cassetti non è Dani AlvesMaicon. Insomma, qualcuno gli spieghi che almeno su quello, il suo mister ha ragione quando parla di quarto posto.

Colpa forse dei proclami di inizio stagione, dove i giallorossi dopo il colpo dell'ultima giornata di mercato e dopo essere riusciti a mantenere l'ossatura che pochi mesi fa andò a un millimetro dallo scudetto furono inseriti di diritto tra le favoritissime per lo scudetto. Insomma, secondo giornali e tifosi è bastato inserire un Borriello per colmare il gap con l'Inter e per partire alla pari con le migliori d'Italia e d'Europa.

Per carità, l'ex milanista è un grande attaccante e certamente un valore aggiunto, ma non credo sia superiore a Vucinic e quindi il suo innesto dà sicuramente altre opzioni là davanti, ma non risolve certo le magagne dietro, dove la situazione è drammatica. I giallorossi hanno fatto carte false per riportarsi a casa Burdisso, dopo la discreta stagione scorsa, e tutto quello che si ricorda della stagione del difensore argentino è l'attentato al ginocchio di Conti, aperto come una cozza. Juan è l'unico difensore di livello dei giallorossi, e comunque farebbe la panchina in un top team di quelli citati da Borriello. Così come il mediocre Cassetti e lo stesso Riise, elevato ad autorità della fascia mancina, ma per cui sostanzialmente vale lo stesso discorso fatto per Juan.

E poi c'è la variabile Ranieri. Il tecnico romano in questo inizio di stagione ha sbagliato tutto quello che poteva sbagliare, trovando solo una provvisoria fase di tranquillità dopo le due vittorie con Inter e Cluj: vittorie considerate come "scacciacrisi", ma che chi ha visto le due partite invece si sarà reso conto di come siano arrivate, e cioè al 90' di una gara inguardabile (Inter) e soffrendo maledettamente un avversario mediocre che per tutta la partita ha fatto a pugni coi pali e le traverse.

Sembra che a Ranieri stia succedendo quello che anni fa successe a Cuper con l'Inter. Dopo aver buttato uno scudetto nel water, anzichè trarre slancio per ripartire la squadra subì un'involuzione anche per le scellerate manovre del suo timoniere, finendo poi alla deriva l'anno dopo con l'esonero del tecnico dopo sole 5 giornate. A "Tinkermann" Ranieri (così lo chiamavano in Inghilterra, "il pasticcione") potrebbe bastare molto meno, visto che siamo già nel marasma totale: mugugni dei calciatori più rappresentativi, sostituzioni fantasiose, confusione tattica e la sensazione che la squadra ormai non lo segua più.

Nel naufragio di Napoli, il tecnico di Testaccio ne ha combinate di tutti i colori: cambio di modulo iniziale, con passaggio ad un 3-4-1-2 quasi speculare a quello del Napoli (che in quel modo ci gioca da una vita), inserimento in corsa di un altro centrocampista al posto di Menez (umiliato dall'ennesimo cambio), terminando con la perla della sostituzione di Borriello, lasciando in campo un Totti completamente inutile. Risultato: il Napoli dilaga, Borriello smentisce nel post-partita la motivazione per cui Ranieri diceva di averlo sostituito ("era stanco"), e la fiducia nel tecnico è ormai ai minimi storici.

Fantastica la dichiarazione dello stesso tecnico, che dice: "Non riusciamo a trovarci". Bè, se magari evitasse di combinare danni, forse sarebbe anche più semplice. Perchè questa Roma sicuramente non è al livello di Chelsea e Barcellona, ma neanche da penultimo posto in un campionato che avrebbe dovuto vederla come protagonista.

18 maggio 2009

Juve shock: esonerato Ranieri, squadra a Ferrara

La Juve cambia l'avvocato. E' successo ciò che era nell'aria, ma non nei tempi e nei modi immaginati. Il summit pomeridiano tra Blanc e Secco, che inizialmente sembrava portare "solo" ad un ritiro della squadra in vista della gara di domenica a Siena, è culminato con il ribaltone: Claudio Ranieri viene esonerato, e sarà Ciro Ferrara a traghettare i bianconeri nelle due rimanenti giornate.

Una decisione che, a detta di Blanc, è stata presa ieri sera dopo il pareggio interno contro l'Atalanta che allunga a 7 la serie di partite senza vittoria della Juventus, con il secondo posto perso a beneficio del Milan, e il terzo sempre più traballante visto lo stato di forma della Fiorentina. "Abbiamo maturato la decisione di esonerare Ranieri ieri sera, dopo aver informato la proprietà della nostra scelta abbiamo ufficializzato l'arrivo di Ferrara. Sappiamo che mandare via un allenatore non rientra nello stile Juve, l'ultimo esonero a stagione in corso risale al 1969. Ma da 3 anni siamo in una situazione diversa dal passato. Non è nemmeno stile Juve giocare i preliminari di Champions e finire le stagioni in questo modo".

Proprio vero. La Juventus non esonerava un allenatore a stagione in corso da 40 anni, considerato che nel recente passato Lippi e Deschamps diedero le dimissioni, e ad Ancelotti non fu rinnovata la fiducia solo dopo la fine del campionato. Fino a ieri Ranieri si diceva convinto di restare alla Juventus anche l'anno prossimo, e che non vedeva l'ora di allenare Diego. Invece, sempre per usare una battuta del tecnico romano, "l'allenatore è sempre l'ultimo a sapere le cose, come il marito".

La testa del tecnico infatti era stata tagliata già da qualche settimana. Paga lui per tutti, nonostante sia riuscito a tirar fuori qualcosa di buono, molto buono, da una rosa mediocre e falcidiata dagli infortuni. E alla favola secondo la quale il tecnico in sede di mercato abbia preferito Poulsen a Xabi Alonso, bè, non ci ho mai creduto e non ci dovrebbe credere chiunque possieda un minimo di intelligenza calcistica. Paga per gli errori di una dirigenza ai limiti dell'incompetenza, che se fosse possibile dovrebbe per prima essere esonerata.

Ho sempre ritenuto Ranieri un non-vincente, ma è anche vero che questa Juve non aveva e non ha i crismi della squadra attrezzata a vincere. E quindi, aver lottato fin quando possibile per lo scudetto e aver disputato una discreta Champions League, prima di sciogliersi in primavera (considerato che la Juve aveva iniziato la sua preparazione a giugno), avrebbe potuto costituire un bilancio quantomeno dignitoso.

Evidentemente, qualcosa nello spogliatoio si era andata incrinando, e chi di dovere ha pensato che esonerare il tecnico fosse la soluzione migliore. Sbagliando, a mio avviso, e alimentando ancora di più la convinzione che questa dirigenza non abbia le credenziali per rendere la Juvenus una società nuovamente vincente. Non credo che Ferrara possa conseguire risultati troppo diversi da quelli che avrebbe conseguito Ranieri, e una scelta del genere sembra volta più a soddisfare quei tifosi che non volevano più il tecnico e a provare a ricompattare un ambiente ridotto allo scatafascio.

Dello stile-Juve, ancora una volta, nessuna traccia.

23 aprile 2009

Juventus-Ranieri, aria di divorzio?

"E' come per un avvocato: gli danno una causa, poi vogliono cambiare l'avvocato. Allora che cambiassero l'avvocato".

"Io so che non c'è nulla. Poi l'allenatore è sempre l'ultimo a sapere le cose, come il marito. Mi auguro che anche i ragazzi pensino soltanto a giocare e a dare il massimo, è questa la mia più grossa preoccupazione. In Inghilterra tutti sapevano che io a fine anno sarei andato via dal Chelsea, ma tutti hanno dato sempre il 100%. Mi auguro che se anche fosse vero, i ragazzi diano sempre il 100%, perchè quello che più conta è quello che facciamo, non chi siederà sulla panchina da qui a due anni, tre anni, domani".

Così aveva parlato Claudio Ranieri nella conferenza stampa tenuta prima della gara di ritorno di coppa Italia contro la Lazio, gara che ha sancito l'eliminazione dei bianconeri e il conseguente fallimento dell'ultimo traguardo stagionale, oltre a dare il via ad una contestazione che ha preso particolarmente di mira proprio il tecnico romano.

A Ranieri non sono piaciute affatto le voci circolate negli ultimi giorni, in cui si è parlato di un progetto "Juventus agli juventini", con Antonio Conte allenatore e Marcello Lippi nelle vesti di manager supervisore del giovane tecnico che sta riportando il Bari in serie A. E le dichiarazioni sull'analogia tra l'allenatore e il marito, che è sempre l'ultimo a sapere le cose, o tra il tecnico e l'avvocato, che a causa assegnata poi viene cambiato, fanno pensare che Ranieri non si senta poi più così saldo sulla panchina bianconera. Vediamo perchè.

La contestazione, innanzitutto, non depone sicuramente a favore dell'allenatore. Anche sui blog bianconeri sparsi nella rete, Ranieri è letteralmente fatto a pezzi. La dirigenza juventina, anch'essa contestata, avrà sicuramente messo in conto questo clima di ostilità e di sfiducia da parte dei tifosi, e paradossalmente rimuovere la scelta Ranieri dall'incarico potrebbe far guadagnare punti proprio agli occhi dei sostenitori, che invocano proprio l'arrivo di Conte ma sarebbero ben felici anche di vedere Gasperini (anch'egli un ex) sedere sulla panchina della Signora.

Ancora più importante è la valutazione globale del progetto Ranieri. La visione d'insieme del lavoro dell'allenatore verrà fatta certamente a fine campionato, dopo il testa a testa col Milan per il secondo posto, ma già qualche conto in corso Galileo Ferraris sarà stato fatto.

I capi d'accusa sul lavoro del tecnico sono i seguenti:

1) la Juventus non ha un gioco, ed è in piena fase involutiva. Giovinco, talento purissimo, non ha ancora una collocazione in una squadra che manca di inventiva, e nelle sue apparizioni è stato sempre schierato fuori ruolo. La squadra è nervosa, anche in alcuni uomini chiave come Camoranesi, espulso due volte nelle ultime 3 gare;

2) la gestione del mercato è stata gravemente deficitaria. Va bene la politica dei parametro zero, ma prendere un giocatore limitato come Poulsen, assolutamente disastroso, calciatori di secondo piano come Knezevic e Mellberg, e dar via giovani come Criscito, Palladino che nel Genoa sono letteralmente esaltati, non è stata una grande idea.

Ranieri finora ha fatto un buon lavoro, intendiamoci, ottenendo buoni piazzamenti con una rosa certamente non all'altezza di Inter e Milan (e forse Roma), ma ci sono diversi aspetti da valutare. Principalmente uno: i vertici bianconeri, credono realmente nella capacità di Ranieri di portare a casa trofei importanti? O il tecnico rischia di passare ancora una volta per "un ottimo perdente", un allenatore di valore che però non è in grado di puntare a traguardi prestigiosi?

Al Chelsea fece molto bene, senza i campioni di adesso, ma con l'avvento di Abramovich fu esonerato dopo una stagione. Il magnate russo il portafogli lo aprì successivamente con Mourinho, una robusta buonuscita (30 milioni di euro circa), arrivederci e grazie. Adesso, con nuovi campioni all'orizzonte pronti a vestire la maglia bianconera (Diego, tanto per fare un nome), rischia di ripetersi la stessa storia.

13 marzo 2009

Rottura Ranieri-Trezeguet. Addio più vicino?

Fonte: gazzetta.it

"David Trezeguet è un bambino viziato". Claudio Ranieri non ci sta e risponde per le rime al suo attaccante. Il tecnico della Juventus è infuriato, non ha gradito le critiche ricevute da Trezeguet a mezzo stampa per la sostituzione a 10 minuti dalla fine contro il Chelsea. Tra il giocatore e il tecnico ormai la rottura è totale, Claudio Ranieri è un fiume in piena.

"Le sue parole mi hanno dato molto fastidio, sono cose che di solito rimangono all'interno dello spogliatoio. Se ci siamo chiariti? Se lui mi parla tramite i media io rispondo tramite media. Mi sento tradito non dal giocatore ma dall'uomo che per me è la cosa peggiore. Quando escono fuori frasi come queste può darsi che ci sia qualcosa dietro. Dopo l'espulsione di Chiellini non stavamo giocando in 10 contro 11, ma in 9 contro 11. Trezeguet non stava più giocando e avevo bisogno di un giocatore al posto suo, un altro tipo di giocatore che lottasse tenendo alta la squadra come Amauri. Trezeguet aveva toccato 6 palloni nel primo tempo e 6 nel secondo, facendo un bellissimo assist e un colpo di testa. Quando ho visto che non riuscivamo più ad aggirare il Chelsea ho messo Amauri, il capocannoniere della Juventus. Ho fatto giocare a Trezeguet 80 minuti nella partita più importante della stagione, ho sempre avuto la massima considerazione di lui ma forse lui non l'ha avuta di me".

"Un addio? Aveva detto che se ne sarebbe andato già a fine stagione in serie B, ma qui nessuno lo voleva mandare via, io volevo puntare su di lui. Ora stiamo cercando di ricostruire una squadra per l'Europa, dobbiamo lavorare ancora molto e cercare giocatori che abbiano voglia di costruire insieme a noi. Quest'anno Trezeguet ha avuto problemi fisici, appena tornato ho cercato di inserirlo subito. Tutti i compagni sono dispiaciuti a causa delle sue parole ma se tornassi indietro le schiererei di nuovo titolare. Era molto motivato, se no non avrebbe fatto questa polemica sterile, avevo una grande fiducia che potesse risolvere la partita".

"Quello che ha detto Trezeguet è francamente inspiegabile, mi è sembrato un discorso da bambino viziato. Giggs, Scholes giocano a singhiozzo e non si lamentano quando escono o stanno in panchina. Devo capire chi è con me e con la società in questo progetto e chi non lo è. Se mi aspetto delle scuse? Quello che vuole, ha sbagliato punto e basta, ora deve lavorare duro. Doveva essere superfelice di giocare col Chelsea. Se mi aspetto una multa da parte della società? Se decideranno che sarà il caso lui pagherà le conseguenze".

"Trezeguet non è stato convocato a causa di un affaticamento al quadricipite, gli esami sono negativi ma lui sente male e noi ci crediamo. Fuori anche Amauri a causa di una distrazione al retto femorale destro, ne avrà per un mese. Non convocati anche Marchionni, Legrottaglie e Nedved. Gli ultimi due potrebbero tornare a disposizione per la prossima partita. Si è fatto male anche Manninger, abbiamo avuto moltissimi infortuni muscolari quest'anno ma ho piena fiducia nell staff medico".

Trezeguet non ha però comunicato il suo disappunto personalmente a Ranieri. "Non ci siamo parlati, lo facciamo attraverso i giornali, visto che lui fa così... Speravo avesse preso fiducia dopo il gol al Palermo e quattro mesi di stop: gli stavo dando minuti e fiducia, mi sembra di avere sempre avuto la massima considerazione per lui. Evidentemente non è la stessa cosa da parte sua nei miei confronti".