
Dopo una prima settimana europea tutto sommato positiva (eccezion fatta per la caduta dell'Inter contro i turchi del Trabzonspor), anche questa tre giorni è iniziata nel migliore dei modi possibili. La ritrovata Inter di Ranieri sbanca Mosca, rientrando in corsa dopo lo scivolone interno di 15 giorni fa e lanciando ulteriori segnali di ripresa, mentre il Napoli di Mazzarri annichilisce il Villarreal con una prestazione scintillante che vale il secondo posto nel girone dietro il Kaiser Bayern, avversario nelle prossime due gare europee dei partenopei.
Sul sintetico del Luzhniki, per l'Inter era già clima da dentro o fuori contro un avversario ostico, più avanti nella preparazione e che in patria è secondo solo allo Zenit di Spalletti (al comando con due punti di vantaggio). Ranieri, a cui già sono state prematuramente appiccicate etichette come "normalizzatore" o "aggiustatore", prosegue effettivamente sulla strada della logica, presentando una formazione quadrata con un centrocampo a rombo, i cui vertici sono Cambiasso e Alvarez, rispettivamente play basso e trequartista.
Dell'Inter di Gasperini, dopo soli 6 giorni, c'è sempre meno traccia: ulteriore dimostrazione che quella vissuta dalla squadra nerazzurra è stata una vera e propria crisi di rigetto verso un tecnico che forse avanzava pretese eccessive, sia in termini di disposizione in campo che di rivalutazione dei ruoli dei singoli. La squadra vista ieri ha ritrovato solidità, quadratura, e meccanismi andati persi durante la rivoluzione copernicana a cui era stata sottoposta negli ultimi mesi: certo, a voler ben vedere tra il 2-2 e la vittoria finale c'è stato "solo" un Zarate di differenza, ma nel complesso la prestazione dei nerazzurri è stata confortante, anche in considerazione del fatto che questa Inter rimane ancora una convalescente con dei problemi da risolvere non proprio banalissimi.
