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25 luglio 2010

Suoneria anti-Lippi: a tutto c'è un limite


Ai mondiali sudafricani abbiamo fatto schifo, e questo è un fatto inconfutabile. Altrettanto inconfutabili sono le responsabilità del ct Lippi, che con delle convocazioni bizzarre ha reso il già proibitivo compito di difendere il titolo conquistato in Germania impresa impossibile.

Fatte queste premesse, credo sia assolutamente stomachevole la pubblicità che ho visto su italia 1 ieri, e che è in circolazione da chissà quanto tempo, nel quale viene insultato Lippi a ritmo di musica, con tanto di invito a scaricare la suoneria VERGOGNA inviando il solito truffaldino sms al numero che compare in sovraimpressione.

Ecco il video, per chi non l'avesse ancora visto:



Come ritenevo ridicola la suoneria celebrativa del mondiale 2006, che comunque poteva starci, ritengo doppiamente ridicola e offensiva questa di suoneria, e mi chiedo se ci sia qualcuno che ha anche avuto il coraggio di scaricarla sul proprio cellulare.

Fossi Lippi prenderei provvedimenti anche di natura legale se è il caso, perchè va bene essere responsabili della disfatta mondiale, ma essere canzonati da una suoneria creata al solo scopo di lucrare mi sembra francamente eccessivo.

26 giugno 2010

Lippi-bis, un disastro "quasi" annunciato..


A due giorni dalla disfatta della nazionale di Lippi contro la Slovacchia, non mi voglio lanciare in una sfrenata esaltazione di Cassano, Balotelli, Miccoli e Borriello, perchè innanzitutto sarebbe troppo facile, e poi non c'è la controprova che inserendo qualcuno dei sopracitati il prodotto offerto dagli azzurri sarebbe stato migliore.

Continuo a pensare che Cassano in Sudafrica dovesse andarci, che aver portato Gattuso e non Ambrosini sia stato uno scandalo, e che se vuoi far giocare Marchisio alla Perrotta tanto vale portarti Perrotta, che a quanto mi risulta era italiano nel 2006 e lo è ancora anche a distanza di quattro anni. Ma parliamo di chi c'era.

Lippi nel 2006 ha vinto perchè, oltre a disporre di ben altro materiale, era riuscito a creare un gruppo solido e compatto, cosa che evidentemente in Sudafrica non è riuscita. Era chiaro che questa nazionale, tra le più scarse dell'intera storia azzurra (al confronto quella del 2002 del Trap era il Brasile di Pelè e Rivelino) anche a causa dell'inesistente ricambio generazionale in alcuni ruoli chiave, non avrebbe potuto bissare Germania 2006, e questo credo fosse chiaro a tutti.

Certo è che, pur con tutti i suoi limiti, questa Italia anche senza Pirlo e Buffon avrebbe dovuto passare senza problemi con almeno 6-7 punti un girone che, tolto l'ostico Paraguay, aveva in Nuova Zelanda e Slovacchia due formazioni ampiamente alla sua portata. E invece, sempre sotto di un gol e mai in vantaggio, sempre bucati da attacchi non certo di livello mondiale, mai capaci di imbastire una manovra degna di tal nome e appigliati solo al caso e alla dea bendata, che stavolta si è guardata bene dal dare una mano dopo l'eccesso di lavoro del 2006. E di tutto questo, la colpa maggiore non può che essere del timoniere, quel Marcello Lippi che con le sue scelte cervellotiche e i continui stravolgimenti tattici ha creato soprattutto tanta, tanta confusione.

Non mi ero sbagliato nella previsione pre-Slovacchia, quando dissi che con un pareggio saremmo passati, visto che difficilmente la Slovacchia avrebbe battuto il Paraguay. Questo significa che per passare un girone dal coefficiente di difficoltà pari a zero, sarebbero bastati 3 punti: attenzione, non 3 punti contro gli slovacchi, ma 3 punti in 3 partite, cosa che non sarebbe stata sufficiente in nessun'altro degli 8 gironi. Eppure non ci siamo riusciti, con l'onta ulteriore di un ultimo posto che calpesta la dignità sportiva di chi ancora si fregiava del titolo di "campione del mondo".

Vincere il raggruppamento significava giocarsi gli ottavi contro il non certo temibile Giappone (anche se scommetto che contro Cannavaro e Chiellini anche Honda sarebbe sembrato David Villa), con un possibile approdo ai quarti di finale che sarebbe stato già una sorta di vittoria per una squadra qualitativamente non all'altezza delle favorite. Era il minimo sindacale per ricevere applausi, invece adesso c'è spazio solo per fischi e pernacchie.

Ma torniamo alle scelte di Lippi. La formazione scesa in campo nella gara decisiva contro gli slovacchi non aveva nè capo, nè coda: giocarsi il passaggio del turno con quel che resta di Ringhio Gattuso (dopo un anno a scaldare la panchina) in mezzo al campo, già gettava le basi per la debacle: tutto questo epurando Marchisio, il trequartista che trequartista non è.

Inoltre, si era parlato tanto dell'innesto di Maggio al posto di un Criscito timido seppur diligente, in modo da avere più spinta sulla destra, con Zambrotta dalla parte opposta. Opzione interessante, e che a mio parere andava impostata fin dall'inizio: ovviamente, poi in campo Maggio ci è andato solo come soluzione della disperazione, e tanti saluti alla spinta sulle fasce e ai bei propositi della vigilia.

Infine, che dire di Pepe: tanto mobile, quanto inutile. Eppure sempre in campo, escludendo il secondo tempo contro la Nuova Zelanda, per cui tra l'altro si è pure arrabbiato. Ha fatto più Quagliarella in mezz'ora di Pepe in tre gare, ma a quanto pare a Lippi tutto quel movimento senza costrutto del neo-juventino piaceva, e così nonostante la sua pochezza tecnica è diventato un intoccabile.

Il Lippi-bis, conti alla mano, si è rivelato una sciagura: dopo la fugace apparizione nella Confederations Cup, sbattuti fuori da Egitto e Usa, il ritorno in Sudafrica è stato peggiore. E intanto, i colori azzurri dopo l'exploit di quattro anni fa, continuano a collezionare figuracce in serie, alimentando un trend che adesso Cesare Prandelli sarà chiamato a invertire. Perchè si può perdere, si può essere eliminati, ma non così.

22 giugno 2010

Italia, che tristezza..


Fare processi a Lippi dopo la pietosa prestazione contro la Nuova Zelanda sarebbe troppo semplice, ma non per questo completamente sbagliato. Prima della gara con gli oceanici si discuteva tra i soliti geni della Rai di quanti gol avremmo dovuto fare per metterci tranquilli in vista dell'ultima giornata: come quando si parlava di Brasile-Corea del Nord, chi diceva tre, chi quattro, ma nessuno che prendeva in considerazione la possibilità che non si facesse bottino pieno contro una delle cenerentole del torneo.

Poi leggi la formazione, vedi i primi 10 minuti, e il dubbio ti viene. Una squadra slegata, priva di raziocinio, che non riesce a creare una palla gol una e che qualitativamente è forse una delle più scarse della storia azzurra. L'ottimismo ci sta, la follia molto meno, e a chi accampa paragoni con l'Italia dell'82 dico di svegliarsi, andare in bagno e sciacquarsi la faccia con acqua abbondante, perchè qui di Tardelli, Gentile, Graziani, Rossi, Cabrini, Scirea e Collovati non ce ne sono.

C'è un Pepe che si danna come un ossesso, ma che è di una pochezza tecnica imbarazzante, e che si permette di fare il risentito quando viene richiamato in panchina perchè si sente un titolare, quando è palese che uno così se fosse nato in qualsiasi altro paese dell'elitè europea sarebbe stato su una spiaggia a prendere il sole. C'è un Quagliarella che esce dal campo scuro in volto, quando dovrebbe ringraziare san Gennaro per esserci, in Sudafrica, visto che al posto suo sono stati mandati a casa Borriello e Rossi (specie quest'ultimo, senza un motivo apparente).

Il progetto gruppo, riuscito alla grande nel 2006, sta naufragando inesorabilmente, anche perchè 4 anni fa si disponeva di ben altro materiale umano. Zambrotta, Cannavaro e Grosso ai massimi storici, un Buffon in forma smagliante, un Pirlo da pallone d'oro, Camoranesi, Toni, Del Piero e lo stesso Totti con 4 anni in meno e con una gran voglia di spaccare il mondo. Non eravamo forse i migliori in senso assoluto, ma ce la potevamo giocare con tutti, nessuno escluso.

Oggi assistiamo ad un'accozzaglia di cavalli bolsi e mezze cartucce messe assieme in un melting pot che sta dando come unico risultato quello di non riuscire a guardare una partita senza imprecare e rassegnarsi alla pochezza di quella che è la nazionale campione del mondo in carica.

Lippi dice che a casa non ha lasciato fenomeni che avrebbero potuto alterare il corso degli eventi, e quindi in sostanza il prodotto nazionale è questo, piaccia o non piaccia agli italiani. Quello che mi chiedo io è: può una persona dotata di un briciolo di intelletto calare la testa di fronte ad una argomentazione simile?

D'accordo, a casa non è rimasto nè Messi, nè Ronaldo, nè Rooney, ma personalmente ritengo che ad esempio Ambrosini, strepitoso col Milan quest'anno, sarebbe servito molto più di un Gattuso che a questa squadra non serve davvero a una beneamata. Così come ritengo che Cassano (sì, il nodo della questione alla fine è lui) e Rossi al posto di Quagliarella e magari di un inutile Camoranesi avrebbero donato alla squadra un valore aggiunto che certamente questa nazionale non possiede. E Maggio, che in Sudafrica c'è ma scalda la panchina? A Napoli ha arato la fascia per una stagione intera, qui è fuori dagli undici titolari e chissà se giocherà qualche minuto. Io sinceramente non vedo di meglio come esterno di centrocampo in un 4-4-2.


Il bello è che in tutto questo, tecnicamente potrebbe bastare anche un pari per passare il turno. Se con la Slovacchia faremo un punto, e il Paraguay farà meglio di noi battendo come da copione la Nuova Zelanda, passeranno i sudamericani con 7 e noi con 3 punti. Ci sarebbe da vergognarsi, ma il turno lo avremmo comunque passato, andando a ficcarci tra le fameliche fauci di un'Olanda che ci è superiore sotto tutti, e dico tutti i punti di vista.

Nel calcio non si sa mai, però che tristezza veder giocare questa nazionale..

05 giugno 2010

Nazionale, cercasi qualità disperatamente


E' presto per i processi, perchè si sa, le amichevoli di avvicinamento al Mondiale sono da sempre fatte per sperimentare, provare soluzioni diverse e testare il grado di preparazione delle squadre. Tuttavia, lo spettacolo andato in scena contro il Messico è stato raccapricciante anche per i più ottimisti, che vedono ancora questa Italia tra le favorite della rassegna sudafricana.

Squadra senza gioco, nè gambe, nè idee, e questo a dieci giorni dall'esordio potrebbe anche starci, qualora si disponesse di una rosa importante. Il punto è che la rosa con cui questa nazionale affronterà il mondiale da campione del mondo in carica è assolutamente priva di qualità, componente che abbonda in squadre come Spagna, Brasile, Inghilterra, Argentina.

Del Bosque potrebbe tranquillamente estrarre a sorte due nomi tra Fabregas, Xabi Alonso e Xavi, Dunga ha Maicon e Alves per una maglia,  Maradona davanti dovrà lasciar fuori uno tra Tevez Milito e Higuain, mentre Lippi invece schiera Marchisio trequartista e se l'infortunio di Pirlo lo costringerà ad abbandonare la nazionale convocherà probabilmente Cossu. Insomma, stiamo messi proprio bene.

Tutte le nazionali top hanno un'ossatura formata essenzialmente da calciatori militanti nei top club europei, mentre la nazionale italiana si fonda sul blocco della Juventus più scassata che la memoria ricordi, su cavalli imbolsiti come Zambrotta e Cannavaro, e su elementi di Udinese, Napoli, Cagliari, segno che il prodotto made in Italy in questo momento offre davvero ben poco (e su questo colpe a Lippi non mi sento di darne, anche se sinceramente preferire Quagliarella a Rossi è a mio parere folle).

Dov'è la qualità? Non pervenuta. E senza qualità, questo mondiale non si vince. In Germania il miracolo è riuscito, in un'edizione che vedeva comunque tante grandi tradizionali (come il Brasile) alle prese con problemi di identità, problemi che dopo 4 anni sono stati brillantemente risolti dando vita a nuove, fortissime rappresentative. Noi invece non abbiamo mai svoltato, e dopo un europeo finito male, in Sudafrica rischiamo di fare anche peggio.

Basta essere preparati, ed entrare nell'ordine di idee che siamo una nazionale mediocre che affronterà un mondiale in cui ci sono almeno 5-6 squadre meglio attrezzate. Poi sarà quel che sarà, del resto se a vincere fosse sempre il più forte i nostri genitori non avrebbero i ricordi di Spagna 82 ancora vividi nella loro memoria storica.

18 maggio 2010

Lippi, due tagli e un applauso


"Non faccio la nazionale coi debiti di riconoscenza"

Il Lippi che non ti aspetti. O perlomeno, che io non mi sarei mai aspettato.

In quella sorta di Grande Fratello sportivo che è la composizione dei 23 della spedizione mondiale, il ct azzurro ha dovuto operare altri due tagli, riducendo da 30 a 28 il numero dei partecipanti al ritiro di Sestriere in programma dal 23 maggio al 4 giugno. I due accantonati sono Candreva e, udite udite, Fabio Grosso.

Proprio lui, l'eroe del mondiale tedesco, la cui convocazione persistente e incondizionata aveva scatenato critiche aspre da parte del sottoscritto su questo blog. Vedevo in Grosso una sorta di intoccabile, un mammasantissima del gruppo azzurro che comunque sul volo per Johannesburg sarebbe salito nonostante sia ormai un ex-terzino che ha avuto una stagione di gloria e poco altro, ma a quanto pare Lippi ha saputo stupirmi, in positivo.

Nessun debito di riconoscenza, e così Grosso resta a casa per il motivo più semplice, ovvero perchè, così come Cannavaro, è un calciatore impresentabile. Quello che salverà il fondoschiena all'esoscheletro del difensore napoletano è da un lato la fascia di capitano, dall'altro la penuria di difensori centrali, che fatto fuori Legrottaglie si riducono a Chiellini, Bonucci e Bocchetti.

Rimangono adesso da scegliere i 23 più le riserve, poi la rosa sarà completa e definitiva. Intanto, Lippi oggi agli occhi del sottoscritto ha guadagnato un punto importante, dopo tante critiche.

23 marzo 2010

Sondaggi Blog nel pallone: Capello il miglior tecnico italiano


Si è chiuso l'ultimo sondaggio, avente come argomento i tecnici italiani. Tra Capello, Lippi e Ancelotti è stato quasi un plebiscito, con Don Fabio vittorioso nettamente con il 60% delle preferenze dei lettori, seguito dal ct della nazionale azzurra, che ha raccolto il 25% dei voti, e dal tecnico del Chelsea, che ha ottenuto il restante 15%.

Dubbi, quando ho aperto il sondaggio, sinceramente ne avevo pochi. Capello sarà un antipatico, ma ha vinto ovunque e anche alla guida dei Leoni inglesi sta ottenendo risultati impressionanti, trasformando una squadra storicamente incompiuta in una delle formazioni più accreditate per la vittoria finale in Sudafrica.

Non entusiasmante il seguito dei sostenitori (almeno su questo blog) di Lippi, che nonostante una carriera costellata di successi (mondiale tedesco su tutti) paga probabilmente il fatto che questa nazionale, a pochi mesi dalla rassegna iridata, non convince per nulla, anche se mi aspettavo comunque una percentuale maggiore.

Mi aspettavo invece il basso indice di gradimento per Ancelotti, che certo non se la sta passando bene al Chelsea, dopo uno sfolgorante inizio di stagione. Le mie riserve sull'ex tecnico rossonero le ho esposte in più occasioni, e la sua avventura a Londra sta confermando quello che penso da anni: è un grande, grande sopravvalutato, che ha costruito una carriera sui rigori di Manchester.

Grazie a tutti coloro che hanno dato il proprio contributo, e al prossimo sondaggio.

04 marzo 2010

In Sudafrica a far cosa?


La gara di ieri col Camerun era la gara degli esperimenti. Infatti Lippi è dall'inizio del suo secondo mandato che sta sperimentando il modo migliore per uscire dal Sudafrica tra sonori fischi e rumorose pernacchie, impresa che andando avanti di questo passo porterà a compimento magari già dal girone eliminatorio.

Ricordo la sua sfuriata d'orgoglio dopo il rimontone impossibile contro Cipro, quando passammo da un vergognoso 0-2 interno al 3-2 finale firmato dalla tripletta di Gilardino. "Questa squadra sa fare anche queste cose!", sbottò Lippi, difendendo quella nazionale informe che si era appena coperta di ridicolo contro la squadra numero 66 del ranking mondiale, e che tra 99 giorni farà il suo esordio mondiale senza ancora possedere gioco, identità, modulo.

Il ct però è contento, chissà perchè. Spagna, Inghilterra e Brasile volano, l'Argentina Maradona a parte è un potenziale squadrone, ma lui è contento. Tanto i campioni del mondo siamo noi, no?

Ed è questo il problema, essere rimasti a Berlino 2006, mentre attorno a noi sono cresciute squadre che per nostra fortuna nel mondiale tedesco erano o allo sbando (Brasile), o ancora premature (Spagna). Dopo il flop in Confederations del giugno scorso, è cominciato un processo di ricostruzione che di ricostruzione, onestamente, ha avuto ben poco.

Le palle al piede, gli elementi che sono già nella lista dei 23 ad honorem, in barba alle indicazioni del campionato che li danno cotti e stracotti, sono sempre lì: Cannavaro-Grosso-Gattuso-Zambrotta, gli intoccabili che a questa nazionale servono a poco o nulla ma che per ragioni misteriose al mondiale ci andranno di sicuro. Poco importa che De Ceglie scoppi di salute, che Ambrosini stia facendo la miglior stagione della sua vita e che qualunque Bonucci o Ranocchia farebbero di più e meglio di un ormai ex grande difensore che ancora ci ostiniamo a ritenere credibile come perno accanto a Chiellini.

Ce lo vedo proprio, lo scugnizzo 37enne stare dietro a Villa, Torres, Kakà, Rooney e compagnia bella: carne da macello, ma a quanto pare se Nesta non fa dietrofront il rischio che parta titolare è alto. A parte il fatto che mi viene quasi naturale chiedere come mai i protagonisti della rassegna tedesca campino di rendita, mentre per esempio un altro grande protagonista come Materazzi sia stato in fretta e furia tagliato fuori dal giro della nazionale. Di sicuro al momento sta messo meglio di loro, ma l'algoritmo lippiano per le convocazioni è particolare, e ancora stiamo tentando un pò tutti di decodificarlo, con qualche risultato interessante:
  • "Le porte della nazionale sono aperte a tutti" in lippiano significa "Cassano, è inutile che continui a fare il fenomeno con la Samp, per te sono chiuse a doppia mandata"
  • "Convoco chi è più in forma" in lippiano significa "Convoco chi è più in forma secondo il mio insindacabile giudizio e secondo i miei parametri individuali: se dopo 4 anni Cannavaro e Grosso si alzano la mattina cantando POPOPOPPOPOPO' per me sono in forma straripante!"
  • "Santon per conquistarsi la nazionale deve giocare nell'Inter" in lippiano significa "Con l'abbondanza di terzini di fascia che ho di uno come Santon non ho che farmene, ho Grosso, Grosso, Grosso..ah, e Zambrotta, loro sono campioni del mondo!"
Tanto per fare qualche esempio. E chissà cosa penserà il nostro coerente ct riguardo la sua affermazione sul no agli "oriundi" (come se Camoranesi fosse di Cinisello Balsamo), ora che Amauri ha preso il passaporto italiano e ha ripreso a segnare (infortunio a parte). Chissà, magari ci ripensa.

Capitolo Balotelli. In questi giorni si è mossa una vera e propria campagna pro-Mario, dopo le recenti prestazioni con Inter e Under21. Inutile dire che il calciatore è straordinario, e ribadire come i suoi limiti siano più mentali che tecnici. In Sudafrica partirebbe come quinta o sesta punta, ma la verità è che potrebbe tornare utile sia come punta esterna di un tridente, che come seconda o prima punta, godendo di un fisico possente che si sposa comunque con qualità tecniche da fuoriclasse. E soprattutto, ha dimostrato, nel bene e nel male, di non avere nessun tipo di soggezione di fronte a nessun avversario.

Forse sarebbe il momento di rischiare, quantomeno per cercare di salvare il salvabile ed uscire dalla mediocrità in cui siamo piombati dal dopo-Berlino ad oggi. Altrimenti, quella sudafricana sarà un'edizione che ricorderemo per tanto, tanto tempo, e per motivi diametralmente opposti a quelli di quattro anni fa.

Ancora 99 giorni, poi si salvi chi può, nella speranza che nel frattempo il giocondo Lippi del dopo gara di ieri si dia una svegliata.

17 novembre 2009

Lippi e una nazionale piena di contraddizioni..


"Le porte della nazionale non sono aperte solo a Totti, ma a TUTTI". Così Lippi si era espresso quando gli si chiedeva pareri su un eventuale ripensamento di Totti riguardo ad un suo ritorno in nazionale.

Al di là del gioco di parole, sarebbe stato più onesto dire "sono aperte a tutti, tranne che ad ANTONIO CASSANO".

Non c'è una logica nella continua e ormai definitiva esclusione del barese, non c'è mai stata, e il fatto che non gli venga data neanche una chance nelle amichevoli di avvicinamento al mondiale rafforza il sospetto che si tratti più di un fatto personale che di scelta puramente tecnica. In qualunque modulo Lippi voglia far giocare gli azzurri, Cassano ci rientrerebbe a pennello: seconda punta nel 4-4-2 o trequartista nel 4-2-3-1, cambierebbe poco.

Proprio aperte a QUASI tutti, le porte di questa nazionale. Il 22enne Candreva, che si sta mettendo in luce a Livorno ed è già nel mirino di Juve e Inter, è passato da illustre sconosciuto ad elemento quasi certo del posto in Sudafrica in un amen, mentre i vari Biondini. Galloppa, Palladino, Maggio e Criscito rincorrono un sogno possibile, rafforzato dalla convocazione per le due amichevoli con Olanda e Svezia. Santon, per ammissione dello stesso ct, se non si fosse perso per strada e giocasse di più sarebbe già con un piede e mezzo a Johannesburg.

Chance ai migliori prodotti del campionato, ai giovani più interessanti, sempre con la solita, unica eccezione: ANTONIO CASSANO. Perchè?

Alla fiera delle contraddizioni, non mancano altri elementi importanti.

Un esempio? Gattuso è ormai ai margini nel Milan, ma a quanto pare sarà della spedizione comunque. Poco importa se un Ambrosini in gran forma e titolare fisso nello scacchiere di Leonardo (al posto del calabrese) scalpiti. Insomma, per Lippi  meglio portare uno che "fa spogliatoio", anche se bollito, piuttosto che un centrocampista che potrebbe risultare utilissimo e che preso in valore assoluto vale attualmente molto di più.

Anche la gestione della questione "oriundi" lascia il tempo che trova. Amauri diventerà italiano a tutti gli effetti solo il 5 marzo, quindi non potrà essere convocato prima di allora. Nonostante questo, l'attaccante bianconero sembra che abbia già il posto assicurato, e questo alimenta già un certo malcontento nel gruppo degli "aspiranti" (vedi Pazzini). Il BRASILIANO (perchè di brasiliano si tratta) ha scelto l'azzurro solo dopo aver capito di non poter nutrire chance con la Seleçao di Dunga lo sanno anche i muri: e in barba alla dichiarazione di facciata sul "Paese in cui è cresciuto calcisticamente", se il ct verdeoro lo convocasse domani andrebbe in Brasile a nuoto, con tanti saluti a Lippi.

Diverso il caso di Thiago Motta, anche lui "oriundo" e disponibile a vestire l'azzurro, ma che non rientra nei piani del ct nonostante l'immensa qualità che porterebbe ad un centrocampo che ne avrebbe un gran bisogno. Il ct, a domanda sull'argomento risposto che "non vuole troppi oriundi". E Amauri? Mistero.

L'avvicinamento al mondiale prosegue, i dubbi che avvolgono la nazionale restano. Snobbare la qualità non è il modo migliore per pensare di tenere testa a Brasile, Spagna, Inghilterra, Argentina e Francia.

16 ottobre 2009

Lippi e Maradona, a ruota libera

Marcello Lippi e Diego Armando Maradona. Sfoghi diversi, al termine di partite dal coefficiente di importanza decisamente diverso, ma figli comunque di tensioni accumulate per via di situazioni che dentro e fuori dal campo sono andate a toccare direttamente l'orgoglio dei due ct.

Lo sfogo di Lippi, tutto sommato, rientra nelle possibili reazioni all'ennesima manifestazione di inferiorità del tifo nostrano al cospetto di quello inglese e spagnolo. Fischiare la squadra e inneggiare a calciatori non convocati (Cassano), mentre la squadra sta perdendo contro Cipro rischiando una figuraccia storica (nonostante la qualificazione già in cassaforte), non è il massimo.

Poi, che la nazionale non incanti, che le scelte di Lippi siano spesso controcorrente e Cassano sia assurdamente fuori dal giro, è un altro discorso, già ampiamente argomentato in altre occasioni. Concordo però col ct sul fatto che l'italiano dovrebbe volere più bene alla sua nazionale, avere un atteggiamento comunque più positivo e non aspettarla sempre al varco per poterla colpire al primo calo-crollo-momento di difficoltà. E questo non per il solito "siamo campioni del Mondo", che ormai col mondiale alle porte è un fregio che lascia il tempo che trova. Il punto è che siamo italiani, e non si può non tifare Italia perchè le convocazioni non sono quelle giuste o il commissario tecnico non va a genio.


Squallida, volgare e fuori luogo l'esternazione del ct (?) argentino Maradona dopo la vittoria di misura in Uruguay che ha dato il pass mondiale ai biancocelesti.

Come si può vedere nel video, Maradona invita chiaramente chi non credeva nella sua Seleccion a "succhiarlo", chiedendo scusa alle signore. Considerando gli scempi fatti sulla panchina di una delle nazionali più forti al mondo, avrebbe fatto meglio a star zitto, ringraziando la buona sorte che gli ha permesso di uscire vincitore dalle gare con Perù e Uruguay. Una squadra, la sua Argentina, senza il minimo filo logico, appesa alle invenzioni dei singoli e ancora alla ricerca di un gruppo base. La qualificazione raggiunta in questo modo, rischiando fino all'ultima giornata di restare fuori dal mondiale, non è una vittoria dell'operato di Maradona, ma un chiaro segnale dell'inadeguatezza del "Pibe de Oro" al ruolo assegnatogli.

Se l'Argentina vuole dire la sua in Sudafrica, forse sarebbe il caso di affidare la guida tecnica ad un vero ct, non ad un totem che ha fatto le fortune delle squadre in cui ha militato, ma non è forse in grado di sostenere le pressioni e le difficoltà che la fase "gestionale" richiede.