Ok lo ammetto, mi sono sbagliato clamorosamente. Come Roberto Mancini, anche io credevo che se c'era una squadra su cui scommettere per la prossima finale di Champions, quella era il Real Madrid.
Come scrivevo in un vecchio post, la squadra di Pellegrini dopo un inizio da incubo ha pian piano trovato una sua quadratura e una sua identità, oltre che un gioco, tutte cose che hanno portato i blancos a scalare posizioni in classifica e agguantare un Barça in leggera flessione, oltre che a vincere il girone di Champions League.
Ho pensato che se tanto mi dava tanto, e considerata la crescita esponenziale del collettivo madrileno, in primavera questa formazione potenzialmente così distruttiva sarebbe definitivamente sbocciata. In effetti, la Liga mi stava dando ragione, ma in Champions è bastata la terza squadra della Ligue 1 (che però risulta generalmente indigesta alle merengues) per far saltare la testa ultramilionaria del club di Florentino Perez.
Per il sesto anno consecutivo, la formazione con più coppe dei campioni in bacheca esce mestamente agli ottavi di finale, e stavolta è un'eliminazione che non potrà non lasciare il segno dopo la faraonica campagna acquisti della scorsa estate.
254 milioni investiti sul mercato per farsi sbattere fuori dalla squadra che solo pochi mesi gli prima aveva ceduto Benzema per 35 milioncini sonanti. 254 milioni di cui 65 investiti su un Kakà che sembra lontano parente di quello che a Milano aveva fatto mirabilie.
Il primo posto raggiunto nella Liga da solo non può bastare per una squadra costruita per vincere tutto, anche perchè è un primo posto in coabitazione col Barcellona e non c'è al momento alcuna certezza sulle reali possibilità dei blancos di portare a casa la vittoria finale. Una squadra del genere non si sarebbe mai dovuta fermare agli ottavi contro una comunque ottima squadra come il nuovo Lione di Puel, bravissimo nel secondo tempo coi cambi giusti a invertire completamente l'inerzia di una gara dal pronostico che sembrava scritto.
E sul banco degli imputati adesso torna Pellegrini, che dopo il quasi siluramento seguito alla disfatta con l'Alcoròn aveva ripreso in mano la situazione e riportato ordine, gioco e risultati. L'incapacità del suo Real di prendere le dovute contromisure nella ripresa e di organizzare una reazione alla mazzata subita dopo il gol di Pjanic ha fatto tornare vecchi spiriti e ha gettato nuove ombre sul lavoro del cileno, che anche se non rischia per l'immediato vede sempre più difficile una riconferma a fine stagione.
Il Real è a un bivio, e staremo a vedere che ripercussioni avrà la clamorosa eliminazione sul proseguimento di una stagione in cui ormai rimane solo la Liga. Vincerla, per quanto si possa dire, sarebbe impresa tutt'altro che banale.
Chissà cosa avrà pensato Galliani, quando ha visto la squadra più ricca del continente venire eliminata dal Lione. La sua ennesima farneticazione, confutata nella stessa sera: bel colpo, non c'è che dire.