
Il calcio, si sa, è uno sport che sa essere crudele. Giochi una partita importante, dominando il tuo avversario, e magari vieni infilato in contropiede alla prima disattenzione, perdendo capre e cavoli con tanti saluti alla bella prestazione. Quante volte avremo visto epiloghi del genere? Tanti, tantissimi.
Quello che però sta succedendo al Paraguay in questa Copa America è davvero clamoroso. Stiamo parlando di una squadra catenacciara oltre ogni limite, che si ritrova in finale contro l'Uruguay senza aver ancora vinto una partita che sia una: tre pareggi nel girone eliminatorio, con ripescaggio come terza ai danni di un Costarica penalizzato dalla differenza reti, due 0-0 contro Brasile e Venezuela con vittoria ai rigori al termine di una gara che ha visto sempre l'altra squadra dominare e creare le palle gol più nitide. In particolare contro i verdeoro si è assistito ad un vero e proprio assedio senza soluzione di continuità, che non si è tradotto in una schiacciante vittoria della Seleçao solo grazie alla sciagurata vena degli attaccanti di Menezes e alla straordinaria prestazione di Villar, portiere sin qui formidabile.