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15 novembre 2011

Agnelli, 443 milioni di che?



"Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria"


A questo fondamentale principio fisico rispondono la stragrande maggioranza delle dinamiche tra due corpi che vengono a contatto, o che in particolare si "scontrano" per le ragioni più svariate. Per quanto riguarda altri tipi di dinamiche, vale a dire quelle verbali che intercorrono tra esseri umani, spesso le cose sono ben diverse. Tuttavia, quanto successo negli ultimi giorni è perfettamente in linea con questo principio, almeno apparentemente.

Come è noto, la sentenza del tribunale di Napoli dell'8 novembre ha condannato (tra gli altri) Luciano Moggi, ds juventino per 12 anni, a cinque anni e quattro mesi di reclusione per la promozione di associazione a delinquere. A seguito di ciò, la Juventus ha risposto sul suo sito ufficiale dichiarando come questa sentenza affermi la la sua "totale estraneità ai fatti contestati", passando poi all'offensiva il 14 novembre (ieri, ndr), con il seguente comunicato:
JUVENTUS FOOTBALL CLUB S.p.A. ha depositato in data odierna presso il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ricorso ai sensi dell’art. 30 del codice del processo amministrativo contro la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) e nei confronti della F.C. INTERNAZIONALE s.p.a. chiedendo la condanna al risarcimento del danno ingiusto subito dall’illegittimo esercizio dell’attività amministrativa e dal mancato esercizio di quella obbligatoria in relazione ai provvedimenti adottati dalla FIGC nell’estate del 2006 e del 2011. Con tale atto JUVENTUS intende far accertare la mancanza di parità di trattamento e le illecite condotte che l’hanno generata ottenendo il risarcimento agli ingenti danni che sono prudenzialmente stimati in diverse centinaia di milioni di euro per minori introiti, svalutazione del marchio, perdita di chances e di opportunità, costi e spese. Il ricorso dà seguito alla pronuncia del Presidente Tribunale Nazionale di Arbitrato dello Sport (TNAS) del 9 settembre 2011 che ha rimesso la Società innanzi al TAR limitatamente ai danni e rientra nella più ampia strategia di tutela della Juventus in ogni sede, già preannunciata nella conferenza stampa del 10 agosto 2011.
C'è o non c'è qualcosa che non va in tutto questo? Così, a occhio e croce, direi che di cose che non quadrano ce ne sono una marea. In primo luogo, come è possibile che Moggi venga condannato per associazione a delinquere nell'ambito del processo penale di Calciopoli (nel quale la Juventus costituiva parte civile), e la società per la quale ha lavorato per più di 10 anni si consideri estranea ai fatti prendendo addirittura slancio per nuove battaglie contro Inter e FIGC? La cosa ha poco senso, le spiegazioni fantasiose che qualcuno oggi ha provato a offrirmi ne hanno ancora meno.

09 novembre 2011

Calciopoli, la sentenza: tutti colpevoli, almeno per adesso..


La giornata del 9 novembre 2011 è stata senz'altro quella più attesa da tutti coloro che hanno seguito il processo di Napoli nell'ambito dello scandalo Calciopoli, e l'ora X pronta a scattare alle 20 è stata affrontata soprattutto dal mondo di fede juventina come una sorta di lungo countdown in attesa di una sentenza che avrebbe in un modo o nell'altro posto un paletto pesantissimo nell'economia della vicenda.

Chi sperava in assoluzioni di massa e in una nuova alba che avrebbe portato a scenari sicuramente importanti, è rimasto senz'altro deluso. Anche se siamo solo al primo grado di giudizio, e la faccenda si protrarrà ancora per i prossimi due, le decisioni della dalla nona sezione del tribunale di Napoli sono state pesantissime:

Luciano Moggi 5 anni e 4 mesi; 
Paolo Bergamo 3 anni e otto mesi; 
Innocenzo Mazzini 2 anni e 2 mesi; 
Pierluigi Pairetto 1 anno e 11 mesi; 
Massimo De Santis 1 anno e 11 mesi; 
Salvatore Racalbuto 1 anno e 8 mesi; 
Pasquale Foti 1 anno e 6 mesi e 30mila euro di multa; 
Paolo Bertini 1 anno e 5 mesi; 
Antonio Dattilo 1 anno e 5 mesi; 
Andrea Della Valle 1 anno e 3 mesi e 25 mila euro di multa; 
Diego Della Valle 1 anno e 3 mesi e 25 mila euro di multa; 
Claudio Lotito 1 anno e 3 mesi e 25 mila euro di multa; 
Leonardo Meani 1 anno e 20mila euro di multa; 
Claudio Puglisi 1 anno e 20 mila euro di multa; 
Stefano Titomanlio 1 anno e 20 euro di multa. 
Assolti Mazzei, Fazi, Rodomonti, Fabiani, Scardina, Ambrosino, Ceniccola e Gemignani.


Chiaramente, non finirà qui, e non parlo solo della prosecuzione del processo penale. Le posizioni dei tifosi erano, sono e saranno sempre le stesse, per nulla scalfite da quanto emesso ieri. Se il popolo juventino era pronto a gridare "giustizia è fatta", adesso questa giustizia su cui riponeva fiducia è bollata come marcia, putrida, vergognosa. E vale anche il viceversa, ovviamente. Perchè ognuno in fondo in questa turbolenta vicenda ha deciso di sposare solo ed esclusivamente la sua verità: quella costruita in anni di ricerche e ricostruzioni (discutibili o meno), ma che non si può sostituire a quella emessa da un organo il cui compito è proprio quello di decidere, ancora una volta.