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05 luglio 2013

Calciomercato, cosa 'vedono' i bookmakers?

Non c'è che dire, anche in Italia come Oltremanica ormai è possibile scommettere praticamente su tutto. E se di calcio giocato ormai se ne vede poco, in attesa dei raduni delle squadre e delle prime amichevoli estive, a tenere banco è il calciomercato non solo sui quotidiani sportivi, ma anche nel mondo del betting.

Qualche colpo è già stato chiuso, come Tevez alla Juventus e Neymar al Barcellona, qualcun altro è ormai considerato in via di definizione come il passaggio di Cavani al PSG, e c'è da star certi che essendo ancora solo il 5 di luglio, tanto si muoverà nei prossimi due mesi (scarsi) di trattative, con molti big che potrebbero presto cambiare squadra andando a cercare nuovi stimoli e contratti altrove.

29 maggio 2010

20 anni dalla tragedia dell'Heysel: per non dimenticare..


Anniversario triste, quello che cade oggi nel mondo del calcio: sono passati 25 anni esatti da quando si scrisse una delle pagine più drammatiche della storia di questo sport.

Stadio Heysel di Bruxelles, finale dell'allora Coppa dei Campioni: di fronte, la Juventus di Platini a caccia del suo primo trionfo nella massima competizione europea e il Liverpool, che si era già imposto 4 volte e che solo l'anno prima aveva inflitto alla Roma una tremenda sconfitta ai rigori nella finale dell'Olimpico.

La tragedia si consumò poco prima del fischio d'inizio: una carica degli hooligans inglesi fu alla base di quello che accadde poi, con muretti crollati sulla folla, gente schiacciata nella calca ed uno scenario apocalittico che ha reso lo stadio belga teatro di morte e disperazione. Il bilancio finale fu di 39 morti (di cui 32 italiani), ed oltre 600 feriti: follia pura.

La designazione dello stadio Heysel da parte dell'UEFA fu criticata da entrambi i club: la struttura era fatiscente, priva di adeguate uscite di sicurezza e di corridoi di soccorso. Il campo di gioco e le tribune erano mal curati, con assi di legno sparse per terra, e muretti divisori ormai vecchi e fragili da cui si staccavano pezzi di calcinacci.


Ai molti tifosi italiani, buona parte dei quali proveniva da club organizzati, fu assegnata la tribuna N, nella curva opposta a quella riservata ai tifosi inglesi; molti altri tifosi organizzatisi autonomamente, anche nell'acquisto dei biglietti, si trovavano invece nella tribuna Z, separata da due inadeguate reti metalliche dalla curva dei tifosi del Liverpool, a cui si unirono anche tifosi del Chelsea, noti per la loro violenza (si facevano chiamare headhunters).

Circa un'ora prima della partita, i tifosi inglesi cominciarono a spingersi verso il settore Z a ondate, cercando il take an end ("prendi la curva") e sfondando le reti divisorie: memori degli incidenti della finale di Roma di un anno prima, si aspettavano forse una reazione altrettanto violenta da parte dei tifosi juventini, reazione che non avrebbe mai potuto esserci, dato che la tifoseria organizzata bianconera era situata nella curva opposta.

Gli inglesi sostennero di aver caricato a scopo intimidatorio, ma i semplici spettatori, juventini e non, impauriti anche dal mancato intervento delle forze dell'ordine belga, furono costretti ad arretrare ammassandosi contro il muro opposto alla curva dei sostenitori del Liverpool.

Nella grande ressa che venne a crearsi, alcuni si lanciarono nel vuoto per evitare di rimanere schiacciati, altri cercarono di scavalcare ed entrare nel settore adiacente, altri si ferirono contro le recinzioni. Il muro crollò per il troppo peso, moltissime persone vennero travolte, schiacciate e calpestate nella corsa verso una via d'uscita, per molti rappresentata da un varco aperto verso il campo da gioco. Dall'altra parte dello stadio i tifosi juventini del settore N e tutti gli altri sportivi accorsi allo stadio sentirono le voci dello speaker e dei capitani delle due squadre che invitavano alla calma e in pochi si resero conto di quello che stava realmente accadendo. Un battaglione mobile della Polizia belga giunse dopo più di mezz'ora per ristabilire l'ordine, trovando per il campo e gli spalti frange inferocite di tifoseria bianconera.

La gara finì 1-0 per la Juventus, ma a quel punto il risultato del campo passava davvero in secondo piano. Di quella notte, si ricorderà soprattutto la vergogna di aver trasformato una semplice manifestazione sportiva in un vero e proprio massacro senza precedenti. Ed è per questo che oggi per chiunque ama il calcio, anche per chi non c'era o come me era molto piccolo, dovrebbe essere una sorta di piccola "giornata della memoria".

14 marzo 2009

Manchester, che sberla!

Epilogo imprevedibile, quello del match dell'Old Trafford tra le due squadre che più hanno convinto in Champions. Il Manchester crolla di fronte al proprio pubblico, e lo fa nel peggiore dei modi: il Liverpool, dopo la quaterna rifilata al Real, concede il bis proprio nella tana dei campioni del mondo.

Match quasi perfetto quello del Liverpool, raddrizzato dalle prodezze dei soliti Torres e Gerrard dopo il gol di Ronaldo. Per lo United sul banco degli imputati sale Nemanja Vidic, grande contro l'Inter, ma oggi responsabile diretto del momentaneo 1-1 e finito sotto la doccia con 15’ d’anticipo. Poi Aurelio e Dossena, in gol anche martedì col Real, confezionano il 4-1 finale.

I reds si portano così a 4 lunghezze dalla squadra di Ferguson, che però ha una partita in meno, ed anche il Chelsea, impegnato domani contro il Manchester City, potrebbe rosicchiare punti. Intendiamoci, non è che ai fini del risultato finale sia cambiato granchè: i Red Devils rimangono sempre la grande favorita, e difficilmente perderanno la Premier, ma questa sconfitta li rende più "umani" e riapre dei discorsi che sembravano già ampiamente chiusi.