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28 ottobre 2013

Conte e Galliani, è solo cieca rabbia?


E' una serie A che va di corsa, per fortuna. Domani sera sarà ancora campionato con l'anticipo serale Atalanta-Inter, e tutte le polemiche deflagrate nelle ultime 24 ore dovranno necessariamente lasciare il posto al calcio giocato, e con tutta probabilità a delle altre, nuove di zecca.

Si lamenta Conte, che ha vinto rilanciandosi in classifica, si lamenta Galliani, che ha perso all'ultimo giro di lancette. Ragioni diverse, rabbie diverse, con un comune denominatore: la mancanza di rispetto, vera o solamente presunta. E nel giro di poche ore dal fischio finale delle gare del pomeriggio, l'eco delle invettive ha iniziato a rimbalzare ovunque. Ne avremmo fatto volentieri a meno, davvero.

E' Sky Italia l'obiettivo sul quale il tecnico bianconero fa fuoco senza esitazioni, al termine di una settimana complicatissima nel quale si è detto di tutto e le due sconfitte contro Fiorentina e Real Madrid hanno complicato il cammino della sua squadra sui due principali fronti stagionali. La grande prestazione dei bianconeri contro il Genoa, pur macchiata dall'episodio del rigore che ha sbloccato una gara mai in discussione, non ha minimamente placato un Conte che già aveva ben chiaro in mente quando e come colpire, e ha vissuto il post-partita in trincea vuotando un sacco colmo di un rancore covato per giorni.

14 ottobre 2013

Liverani come Strama, nel girone degli ignavi (con riserva)


Avrei voluto scrivere questo post diversi giorni fa, quando l'esonero di Liverani da parte del presidente Preziosi era ormai cosa fatta e aprire una discussione del genere avrebbe avuto forse molto più senso di quanto non ne abbia invece adesso. Ad ogni modo, il tempo è quello che è ultimamente, e confido nel fatto che il concetto principale che voglio esprimere in questo articolo sia ancora interessante e non abbia superato la fatidica data di scadenza.

Vorrei partire da una nozione basilare tratta dal kit di sopravvivenza per tecnici del nostro campionato: nella serie A attuale, e con certi presidenti capaci di mangiarsi allenatori come fossero noccioline, il risultato per chi guida una prima squadra è l'unica via percorribile per garantirsi un futuro saldo, duraturo e per quanto possibile al riparo da fantasmi sempre pronti a uscire dall'oscurità dopo i primi scivoloni. Concetto abbastanza ineccepibile essendo le società di calcio delle vere e proprie aziende, ingrediente letale se d'estate si parla di progetto e costruzione salvo poi far rotolare teste alla terza o quarta giornata di campionato per un pareggio o una sconfitta di troppo.