"Il senso del calcio è che vinca il migliore in campo, indipendentemente dalla storia, dal prestigio e dal budget" (Johann Cruijff)
15 luglio 2012
Ibra+Thiago, un 'capolavoro' che ha nome e cognome
14 giugno 2012: "Dicendo no ai 50 milioni offerti dal Psg per Thiago Silva, il presidente Silvio Berlusconi ha compiuto un autentico atto di eroismo" (Adriano Galliani)
Un eroe dei giorni nostri, Silvio. Una grande famiglia, questo Milan in cui tutti si amano, tutti si vogliono bene e i calciatori importanti, no, non vanno via neanche a cannonate. Il tutto ovviamente fino a prova contraria, perchè può capitare (dico, può capitare) che un mese dopo colui che si è fatto uomo per noi, scendendo sulla terra anni e anni orsono, sconfessi quell'atto eroico spedendo a Parigi in pacco dono non solo Thiago, ma anche quello Zlatan Ibrahimovic che a quanto pare si era pure calato nelle difficoltà economiche del suo AMATISSIMO club chiedendo con umiltà se fosse possibile contribuire con un assegno.
19 gennaio 2012
Re Cecconi, una tragedia lontana 35 anni..

"Era uno scherzo, era solo uno scherzo", mormorava Luciano Re Cecconi mentre si accasciava al suolo, colpito in pieno petto da un colpo di pistola che ne stroncò non solo la brillante carriera, ma anche la vita.
Era la sera del 18 gennaio 1977, ed il biondo centrocampista della Lazio è fuori in compagnia dei compagni di squadra Pietro Ghedin e Renzo Rossi. Il gruppetto incontra l'ala Garlaschelli, che però non si unisce a loro, e poco dopo anche Rossi va via. Re Cecconi e Ghedin vanno così da un amico profumiere, tale Giorgio Fraticcioli, che li invita ad accompagnarlo da un cliente a cui deve consegnare dei flaconi in una gioielleria di via Nitti a Roma, nel quartiere Flaminio. I tre entrano nel negozio poco prima dell'orario di chiusura, intorno alle 19.30, e a Re Cecconi viene la malsana idea di fingersi un rapinatore, armato e pericoloso.
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10 gennaio 2012
Messi, e sono tre. Tutto il resto, è noia
Onestamente, da un anno fa ad oggi, nulla è cambiato. E quindi, la terza investitura iridata per Lionel Messi, vincitore del pallone d'oro 2011, viene accolta quasi con indifferenza, perchè in fondo questo risultato era arcinoto da tempo.
Si è provato nelle ultime settimane a buttarla lì, dicendo che chissà, forse Xavi stavolta ce l'avrebbe fatta, ma era chiaro a tutti che il premio sarebbe andato all'argentino, autore dell'ennesima annata monstre in un collettivo talmente eccezionale da portare ben 9 calciatori nei top 23. Tre come Platini (che ne vinse anche lui tre di fila), Van Basten, Cruijff, con la differenza che la Pulce ha ancora solo 24 anni e di questo passo rischierà di non sapere più dove metterli, tutti questi palloni dorati.
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29 dicembre 2011
Breaking news - 29/12/11
- Barcellona, Fernando Torres sostituirà Villa: continua senza soste l'adeguamento al Fair Play Finanziario.
- Del Piero senza limiti: "Nel mio futuro vedo solo Juve". Se su Sky o su Mediaset Premium, è ancora da decidere.
- Ancelotti a un passo dal Psg. Per la firma, mancano solo i dettagli sulla fornitura giornaliera di fois gras.
- Adriano fuori dai guai. La ragazza ferita: "Ho sparato io, e se non ricordo male anni fa ero anche a Dallas per sparare a Kennedy".
- Galliani: "O Tevez, o nessuno. Del secondo si dice un gran bene".
- Leonardo, contatto telefonico con Pato. Per l'emozione, il Papero si è stirato gli adduttori.
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24 dicembre 2011
Buon Natale da BnP!
Chi segue questo blog da tempo, avrà notato certamente un calo importante nella produzione recente. Questo è chiaramente dipeso da tanti fattori, il primo dei quali è la fase di riflessione che sto attraversando per cercare di capire quali migliorie apportare a questa creatura che mi sta particolarmente a cuore, e che per adesso è piuttosto scarna nonostante risultati che dovrebbero invece incoraggiare una maggiore attività.
Rubriche come "da zero a dieci", "amarcord" e le breaking news sono state messe da parte anche per ragioni di tempo, ma ben presto torneranno, e si spera che continueranno a incontrare il vostro interesse. Su questo blog cerco di riversare la mia passione per questo sport, ma un impegno quotidiano purtroppo al momento non mi è possibile e pertanto la prima "mission" che mi impongo è proprio quella di riuscire a invertire questa tendenza.
Per il momento, faccio i miei migliori auguri di buon Natale a tutti coloro che leggono periodicamente le mie opinioni, offrendomi punti di vista discordanti o meno, sempre con educazione (salvo casi estremi) e competenza. Nella speranza che questo possa essere per tutti voi e le vostre famiglie un Natale felice e sereno, vi rivolgo un abbraccio virtuale.
Antonio
Rubriche come "da zero a dieci", "amarcord" e le breaking news sono state messe da parte anche per ragioni di tempo, ma ben presto torneranno, e si spera che continueranno a incontrare il vostro interesse. Su questo blog cerco di riversare la mia passione per questo sport, ma un impegno quotidiano purtroppo al momento non mi è possibile e pertanto la prima "mission" che mi impongo è proprio quella di riuscire a invertire questa tendenza.
Per il momento, faccio i miei migliori auguri di buon Natale a tutti coloro che leggono periodicamente le mie opinioni, offrendomi punti di vista discordanti o meno, sempre con educazione (salvo casi estremi) e competenza. Nella speranza che questo possa essere per tutti voi e le vostre famiglie un Natale felice e sereno, vi rivolgo un abbraccio virtuale.
Antonio
20 dicembre 2011
Succede anche questo: l'autogol dello "scorpione"
Sfido chiunque a fare di meglio. In una gara del campionato di Hong Kong tra Sun Hei SC e Citizen AA, il difensore nigeriano della squadra di casa (tale Festus Baise) si esibisce in un colpo acrobatico senza precedenti. Peccato che la porta nella quale è finito il pallone sia stata quella sbagliata..
18 dicembre 2011
Barcellona-Santos 4-0: semplicemente, inarrivabili.
Il Barcellona è campione del mondo. Nella finale del Mondiale per Club a Yokohama, i blaugrana hanno impartito l'ennesima lezione di calcio di questo ciclo glorioso ad unSantos che forse pensava fossero sufficienti Neymar e Ganso per coltivare propositi di vittoria.
Come spesso accade, non c'è storia. Si arriva spesso alla vigilia di un grande appuntamento pensando che nei novanta minuti possa succedere di tutto, ma la realtà dei fatti è che questo Barça continua a viaggiare ad un livello di calcio troppo alto per chiunque, si chiami Real Madrid, Milan o Santos. Ti aspetti che i brasiliani, infarciti di talenti e con quel fenomeno che Pelè ha definito "più forte di Messi", possano dire la loro nella gara della vita, ma invece abbiamo assistito all'ennesima sinfonia catalana: 4-0, calcio celestiale, ed avversari umiliati da un palleggio che non ha eguali al mondo e credo non ne abbia nell'intera storia di questo sport.
Villa e Sanchez sono out? Poco male. Pep si inventa Dani Alves e Thiago Alcantaraesterni d'attacco nel tridente completato da Messi, e con quei draghi in mezzo al campo il problema delle assenze non nasce neanche. Tutto troppo facile, quando l'ingranaggio funziona a meraviglia a prescindere dagli interpreti, ed è quasi sconfortante toccare quotidianamente con mano tutta la differenza che passa tra loro ed il resto del mondo. Una differenza che spesso negli ultimi tempi si è cercato di assottigliare, ma che il campo ha ripetutamente evidenziato senza lasciare adito a dubbi.
Quando le due compagini vanno al riposo al termine dei primi 45', la gara è già in ghiaccio. Magistrale lo stop di tacco con cui il professor Xavi manda in porta il pallone d'oro (uscente, ed entrante, potete scommetterci) che segna con un tocco da artista del calcio, fantastica l'azione del 2-0 firmato dallo stesso Xavi, elementare il tap-in di Fabregas per il 3-0. Messi nella ripresa cala il poker, poi sono i pali ad evitare una nuova manita, che comunque non avrebbe cambiato di molto il giudizio su una gara senza storia.
Il Barcellona chiude così il suo anno perfetto, il secondo in tre anni. Probabilmente, se non si fosse messa di mezzo l'Inter di Mourinho in quella semifinale del 2010, staremmo parlando di qualcosa mai vista nella storia del calcio, ma già adesso siamo a livelli di rendimento quasi soprannaturali.
Nella Liga intanto il Real ha passeggiato a Siviglia, con un pesante 6-2, volando in testa al campionato. Che si sia ridotto il gap con i blaugrana? Scherzo, ovviamente..
Antonio Capone (twitter - @tonycap83)
13 dicembre 2011
Milito, dal "pallone" al "bidone" d'oro in 12 mesi
Il Diego Milito esultante in questa foto, dopo aver matato il Bayern a Madrid a chiusura di un'annata da fuoriclasse assoluto, non c'è più. O almeno, sembra essersi perso in quella notte che lo aveva elevato probabilmente a centravanti più forte del globo terracqueo, alla quale è seguito un crollo verticale fatto di infortuni, cocenti delusioni, e clamorosi errori che ne hanno macchiato una figura costruita in anni di gol e trasfiguratasi nella magica annata 2009/10.
Il livello di gioco raggiunto dall'attaccante di Bernal nella stagione del Triplete era talmente alto che nessuno in fondo immaginava che potesse ripetersi a quei livelli di eccellenza. E' pur vero però che era difficile pensare che da quel picco raggiunto il 22 maggio 2010, Milito sarebbe sceso in maniera così rovinosa. Il flop al mondiale con l'Argentina di Maradona, che gli preferiva Higuaìn, l'esclusione dalle nomination per il pallone d'oro (fatto clamoroso in sè, ma ne abbiamo già parlato), i continui guai fisici e recentemente anche la fiera del gol sbagliato, con il derby a distanza tra lui e il milanista Robinho su chi la combina più grossa sotto porta: insomma, dopo la notte dei sogni, per il numero 22 nerazzurro sono stati solo guai.
Come ciliegina sulla torta, è arrivato anche il molto poco ambito premio assegnato dalla trasmissione sportiva Catersport, che prende il nome di "Bidone d'oro". Nulla di particolarmente serio, intendiamoci, ma certamente per il morale del Principe questo riconoscimento non è un toccasana: per oltre il 15% dei votanti, il più clamoroso flop dell'anno solare 2011 è proprio lui, "preferito" ad Amauri e Krasic, altri due che non hanno certo lasciato il segno nell'anno che sta per chiudersi.
Dopo la stagione monstre, che aveva visto Milito risultare l'uomo più decisivo d'Europa coi suoi gol e non solo, era lecito aspettarsi qualcosa di più anche in considerazione delle dichiarazioni fatte a caldo dopo la vittoria della Champions League. Il campo in questo anno e mezzo ha invece detto che quel campione ammirato tra Saragozza, Genoa ed Inter ha lasciato il posto ad una controfigura decisamente poco riuscita, e che oggi non gode forse della stessa fiducia nei propri mezzi di cui godeva allora.
Chissà, forse la doppia mazzata di un'estate 2010 passata in Sudafrica a veder giocare gli altri, con la conseguente estromessione dalla lista dei papabili per un pallone d'oro che avrebbe dovuto vedere il suo nome iscritto di diritto almeno nei top 23, ha costituito una sorta di "sliding door" per la carriera del centravanti. Sta di fatto che tra il pallone d'oro ed il bidone d'oro, di differenza ce ne passa eccome..
02 dicembre 2011
Euro 2012: i quattro gironi!

In occasione dei sorteggi dei gironi di Euro 2012 c'è stato il primo esperimento di "diretta" su questo blog, e ad essere onesti quando il nome ITALIA non era ancora uscito dall'urna con la Russia estratta già come quarta nel gruppo A (il più abbordabile), la paura di finire nel 'Group of Death' con Olanda e Portogallo era tanta.
Ed invece, la patata bollente è toccata alla fortissima Germania, mentre gli azzurri sono finiti nel gruppo C con i campioni del mondo della Spagna, la Croazia e l'Irlanda del Trap (che verranno affrontate proprio in quest'ordine). Alla fine, proprio per il grande pericolo scampato, non possiamo lamentarci di certo per l'esito del sorteggio: la Spagna è di un altro pianeta al momento, ma Croazia e Irlanda non possono e non devono essere avversari che una nazionale ambiziosa come quella di Prandelli può ritenere una minaccia concreta. Chiaro che si dovrà arrivare preparati all'appuntamento, con la speranza che figure come quella di Sudafrica 2010 siano solo un oscuro capitolo del passato da cui poi è ripartita un'altra ottima nazionale.
Vediamo i quattro gironi, per poi commentarli rapidamente:
Girone A: Polonia, Rep. Ceca, Grecia, Russia
Girone B: Olanda, Danimarca, Portogallo, Germania
Girone C: Spagna, Irlanda, Croazia, ITALIA
Girone D: Ucraina, Francia, Svezia, Inghilterra
Il gruppo A è certamente quello meno interessante, con quattro potenziali outsider ma nessuna vera corazzata: la Russia parte coi favori del pronostico, ma per entrambe le qualificate il cammino difficilmente potrà andare avanti oltre i quarti di finale. Sì, perchè il gruppo B è davvero da far tremare i polsi: due delle favorite della vigilia (assieme alla Spagna) come Olanda e Germania, con lo scomodo Portogallo di Ronaldo e la sempre ostica Danimarca (condannata comunque, salvo miracoli). Detto del girone dell'Italia, il gruppo D è molto interessante: Inghilterra e Francia partono senza dubbio favorite, ma occhio a Ucraina e Svezia, clienti scomodi per due formazioni reduci da una fase di transizione complicata, con un mondiale fallimentare alle spalle.
Il cammino, comunque sia, ora è tracciato. Ancora qualche mese, e poi sarà Euro 2012: ne vedremo delle belle, o almeno è quello che si spera.
30 novembre 2011
Napoli-Juventus 3-3: appunti e considerazioni..

Il recupero del San Paolo termina con un pirotecnico 3-3, un risultato che per come si era messa la gara ed in generale per la valenza che aveva per la classifica delle due squadre soddisfa soprattutto la Juventus di Conte, mentre il Napoli ingoia amaro per aver buttato al vento quella che forse era l'ultima possibilità per continuare a sognare il tricolore.
Qualche considerazione sparsa sulla partita:
Il carattere Juve. Se in passato la squadra di Conte aveva dimostrato un bel gioco, questa sera si è visto altro: carattere, cuore, determinazione nell'opporsi ad un risultato che per due volte sembrava essere sfavorevole e quasi definitivo. Come ho già detto in altre occasioni, il miglior acquisto della Juventus 2011/12 è proprio questa mentalità vincente che il tecnico (non perfetto tatticamente in questa occasione) è riuscito a inculcare nei suoi giocatori, diversamente da quanto successo nelle precedenti gestioni in cui la squadra andava verso una preoccupante "provincializzazione".
La fragilità del Napoli. Questa sera la squadra di Mazzarri dietro ha fatto acqua, nonostante fosse fin qui la seconda difesa meno battuta del campionato (adesso è la terza, dietro Udinese e Juventus): al di là del fortunoso rimpallo che ha consegnato a Pepe la palla del pari, le reti di Matri ed Estigarribia sono state frutto di clamorosi errori di piazzamento della retroguardia azzurra. Con la squadra in vantaggio 3-1 a 20' dalla fine, amnesie del genere costituiscono un vero e proprio harakiri. Stanchezza da doppio impegno? Probabile, ma lo scudetto così è andato.
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