Christian Vieri dice stop. L'attaccante, dopo tanto girovagare e tanti gol disseminati in giro per il mondo, ha deciso di chiudere con il calcio. "Non ho più voglia", le parole del bomber, che già da tempo era ai margini del calcio che conta.
Cosa dire di questo personaggio così particolare, capace di dividere la critica, ed infiammare i tifosi delle tante formazioni in cui ha militato, a suon di gol. Un vagabondo, da molti definito anche mercenario: eccezion fatta per l'Inter, nella quale ha militato per sei stagioni, sono state tante le maglie cambiate di anno in anno.
Una carriera che inizia in Australia con la maglia del Marconi Stallions, dove gioca come terzino sinistro. Incredibile, ma vero. La confidenza con la porta però c'era già allora, e così ben presto passa in attacco.
Rientrato in Italia nel 1988, il suo primo club è l'A.C. Santa Lucia, squadra di una frazione di Prato. L'anno successivo viene tesserato dal Prato, mettendosi in luce a suon di gol nel campionato Berretti. Viene poi ceduto al Torino, squadra con cui ha esordito in serie A il 15 dicembre 1991 in Torino-Fiorentina 2-0.
Sempre con la valigia in mano fin da giovane, Vieri girerà Pisa, Ravenna, Venezia e Atalanta, prima del grande approdo alla Juventus, dove si mette in luce nonostante in attacco la concorrenza fosse fortissima. Boksic, Del Piero, il giovane Amoruso: era una delle più forti Juventus di Marcello Lippi, capace di andare a vincere 6-1 in casa del Milan con doppietta proprio di Vieri.
La permanenza in bianconero però non dura a lungo. In un giorno come un altro, Luciano Moggi gelò i tifosi juventini con la dichiarazione: "Abbiamo ceduto Vieri e preso Fonseca", facendo inizialmente inorridire parecchi sostenitori della Signora. L'ancora giovane Vieri passa all'Atletico Madrid di Jesus Gil per la cifra record di 48 miliardi di lire, e nonostante qualche problema fisico metterà a segno 24 reti in 24 partite: capocannoniere della Liga.